L’ABC dell’educazione
Sì, bionda polacca che mi hai accolto al pronto soccorso giorni fa.
Posso ammirarti per aver scelto di fare il dottore, e anche per essere venuta dalla Polacchia fino a qua per onorarci dei tuoi servigi, ma il fatto che tu lavori da sette ore e che ci sia gente che viene da te perché le prude un dito non ti dà il diritto di sputarmi in faccia e di mandarmi via con un calcio nel culo una volta finito.
Non pretendo una conversazione amabile, che dopo sei ore che ti aspetto non me ne può fregare di meno ed è già tanto se sono ancora in piedi, ma almeno non trattarmi come una deficiente se mi fai una domanda e poi non mi fai rispondere perché l’inizio della risposta non ti piace, che altrimenti in Polacchia a calci nel culo ti ci spedisco io, va bene?
Ma consolati, non è un problema solo tuo.
Anche quella grassona all’accettazione che colava sudore da ogni angolo del corpo, mi spiace, sarà stata una giornata pesante seduta al computer sotto l’aria condizionata quando fuori fanno 50° all’ombra, ma io mi sono fatta mezza Milano sotto il sole per togliermi dei punti e non mi sento bene, potrebbe non trattarmi come un’imbecille mentre le chiedo a quale delle settecento infermiere che mi sta indicando devo rivolgermi?
Può farlo, o il troppo grasso le ha intasato il cervello ed è fisicamente impossibilitata ad una risposta, non dico gentile, ma almeno educata?
E non venitemi a dire che dopo ore e ore di lavoro e “chissà quante ne hanno viste” si perde la pazienza, lo capisco, ma nessuno pretende che si venga accolti tra applausi e feste, ma che almeno non si perda di vista l’educazione, quel minimo che basta per non farti girare i coglioni appena iniziato.
E se vogliamo dirla tutta, non c’entra il lavoro, è un problema di carattere, perché loro come l’infermiera che per otto ore ha sopportato vecchi, donne, bambini, malati immaginari e malati seri, ma che fino all’ultimo ha avuto il sorriso sulle labbra e la pazienza di una santa.
Non è necessario diventare come quella cassiera che commentava gioiosa e sorridente i miei acquisti o quella che voleva a tutti i costi fermarsi a parlare delle zanzare e di come l’hanno uccisa la notte prima, ma in quel caso, mi vedete per caso dirle “sìsì, può fare in fretta che non la pagano per socializzare”?
No, sarebbe anche la verità, ma no, si chiama educazione, si sopporta, si sorride e si dimentica.
Carissimi stronzi.
Befane
Oggi mi va di prendermela con qualcuno, che mi sono svegliata malissimo.
Quindi, lo dico, impopolare quanto basta: a me Carmen Consoli ed Elisa stanno sulle palle come poche persone del mondo dello spettacolo riescono a fare. La prima non la sopporto neanche alla vista, mi urta il sistema nervoso periferico, la sua voce mi manda in bestia e i suoi testi fanno ca-ga-re. E poi è brutta. Non che la bruttezza sia una colpa in generale, ma per lei sì. Brutta. E il buco dell’ozono è colpa tua. Così come il crollo delle Torri Gemelle, Bin Laden lo ha programmato ascoltando “Parole di burro” (che fa ca-ga-re).
Così pour parler, prendendo un testo a caso: si è già detto tanto e non possono audaci parole nutrire illusioni e l’inverno che bussa alla porta l’ospite reduce da un lungo viaggio sguardi famelici implorano un piccolo assaggio di vita altrui prima dell’alba potrebbero sorprenderci rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi sulle rive di Morfeo.
Certo. Lo diceva sempre anche mia nonna.
Per non parlare di Elisa. Lo ammetto, da qualche parte ho il suo primo cd, che non faceva così schifo.
Poi si è persa, con quest’aria vagamente new age del cazzo, che mi è sempre stata sui nervi. Quel suo modo di fare sciatto, che la gggente deve apprezzarmi anche se faccio un concerto in pigiama, quei suoi tagli di capelli orribili, quelle sue canzoni sempre uguali, lagnose, quel modo di dondolare mentre canta che mo’ cade mo’ cade.
E la canzone con Ligabue, Dio santo, la canzone con Ligabue. Mi ha triturato le tube per mesi, con un video inguardabile dove ad un certo punto le viene una crisi isterica che mi va venire voglia di prendere a schiaffi il televisore. Che poi, una canzone che inizia con “c’è un principio di magia, tra gli ostacoli del cuore, che si attacca volentieri, tra una sera che non muore e una notte da scartare, come un pacco di Natale“, non può non esserci lo zampino di Carmen Consoli.
E il cerchio si chiude. Befane schifose che non siete altro.
