Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Che siccome c’è crisi

Ottobre 30, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(9)

Allora, io ho pensato.
Ho pensato mentre leggevo l’etichetta del solvente per unghie.
C’è scritto “non fumare” e c’è scritto pure “non respirare”, c’è scritto che non provoca irritazione cutanea anche se può dare irritazione oculare, c’è scritto che va tenuto lontano da scintille e fiamme ma c’è anche scritto che non provoca tossicità acuta orale.
Ecco, questo mi ha fatto pensare, “orale”.
Prima che pensiate a battute da quindicenni in overdose da ormoni (ha-ha, divertentissime) la parola in questione mi ha fatto notare che non c’è scritto “non ingerire”.
Se io ne prendo un sorso, un sorso pieno, e (eventualmente prima di morire) faccio causa ai produttori perché non c’è scritto che non si può ingerire ed io - non sapendo né leggere né scrivere ed avendo dei seri danni cerebrali - ho pensato bene di prenderne una gottata come se niente fosse, magari scambiandola per una bottiglietta d’acqua, posso ricavarne qualcosa no?
E pensare che se non mi fossi annoiata lavandomi i denti non sarei mai arrivata a sbarcare il lunario con questa idea geniale.
Ci sentiamo (o eventualmente no).

…cheschifocheschifocheschifocheschifocheschifo

E’ inutile che mi sprechi a cercare di salvare il pianeta nei piccoli gesti; è inutile che chiuda l’acqua mentre mi lavo i denti, che riclichi qualsiasi materiale mi capiti sotto mano, che tolga i tappini dalle bottiglie per darli a chi - secondo quello che ho stabilito essere magia - ne ricava altri oggetti, inutile che preferisca comprare prodotti naturali e portare i vuoti per riutilizzarli, inutile che spenga la lucina rossa delle televisioni.
Tutto inutile, se poi uccido una cimice ed uso più della metà di un rotolo di carta igienica per toglierla.

Chi?!? MIKE?!? ODDIO, NO!

Settembre 12, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(6)

Capisci che un giorno è partito bene quando arrivi davanti al Duomo di Milano e, stupita, chiedi il perché di tutta quella folla di malati di mente che stanno ad aspettare chissà che.
“Il funerale di Mike Bongiorno”, mi dicono.
“Il funerale di Mike Bongiorno?!?!?”, dico io.
“Sì! Non lo sapevi?!?! E’ MORTO!”
Oddio, no!”, e scappo terrorizzata come se arrivasse l’apocalisse da un momento all’altro.
Poi giri l’angolo, ti metti a ridere e ringrazi il cielo che ti diverti con così poco.

Eh, i bambini

Settembre 6, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(8)

Il bello di vivere da soli non è tanto quello di uscire e tornare quando vuoi senza qualcuno il giorno dopo che ti chieda perché, non è ubriacarsi di Vodka o rischiare un’overdose di Coca Cola che bevi anche a colazione perché tanto chi ti vede, non è ritrovarsi a vomitare l’anima la notte perché son due giorni che campi a biscotti, no, non è tutto questo.
Il bello del vivere da soli è potersi comprare la più piccola sciocchezza senza nessuno che ti giudica, e, credetemi, sembra una minchiata campata per aria ma non lo è, ve lo dico dopo aver passato due mesi nel paese natio ed aver nascosto ogni acquisto passabile di giudizio negativo e/o superficiale da parte della Madre Superiora, conseguenza di un acquisto altrettanto furtivo.
E non parlo di acquisto di cocaina purissima o animali esotici illegali o pelle di babbuino somalo saltellante, parlo delle classiche baggianate che ad una persona che si accontenta di poco, come me, riempiono la giornata.
E dopo due mesi in cui la bambina stupida che è in me è stata incatenata a forza, dopo due mesi in cui ho cercato in tutti i modi di trattenere le sue urla e i suoi capricci, come si traduce, questo, non appena mi ritrovo di nuovo da sola in una città come Milano?
Non so, ditemelo voi: dopo essere passata dall’Esselunga sono tornata con pastelli a cera colorati, cerotti di Winnie Pooh, Chupa Chups e una piccola mucca con quelli che sembrano essere arti snodabili.
Ma adesso scusatemi, devo tornare a sorseggiare con gusto la mia cedrata con il bicchiere dell’Era Glaciale 3 trovato nell’Happy Meal.

