Gli occhiali: il nuovo alibi
Sì ecco, dicevo, oggi non ho voglia di scrivere.
O meglio, sì, io scriverei pure, ma non ho voglia di stare al computer, principalmente perché questi occhiali nuovi mi stanno perforando dietro l’orecchio e, ve lo dico sinceramente, alla lunga rende nervosi e irascibili, del tipo che se non fossero costati 349 euro (mannaggia all’anima dell’occhialaio) li avrei già fracassati a pugni.
Quindi, per evitare di farmi venire due buchi dietro le orecchie che manco una mensola Ikea, ho deciso che lascio fare a voi.
Paura eh? Non abbiatela. O anche sì, fate voi. Insomma, vedo che si sta diffondendo a macchia di burro (ha-ha)(gli occhiali stanno perforando il cervello) la catena delle cose che non sapete di me e se non le sapete sarà perché non interessano a nessuno? Non è vero, a me sì. E solo perché sono curiosa e voglio farmi i cazzi degli altri senza il minimo sforzo, quindi niente letture di cellulari di nascosto (chi io? No, mai fatto, ma scherzi?)(…), niente rufolare nei cassetti (maddai, secondo te rufolo nei cassetti?)(…), nessuna domanda e non vi rubo nemmeno la Smemo dove scrivete i pensierini la sera tipo “Monica Tvb” (gli occhiali sono arrivati al cervelletto).
Quindi, Grazie Grazielle e Graziealcazzo, scrivetemi una cosa che non so di voi. Subito. Ora. Tipo “al bagno leggo Topolino” (clap clap) oppure “riesco a mangiare un cono gelato senza mani” o ancora “vado alle convention di Star Treck e Beautiful” (fuori di qui), cose così insomma, scomode, non scomode, serie, non serie, basta che mi faccia un po’ gli affaracci vostri.
Dai dai dai dai, fatelo per me, prima che le due stanghette degli occhiali si tocchino in mezzo al mio cervello. Cosa che avverrà nel giro di poche ore, se continuo a stare al computer.
Se avete paura, comincio io, una cosa che non sapete di me: ieri sera ho tentato di ricaricare il cellulare con il cavo dell’iPod, perdendo 30 secondi nel cercare di capire dove fosse il buco giusto. Interessante no?
Quello che (non) mancava
Ieri ero lì, seduta sulla poltrona, a studiare. Giuro che stavo studiando. Vabbè, non proprio studiando. Stavo leggendo un libro che però serve per un esame. Ma non fatevi ingannare, non ero presa dal sottile piacere della lettura, quel libro fa cagare, quindi equivale a studiare. Sia chiaro.
Comunque, ero lì, la finestra a pochi centimetri mentre delle ardentemente desiderate nuvole nere si stavano ammassando sopra la mia simpatica magione; a questo punto, mi son detta, ohibò, un mese che sto qua e ho già capito che appena un paio di nuvoline innocue si avvicinano la connessione va a funghi e torna quando le pare e piace. Quindi, che faccio, mi alzo, non senza un bel po’ di insofferenza, controllo che la connessione non mi abbia mandato un messaggio con scritto “fottiti, io me ne vado” e, già che ci sono, cinque minuti di pausa, cosa vuoi che siano. Faccio un giro tra i blog che conosco e, come sempre, arrivo grazie a link di link di link di link (un tempo si diceva “un amico dell’amico dell’amico dell’amico”) in luoghi a me sconosciuti e il 90% privi di qualsiasi fascino. Quando vedo, ad un certo punto, ma pensa, tumblr.
Tumbche? Non lo so, era lì e ho cliccato. Ho cliccato, l’ho fatto anche su “registrati” e nel giro di tre secondi mi sono ritrovata un altro blog. Ohmmioddiocosahofattochecazzoètumblr. Perché io sono una che pensa prima di fare le cose.
Fatto il danno, mi informo, e pare che il “tumbleblog” sia “un blog molto minimale, utile per appuntare piccoli pensieri, link, ed altre informazioni che vogliamo condividere: i contenuti sono brevi, piccole istantanee, a volta solo un link od una citazione”. Od.
Proprio quello che non mi serviva neanche con tutta la fervida immaginazione di questo mondo; quindi, per la proprietà Monica, tutto ciò che è inutile e senza senso diventa improvvisamente indispensabile ed affascinante.