Ooooh, ora sto meglio, grazie. E buone feste.
Aggiornamento: che sbadata. Quasi dimenticavo la Regina delle befane, Irene Grandi. A differenza di Elisa, lei ha scelto il mood aggressivo, fa la figa a destra e a manca, con gli anfibi e l’aria da dura, che sarà alta si e no un metro e una Vigorsol (in orizzontale). Se per Elisa vale Gli Ostacoli del cuore (anche il titolo fa pena), con lei c’è Bruci la città. Nel video fa pure la sensualona, credendo di essere vagamente attraente. No! Cesso pure te, sicuramente “bruci la città e crolli il grattacielo” sarà il nuovo inno di qualche terrorista. Il prossimo disastro sarà colpa tua. Sappilo (brutta).
I miei veri nemici
Visto che siamo in vena di confessioni, e che in questi giorni l’insofferenza regna sovrana, diciamolo, diciamolo quali sono i veri personaggi televisivi che detesto; vi sembrerà strano (ma anche no), non sono i soliti Costanzo o De Filippi, e neanche quel manipolo di cretini venuti fuori dal Grande Fratello, che colpa hanno, povere bestie.
La prima, su tutte, la Regina: Rita Dalla Chiesa.
Non la detesto, di più, se la vedessi per strada dovrei frenarmi dallo schiantarle addosso un semaforo, lei e il suo buonismo maledetto; non so se avete mai visto Forum, ma quella donna snocciola banalità e luoghi comuni come se piovessero, e io non lo sopporto.
Lei, con la sua voce odiosa, i suoi occhialetti che fanno rimpiangere quelli di Mughini, quell’aria perennemente mezza addormentata, quella risata insopportabile.
Non capisco perché la conduzione non passi in mano a Fabrizio Bracconeri, quello sì che sarebbe un salto di qualità.
La seconda: Laura Freddi.
Tutti accusano i reduci dei vari reality di non saper fare niente, ma c’avete mai pensato alla suddetta?
Lei, lei sì che non sa fare un cazzo, ammettiamolo; balla come un cappone incelofanato, la sua voce tende al trans, una chiave inglese recita meglio di lei e non venitemi a dire che è bella perché non vi crede nessuno, davvero.
Non so da quale gabbia sia uscita, ma vorrei tanto che ci tornasse.
La terza e il quarto: Anna Moroni e Beppe Bigazzi.
Chiiii? Quei due pensionati che affiancano la Clerici a La Prova del Cuoco.
Ma insomma, fate 150 anni in due, volete farvi un giro a Villa Arzilla o ci dovete ancora fracassare le palle per molto?
Quella, con la voce stridula, che tratta tutti come deficiente, perché lei solo sa, pure a Vissani sputerebbe in un occhio, lei e solo lei detiene il segreto della bollitura dell’acqua; quello, che va in giro a scuoiare cinghiali e mungere vacche, sa tutto di tutto e se ti azzardi a dire che quella cosa che lui adora non ti piace, sei un coglione, stanne certo.
Per ora finisco qua, mi congedo con un “separati alla nascita” che dice tutto: Bigazzi e il Grinch.
Io e la crisi di nervi, una goccia ci divide
C’era una volta una ragazza che, un sabato mattina, si svegliò alle 6.20.
Questa ragazza camminò per tutto il giorno, tornò a casa verso le sei di sera, distrutta, pensando di poter crollare a peso morto sul letto e cadere in un sonno profondo paragonabile al coma, ma quando aprì la porta trovò non una, non due, non tre, non quattro, non cinque, ma SEI, (ripeto, SEI), cornacchie intente a parlare male di una loro amica cornacchia, fomentando l’odio reciproco con una bella dose di nicotina da spargere per la casa della povera (ed intelligentissima) ragazza.
L’allegro gruppo di zoccole se ne andò ad un’ora non precisata e la ragazza tirò un sospiro di sollievo e si mise a guardare un santo dvd in santa pace; verso le 23.30 la ragazza stava per crollare nell’agognato coma, quando, ad un certo punto, quattro delle sei cornacchie, tornano da una serata tra donne (perché, detto tra noi, un uomo quelle non lo troveranno manco a pagarlo) mezze ubriache.
Essendo ancora nella fase REM a quel punto la ragazza si sveglia, e d’istinto parte un “vaffanculo te e tutte le tue amiche del cazzo!”; sperando di ritrovare sonno, si gira e rigira nel letto, comincia a contare le pecore, ma non funziona, comincia a contare i calci nel culo che vorrebbe dare alle zoccole, e un po’ funziona, ma le suddette cominciano a dare il meglio di loro.