La mia è pura logica

Luglio 30, 2009 - In: Sento cose, Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(9)

Sono solo io la macabra che pensa subito al peggio se trovo per caso più di due canzoni di uno stesso artista alla radio? Mi spiego. Zucchero, ad esempio. Non è propriamente Lady Gaga (che muoia), non si sente spesso alla radio e non ha grandissime hit o singoli nuovi. Ecco, se io in una notte nel giro di poche ore becco tre sue canzoni, di cui due piuttosto vecchiotte, sono l’unica a pensare che effettivamente può essergli successo qualcosa?
Una specie di tributo a Zucchero, come la notte in cui morì Michael Jackson che alla radio non si sentiva altro.
Per esempio, se io sento la canzone di Mango, mi aspetto che a Mango sia successo qualcosa, perché chi cazzo se lo cagherebbe Mango in una condizione normale (ma anche in una condizione tragica, dormo lo stesso la notte); se casualmente becco due canzoni di Mango nel giro di poco tempo - e già trovare una seconda famosa è un’impresa fallimentare in partenza - come minimo avrà avuto un incidente.
Sarà scaduto o cose così.

ps. lo so, ultimamente latito, ma latita un po’ chiunque e chi sono io per non farlo, la figlia della serva? Sono molto attiva su Tumblr però, perché non mi costa fatica e bastano dei click. Nel caso non possiate fare a meno di me, cosa molto probabile eh.

Sarebbe il caso…

Luglio 23, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(5)

…di cominciare a portare gli occhiali da vista anche fuori casa.
Non solo perché se vado in un negozio, per leggere etichette o chissà che, devo portare qualsiasi oggetto a dieci centimetri dagli occhi, ma anche perché rischio seri incidenti diplomatici: devo cominciare a portare gli occhiali anche fuori casa perché così le persone non saranno solo delle macchie appannate ambulanti ma potrei realmente riconoscerle e rispondere al loro saluto senza pensare che siano dei maniaci e urlare “chi cazzo è quello e che vuole da me?”.

My precious

Luglio 18, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(10)

Io ho sempre preso per il culo quelli che hanno la mania di tenere la pellicola protettiva sugli schermi dei cellulari nuovi. Che senso ha? Lo protegge fino a che qualcuno non lo compra, poi toglilo, perché tenerlo, stai tutta la vita con quella pellicola sullo schermo? Perché? Sei stupido, fine.

Ieri ho comprato il mio primo cellulare figo. Per figo intendo che è figo. Per figo intendo che è figo e pagato relativamente poco (non è fatto di polistirolo, non ci sono fregature) e sopratutto è figo perché è figo ma non è un fottutissimo iPhone.
E’ il mio primo cellulare figo, nel senso che non ho mai dato importanza alla fighezza della tecnologia, trovo eticamente scorretto spendere più di metà di uno stipendio in un cellulare, quindi non ho mai avuto cellulari fighi.
Per questo è figo. E’ figo perché è figo, lo vedi e dici, cazzo, è un cellulare figo, lo vedi e pensi cazzo, mi viene voglia di diventare un giovane imprenditore, ti viene voglia di controllare la mail ogni cinque minuti e di pianificare la tua giornata.
E’ figo perché ti fa sentire figo.

Son passati due giorni e c’è ancora la pellicola sullo schermo e quella sulla fotocamera. E’ già tanto se non vado in giro portandolo direttamente dentro la scatola, ancora impacchettato.

Devianze

Luglio 7, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(28)

E’ inevitabile.
Nonostante non abbia più quindici anni, se mi capita di rivedere un ragazzo che proprio ai quei tempi mi piaceva, non riesco ad evitare di fare grandissime figure di merda. Non arrivo al balbettio, semmai il contrario, divento super logorroica per riempire i tempi vuoti che può avere una conversazione nata con “da quanto tempo”, e a ruota dico tutto quello che mi passa per la mente, potrei anche buttare lì quanto siano fastidiosi i dolori mestruali.
Tutto questo solo rivedendo per caso “vecchie adolescenti fiamme”, solo perché cerchi sempre di far bella figura, di avere chissà quale rivincita; la cosa orribile è il non rendersene conto nell’immediato, per poter almeno limitare i danni, ma accorgersene solo il giorno dopo, magari dopo aver creduto per ore di aver fatto la splendida, rimuginando poi per giorni e giorni su quello che hai fatto o detto ed inventarsi scuse plausibili nel caso ci fosse una seconda volta.
Pessimismo e fastidio.

Se c’avevo le rote ero un carretto

Giugno 21, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(13)

Al liceo la mia scusa era “guarda mamma che il compito di matematica è andato male a tutti” e con quello io consegnavo ufficialmente il mio alibi, anche se la risposta era sempre la stessa (”non me ne frega di quell’attri“). Adesso mi ritrovo a dire “se mi avesse fatto le domande giuste avrei sicuramente preso 30. Senza problemi eh”.