In poche parole, adesso c’è anche questo, mi pareva poco carino eliminarlo dopo che ci avevo perso tempo con il template, e se all’inizio non sapevo bene cosa fosse e cosa metterci adesso ci posterei anche la mia firma col sangue; niente di grave comunque, sta lì, potete anche non vederlo, che tanto i commenti non ci sono, è più che altro un modo come un altro per…che ve lo dico a fare. Devo però trovargli una collocazione più utile alla società, tipo dare la password a chi vuole e far partecipare altre persone. Ma anche no.
Lo metterei volentieri qua, da una parte, in un angolino, peccato che - e preparatevi che questa cosa fa molto ridere - non riesca più a modificare il template di questo blog. Non ci vedete un qualcosa di comico in tutto questo? Perché io, sinceramente, con tutto il cuore, onestamente, no.
Chiedetelo a Celentano
A parte il fatto che la concezione di rock credo sia piuttosto soggettiva, visto che esiste qualcuno fermamente convinto che Aprile Lavagna (oh, che battutone) lo sia; comunque, io la ignoro (la concezione).
La catena che mi è stata passata mi mette piuttosto in difficoltà, come quella dei cinque libri più importanti della mia vita, sulla quale ho glissato con notevole disinvoltura, solo perché in quel momento non mi ricordavo neanche come fosse fatto un libro.
Se mi date il tempo di consultare la mia libreria poi magari vi faccio sapere; so benissimo che vi interessa molto.
Dunque. “Le 25 canzoni che servono a spiegare il rock”; mi viene da chiedere come si faccia a spiegare il rock e perché proprio 25, quando probabilmente mi fermerò a 20, visto che per ora mi vengono in mente solo Ambra e Alan Sorrenti. Che però, dico, oh, sputiamoci sopra.
Io ci provo, ma mi sembra un’impresa più grande di me e non mi prendo la responsabilità di eventuali disaccordi, sbrigatevela fra di voi; per fare le cose come si deve, precise e pulite, se qualcuno volesse ascoltarle, andate qua e cercate, alcune ci sono.
Queen – The March of The Black Queen
T-Rex – Children of the Revolution/20th Century Boy
Pink Floyd – Shine On You Crazy Diamond/Breathe
Radiohead – Creep/Bullet Proof…I Wish I Was
Smashing Pumpkins – Ava Adore
Beatles – Twist and Shout
David Bowie – Rebel Rebel
Iggy Pop – Lust for Life
Dire Straits – Romeo&Juliet
Tricky – Hell is Round the Corner
Soundgarden – Black Hole Sun
Placebo - Drag
Oasis – Live Forever
Steppenwolf – Born to be Wild
Boston – More than a Feeling
Rem – E-bow the Letter
Rolling Stones – Anybody Seen My Baby
Police – Roxanne
Venus in Furs – Baby’s on Fire
Who – Won’t get Fooled Again
U2 – Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me
Blur – Beetlebum
Bruce Springsteen – Streets of Philadelphia
Def Leppard – Pour Some Sugar on Me
Stica. Alcuni sono pure doppi, un successone.
Sta catena, chi la vuole, se la piglia.
Vinco sempre
(sottotitolo: è tempo di menarsela un po’)
Here I am…
Blogger of the year.
(scusate, ma in inglese fa mooolto figo, parecchio notte degli Oscar).
Ora, una sola domanda: dov’è il premio in pecunia che mi spetta? E’ come il Nobel giusto? Molto bello il riconoscimento, ma a me che rimane? Voglio dire, neanche una statuetta? Insomma, il milione di euro dove sta? Ah già, il “banner”.
Un banner, un milione di euro…stessa cosa.
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(ho appena sentito qualcuno passare sotto casa strombazzando…per me? Oh grazie, sniff)
Dicevo.
Ringrazio la carica dei 104 votanti (vi abbraccerei tutti, giuro, urlandovi nell’orecchio “BLOGGER DELL’ANNO!”), anche per avermi votato nelle altre due categorie, che però diciamocelo, erano meno importanti; voglio dire, essere blogger dell’anno è il sogno un po’ di tutti, anche di quelli che un blog non ce l’hanno.
Giornalai, fioristi, muratori, commesse…proprio stamattina, ero a fare delle analisi, la dottoressa mi ha detto che è il suo sogno nel cassetto fin da bambina, ha scelto la carriera nella medicina, molto meno gratificante (parole sue), solo perché ai tempi non c’erano blog, ma avrebbe voluto tanto.