Partono a questo punto una sfilza di rutti che neanche il miglior scaricatore di porto sogna di fare, porte sbatacchiate, risate, chiamate con il vivavoce per far sentire bene anche agli abitanti di Padova, sbattere di bottiglie e bicchieri continuo, perchè, evidentemente, non erano abbastanza ubriache, il tutto condito da una serie di “ssssshhh, fate piano”.
Ora, scusatemi, ma la ragazza si lascia un attimo andare, perché è sull’orlo di una crisi di nervi.
Ma “shhhh” cosa, troia che non sei altro, mi prendi per il culo?!
Auguro il peggio a te, nana schifosa, orrendo essere umano, il problema non è mio, è tuo, che grazie al tuo comportamento rimarrai sola tutta la vita, e quando te ne renderai conto io sarò lì ad indicarti con il dito e a dire “ha-ha!”, le tue amiche di merda che sono maleducate e incivili almeno quanto te (perché chi va con lo zoppo impara a zoppicare, a meno che lo zoppo non sia il Dottor House), i tuoi genitori del cazzo che ti hanno cresciuto come un maiale (e un po’ pure ci assomigli), che basta guardarli in faccia per capire che sono due coglioni e che non poteva venire fuori qualcosa di buono da due come loro.
Non vedo l’ora che tu ne vada, e se per caso mi incontri per strada, fai finta di non conoscermi, se mi rivolgi parola ti sputo in un occhio.
Bene.
Mi sento meglio.
Scusate lo sfogo.
Ma perché sei così nervosa quando guidi?
Perché ho i miei buoni motivi, cazzo.
Perché ci sono quelle teste di vitello che ti passano davanti quando ci sono 10 macchine in fila per fare benzina, e ti ritrovi moralmente costretto a sillabargli “vaffanculo”, con sottofondo musicale western.
Perché ci sono gli impediti che mettono la freccia settanta chilometri prima di svoltare, e, una volta arrivati, lo fanno talmente piano che ci puoi anche marcire in quella macchina.
Perché ci sono gli stronzi che piazzano la macchina in quarantesima fila e per passare devi inventarti l’auto componente dei Fantastici 4, che s’allunga e contemporaneamente sfascia l’auto del suddetto demente, la incendia e poi mi rende invisibile, tiè!
Perché ci sono quelle persone che al posto del cervello hanno la segatura, e credono che bastino le quattro frecce, se ci son quelle, puoi mettere la macchina pure in culo al mondo, tanto c’hai le frecce, e chi te la tocca, tic tac tic tac tic tac.
Perché ci sono quei cretini egocentrici che col motorino si piazzano in mezzo alla strada, ma non sanno che io ho il potere dei tergicristalli e dell’acqua magica, che esce con un delicato tocco. Morirai affogato, testa di fagiano impagliato.
Perché ci sono quelle persone che al posto dei neuroni hanno delle noccioline (non salate, che fanno più schifo) e non sanno leggere i cartelli, si fermano in mezzo alla strada e aspettano a bocca aperta un segno divino che gli dica “sì, ameba, non vedi il cartello, puoi passare!”.
Perché ci sono quei deficienti che, per le strade buie, si permettono di attraversare col motorino a fari spenti: se poi ti metto sotto, farò in modo che al tuo funerale arrivi una corona di fiori con scritto “avevo la precedenza, coglione”.
Perché ci sono quei minorati mentali che per attraversare la strada camminano con la stessa andatura che usano per andare a vedere le vetrine sotto Natale: con me passano solo bambini, donne incinte e anziani, tutto il resto per me può anche morire di vecchiaia sul marciapiede, non si passa.
Ecco perché, io, in macchina urlo, sbraito, offendo e minaccio di morte.
Lo faccio anche fuori dalla macchina, ma con molta meno enfasi e molto più eleganza.
Ora mi sento meglio, grazie
So che molti di voi non amano e non guardano neanche per sbaglio il Grande Fratello, chi può biasimarvi, stranamente anch’io quest’anno lo sto un po’ snobbando, ma ho i miei buoni motivi, quindi ho deciso che devo sfogare la mia rabbia repressa e sputare un po’ di sentenze sul quegli esseri amorfi che “ci” hanno propinato quest’anno.
Metto anche i link alla pagina personale, per avere un’idea del personaggio in questione, perché se sputtano, sputtano come si deve.
Esclusi i tre che mi stanno simpatici, gli uomini si suddividono in:
- Mamma mia non tocco donna da ‘na vita, alla prima cogliona che me la dà non dico certo di no; mi hanno preso al Grande Fratello solo perché assomiglio paurosamente all’attore Claudio Santamaria, altrimenti me ne stavo a casa.
- Mamma mia so’ figo, so alto, so’ bello piazzato, so’ pure nobile, giro il mondo e me la meno di brutto, e già che ci sono meno pure gli altri e mi becco una bella denuncia per lesioni, con tanto di processo in contumacia.