Chiedo venia

Giugno 5, 2009 - In: Cinema, Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(24)

Metropolitana, aspetto il treno.
Mi guardo intorno e noto un gruppo di quattro ragazzine che non possono avere più di 12 anni; mi accorgo della loro presenza solo perché continuano ad indicarmi e sghignazzare. Cerco di mandargli occhiatacce ma solo dopo mi accorgo di avere gli occhiali da sole quindi abbandono e lascio perdere, mi allontano.
Loro si avvicinano.
Mi allontano.
Si avvicinano.
A quel punto mi rimangio tutto quello che ho detto a mamma sulla difesa personale, sopratutto “no, non vado in giro con questo coso attaccato al collo che se lo tiro suona un allarme!”; ora come ora ne avrei bisogno, il primo essere umano disponibile è dall’altra parte del binario e credo stia parlando col muro.
Sono all’angolo, posso far finta di leggere lo stesso cartellone pubblicitario mille volte ma non me ne frega niente di avere una cucina gratis pagando solo i pavimenti, il soffitto, le pareti e tutti gli elettrodomestici (un affarone).
La più coraggiosa del gruppo parte: scusami? Posso farti una domanda?
E’ già tanto che mi abbia dato del tu e non del voi, e a quel punto credo che la mia mente non abbia mai elaborato così velocemente: avevo le cuffie quindi potevo far finta di niente; oppure potevo spiazzarle rispondendo in inglese o potevo buttarmi sui binari.
O potevo rispondere.
?
“Come hai fatto a farti venire quei capelli?”
“….!?! Non lo so, erano già così”

Non colgono il sarcasmo,  troppo occupate a sottovociare tra di loro.
“No perché sono gli stessi capelli di Bella, li voglio anch’io, come hai fatto?!”
“Sì, dai sono identici, tipo nell’ultima scena del ballo”.

ALT.

Bella? Ballo? Ora. Vista la recente visione di Twilight per i motivi che tutti sappiamo (per colpa di Joy), l’unico collegamento che son riuscita a fare in pochi secondi è stato quello. Ma no, non può essere.
NON. PUO’. ESSERE.
“Sì, e poi il colore, come hai fatto?”
“Anche quello, l’ho trovato già così”

Poi, azzardo, “Ma chi è Bella?” e non l’avessi mai fatto.
“Non sai chi è Bella? Bella! BELLA! La protagonista di Twilight?! Non hai visto Twilight?!?!
Allora, immaginatevi una scena del genere: partiamo già dalla conversazione che difinirla surreale significa sminuirla, passiamo per i soggetti e arriviamo al fatto che il treno ancora non arrivava e che io continuavo a guardarmi intorno nervosa ed incazzata, perché non è possibile che succeda una cosa del genere dopo aver visto proprio quel film, mi rifiuto di considerarla una coincidenza.
Mi guardavo intorno per cercare, ma che ne so, telecamere o qualcuno di voi sghignazzante in un angolo ma era una prospettiva ancora più surreale, e quella domanda, non hai visto Twilight, mi ha risvegliato e il peggio di me è uscito fuori.
Ah sì, Twilight, l’ho visto. Tra l’altro…
Ecco, prima di continuare, c’è una cosa da sapere: una mia mania è andare su IMDB e leggere la biografia e le curiosità sugli attori, sopratutto quando so che vedrò un loro film.
Detto questo, andiamo avanti.
“….Tra l’altro, io conosco Robert Pattinson.
Panico.
Oddio cosa ho detto.
Credo di averlo detto sopravvalutando chi avevo davanti, perché una persona normale mi avrebbe detto di andarmi a fare una corsa in tangenziale, che era poi la reazione che cercavo, ma loro non erano persone normali, a 12/13 anni non lo sei automaticamente, e non lo sei nemmeno se cominci ad urlare “oddio veramèèèèènte?!?! Davvero?! ODDIO EDWARD, CONOSCE EDWARD CONOSCE EDWARD”.
Di nuovo, immaginatevi la scena. Il binario si stava popolando e io ero in un angolo circondata tra tre tizie che saltellavano, urlavano e ripetevano il nome di una sanguisuga pallida.
Una volta che la calma si è reimpadronita dei loro corpi (ma non dei loro cervelli, i loro occhi spalancati e le mani a tappare la bocca la dicevano lunga) speravo che mi lasciassero andare, che fossero troppo scioccate per sentire il resto e che potessi evitare di andare oltre.
Eh, no.
Come lo conosci? Sul serio?! Non ci prendi per il culo?!” e a quel punto dire di sì mi sembrava firmare una condanna a morte, non si sa mai cosa quattro dodicenni dedite al fanatismo di vampiri possono farti.
E allora, lo scempio: “Ma niente, quando ero più piccola ho passato un’estate a Londra e l’ho incontrato, ma non era ancora “Edward”, e ci siamo sempre tenuti in contatto”.
Vi giuro che non mi spiego, non lo so, non ho la più pallida idea di come abbia fatto a rimanere seria, di come sia riuscita a mantenere una faccia credibile con le baggianate che stavano uscendo dalla mia bocca.
E vi siete sentiti ultimamente?!
In quel momento, lampo di genio.
Sì, sapete che stavano girando il sequel in Toscana un po’ di giorni fa no? Io vengo da lì e ci siamo visti (…), ho conosciuto anche Bella (…) e tutto il cast (…)”.
Ho seriamente rischiato di far venire un attacco di cuore simultaneo a delle dodicenni; di nuovo giù urla e saltelli e risatine isteriche, con la promessa che, dandomi le loro mail, le avrei contattate per fare in modo di incontrare il loro idolo, o anche solo parlarci al telefono.
Durante le poche fermate che abbiamo condiviso ho trattenuto a stento le risate, con la convinzione che alcune di loro mi guardassero il collo per cercare segni di eventuali morsi, ma appena me ne sono separata mi sono accorta di quello che avevo fatto: sono. una. grandissima. stronza.
Mi sono immaginata dodicenne ed era come se qualcuno mi avesse promesso di poter parlare con Maldini e Costacurta e invece ciccia, è una balla.
Questo post è un rischio, un racconto del genere è rintracciabile e se passassero da queste parti probabilmente sarei finita, ma devo comunque espiare le mie colpe: mi dispiace. Non lo conosco, non so chi sia, e mentre guardavo Twilight giocavo a solitario. Blasfemia, lo so, ma pura verità.
Siete autorizzate a chiamare rinforzi ed offendermi, di più non posso fare.
A mia discolpa, c’è da dire che l’estate a Londra ce l’ho passata davvero eh.