Si vedeva, l’invidia nei miei confronti, nei suoi occhi.
Io ho risposto “sì sì, attenta a non farmi male con questo ago, che io sono blogger dell’anno”.
Un po’ di rispetto per le autorità, insomma.
(devo averla fatta arrabbiare, perché il braccio mi fa ancora male)
La cosa più brutta è non poterlo dire alle persone che non sanno di questo blog.
Anche loro vorrebbero essere al mio posto, il mio cane me l’ha confessato poco fa.
L’importante è partecipare (no)
Ci sono passata davanti almeno 10 volte, in su e in giù, incerta sul da farsi.
Mi guardava ma io non riuscivo a farmi avanti, ogni volta che passavo speravo non ci fosse, per non cadere in tentazione.
Ma non ce l’ho fatta, ho ceduto, e adesso è mia!
Ps. E’ molto simpatico essere nominata per “blogger dell’anno” quando, da quasi un anno a questa parte, al massimo mi sento una che quando non c’ha un tubo da fare scrive cazzate. Ecco, se ci fosse un premio per la migliore “che quando non c’ha un tubo da fare scrive cazzate”, quel premio non sarebbe mio, ma porterebbe direttamente il mio nome. Comunque, grazie, non sono mai stata nominata in vita mia, ed era un mio sogno nel cassetto, che però credevo di poter realizzare solo entrando nella casa del Grande Fratello: lì sì che mi avrebbero sbattuto fuori in 5 minuti.
Secondo me è un’allegra burla
Finalmente ho più di 10 minuti per stare davanti ad un pc, e mi sono aggiornata leggendo i vari blog: l’ultimo post del Daveblog parla di alcune visite provenienti dal Fan Club Ufficiale di Filippo Bisciglia. E’ successo anche a me, un po’ di tempo fa, e la cosa mi terrorizza.
A dire la verità, è successo anche con un forum su Mark Owen, ma entrambi richiedono la registrazione (paura eh?!) e prima o poi la farò ooooh se la farò.Non è che se qualcuno proveniente da quei luoghi di perdizione, passa di qua, può dirmi il perché di questo strano fenomeno? Perché se per caso sono stata condannata alla gogna per le cose che ho scritto (tra l’altro gentilissime, non mi pare di aver offeso, ho solo detto, tra le righe, che è un cretino), vorrei saperlo.
Sarebbe un onore per me, sigh.
L’importante è avere certezze
Tempo fa lessi in un blog “chiuso per mancanza di malumore“.
Oltre alla geniale uscita di scena, se questo è il motivo che spinge un “blogger” ad andare avanti, non preoccupatevi, io non “chiuderò” mai.
Ne sono portatrice sana.
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Daveblog
Va bene, non volevo farlo, ma mi sono arresa.
Daveblog (perché Davide è il nome, e blog è il cognome, giusto?) è sparito.
Si è dileguato, non c’è più, non posta più.
Nessuno lo conosce, per quanto ne sappiamo potrebbe essere un robot, un bambino di 12 anni, una donna, un serial killer, un pazzo in una casa di cura, un vecchio di 70, uno spazzino, nessuno lo sa.
Nessuno ha modo di contattarlo, neanche il suo mentore, Macchianera (perché il nome è macchia e il cognome è Nera, giusto?), che dice di avere solo il contatto di msn e nessun numero di telefono (così mi pare di aver letto), e pure la Bignardi si sta chiedendo dove cazzo sia finito (non proprio con queste parole).
Lo ammetto, all’inizio non mi interessava più di tanto; sì, mi pareva strano che non postasse, mi pareva strano che non avvisasse, mi pareva strano, solo questo.
Adesso, lo spirito di Lucarelli mi ha contagiato, e vorrei che qualcuno risolvesse il mistero.Chiamate i RIS (ma perché sempre di Parma?), chiamate Conan (il detective con gli occhiali), chiamate l’ispettore Gadget o Carmen Sandiego, chiamate Piero Angela e il figlio, perché facciano scavi archeologici in loco, chiamate chi volete, voglio sapere che fine ha fatto, è una questione di principio, nonché morbosa curiosità.
Intanto, l’ultimo post è stato preso d’assalto da davampani disperati, sciacalli e scherzi di cattivo gusto, supposizioni e congetture, stanno analizzando le ultime sue righe manco fosse iuno dei Beatles.
Io sono convinta che se leggete tutto il blog al contrario, la soluzione viene fuori.