- Mamma mia quanto faccio lo sfigato, ho 31 anni e sono disoccupato, ma voglio tanto bene alla nonna e spero tanto di vincere al Superenalotto e di fare un po’ di pietà alla gente; in realtà sono una grandissima testa di cazzo e mi merito sassate.
- Minchia, sono l’ignorante di turno e faccio la macchietta siciliana, sono altro un metro e ottantavogliadicrescere e sono convinto di inseminare le donne con la sola potenza dello sguardo; ancora nessuno ha avuto il coraggio di dirmi che faccio schifo.
Con le donne è facile, mi stanno tutte sulle palle, e si suddividono in:
- Ho visto che nelle edizioni precedenti Serena e Man Lò erano forti, quindi perché non fare un miscuglio delle due? Sono ninfomane e cerco disperatamente un uomo come Serena, ma saltello e sono idiota come Man Lò; in più, c’è il bonus, sono zoccola come poche e faccio le faccette mentre parlo. La mia particolarità è darla con la facilità di coniglio in calore, ho un corpo perfetto, ma in faccia nun me se po’ guarda’.
- Il mio bavaglio da piccola era fatto di cachemire, ho 36.ooo paia di scarpe e chiamo tutti “amore mio”, cosa che mi fa entrare di diritto nelle hit parade delle stronze ipocrite più brave sulla faccia della terra; dico di avere 25 anni ma in realtà ne ho 45, altrimenti non si spiegherebbe sta faccia spiegazzata che mi ritrovo. Faccio tanto la snob ma non mi faccio tanti problemi per una botta col primo che passa.
- Ho un nome più cretino di me e una parlata da calcio nei denti; sto con un tronista di Maria De Filippi, che in un’intervista ha praticamente dichiarato che comportarmi da zoccola è normale e non è geloso; ho 20 anni e già mi faccio fotografare mezza ignuda, il mio sogno è quella di darla ad un politico per diventare come la Gregoraci. Sono l’orgoglio dei miei genitori.
- Sono slovena, ho un naso che è l’astuccio di tutti quelli della casa, ho lo sguardo da pesce lesso e contribuisco a vivacizzare l’ambiente come un morto in una bara.
- Sono palesemente un travestito, ballo sul cubo e sono di un antipatia mai vista prima; se quando parlo vi viene voglia di strozzarmi o darmi tanti di quei calci da tramortirmi, non preoccupatevi, è normale, sono simpatica come la lebbra.
E adesso passiamo al “il meglio di”, stralci presi dalle schede personali di questi cialtroni; se evitate di leggere tutte le schede (che non vi perdete niente e i vostri ultimi neuroni saranno salvi) vi lascio anche indovinare a chi appartengo ste immani cazzate (che bei giochini che mi invento):
- Lavoro: segreteria in uno studio legale da 3 mesi. Lavorava nei pub come barista ma ha deciso di dire basta ai lavori notturni: “Ho capito che non è una sconfitta fare un lavoro normale” - Rallegratevi, 50milioni di italiani che fate un lavoro normale: non siete dei falliti, lo ha detto l’idiota più idiota del mondo.
- E’ single: “non mi faccio problemi a vivere un’avventura, anche solo di una notte”. L’uomo che vorrebbe al suo fianco deve essere un “bell’uomo”: “si, lo ammetto, in questo senso sono superficiale” - Sì lo ammetto, non ce ne frega niente.
- Non ha nessun tipo di pregiudizio: “sono aperta ad ogni tipo di esperienza. A volte pazza, incoerente, mi piace essere guardata e desiderata… la vanità è donna” - Appunto, te che c’azzecchi con le donne?
- “Sono sempre stata la donna ‘colore’, ma da quando abito a Milano il mio abbigliamento è diventato più aggressivo e ho comprato molti capi neri” - Io ci penserei su ad un futuro da becchina, potresti fare carriera.
- Con le donne si rapporta con più difficoltà e le considera per la maggior parte “oche” - Per carità, due oche nella stessa stanza si azzuffano.
- Ha molti amici (”in genere si dice che quelli veri si contano sulle dita della mani, io posso contarli anche su quelle dei piedi”) - Non vorrei deluderti, ma, fatti due conti, che siano mani o piedi sempre dieci so’.
- Non sopporta, infatti, le ragazze che “fanno le vip e se la tirano” - Si è visto, ti piacciono quelle “o me la dai subito o mai più”.
- Lingue conosciute: “poco l’italiano e bene il siciliano” - Qualcuno può dire a questo imbecille che il siciliano NON E’ una lingua e che non fa numero?
- Hobby e Sport: “Ho un’unica passione: le donne” - Te lo assicuro, non sei la nostra passione, fatti un solitario.