Puah.

Come esiste l’arte del riempire la lavastoviglie, o l’arte dell’ordinare le cartelle sul computer, o l’arte della disposizione degli oggetti in cucina secondo necessità e bisogno, esiste anche l’arte del riempire un cono gelato: se compri dei coni e del gelato sfuso non puoi fartene uno alla carlona, devi sapere quanto gelato prendere e come prenderlo, come “spatolarlo” e come evitare che cada da tutte le parti.
Detto questo, dopo anni e anni di carriera ancora non sono riuscita a riempire un cono fino in fondo: la cosa più brutta è mangiarsi un gelato e avere gli ultimi otto centimetri di cartone puro.

Misteri d’Italia

Maggio 26, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(12)

Vorrei capire per quale strano fenomeno astrale ogni volta che uso un evidenziatore, senza rendermene conto finisco per colorarmi tutti i polpastrelli. Come faccio, non mi avvicino nemmeno alla punta mentre lo uso, non capisco quali poteri gli evidenziatori hanno per essere in grado di prevaricare sulle leggi della fisica e della gravità.
Sopratutto l’evidenziatore azzurro.
Quel bastardo.

Meglio fare subito un testamento

Ogni anno ringrazio il cielo di non avere nessun tipo di allergia primaverile, per vari motivi, tra cui l’effetto devestante che un antistamico ha sul mio organismo, dove il banale effetto “sedativo” si trasforma in una pesante narcolessia mista a coma farmacologico.
Quindi queste nuvolette bianche che dagli alberi il vento porta leggiadre, che mi seguono mentre cammino per strada e che mi invadono la casa se disgraziatamente decido di aprire le finestre, su di me non hanno effetto.
Ma cosa faccio per quelle settanta nuvolette che al giorno inavvertitamente inalo o ingoio?
Perché nella mia mente, danneggiata ormai in modo permanente, so che queste nuvolette staranno in silenzio per vent’anni, nascoste in chissà quale antro del mio corpo, poi verso i cinquanta comincerò a perdere sangue dal naso e dalle orecchie mentre sto facendo la spesa e mi porteranno d’urgenza in un ospedale dove nessuno capirà il motivo e io starò sempre peggio e mille sintomi che messi insieme non hanno un filo logico.
E tutti sappiamo che House non esiste e che quindi morirò tra l’incertezza e lo sgomento.

Varie ed eventuali




Feed

Meta

Confessioni di Una Mente Dubbiosa - Using gPurple theme
Powered by WordPress 2.6.2 - Counter: 21 queries. 0.261 seconds.