Chissà Giacobbo…
100 e un modi (forse meno) per affrontare un qualunque film catastrofico.
- Innanzitutto partire dal presupposto che se una situazione può peggiorare, per quanto possa sembrare impossibile, lo farà perché al peggio non c’è mai limite. Esempio: se ti svegli di notte e ti spacchi il mignolo del piede sullo stipite della porta, probabilmente mentre bestemmi picchierai anche la testa sulla maniglia della porta, sfidando qualsiasi legge fisica. E così succede in quel tipo di film, se muori resusciti e poi rimuori e appena ti alzi ti spacchi un piede sullo stipite della porta. E’ la prassi.
- Prendere in considerazione che prima di arrivare al momento clou ci vorranno intere decine di minuti di primi piani e “OHMYGOOOOOOOUUUHHHHD“. Quindi tu sai una cosa che loro, i protagonisti, non sanno e vorresti alzarti da quella poltroncina comoda e dondolante del cinema ed urlare “SI, porca troia, la terra si sta sfaldando sotto i tuoi piedi, arrivaci diobono e passa al sodo!”.
- Non affezionarsi mai a dei personaggi che hanno scritto “MORTE” in faccia fin dal primo minuto. E’ semplice individuare quelli che non moriranno mai nemmeno se si accendono una sigaretta ricoperti di benzina (non era una sigaretta vera, era di cioccolata al peperoncino): il protagonista non morirà mai, innanzitutto. Che sembra una precisazione stupida, ma uno può sempre pensare “incredibile, uno di quei film dove l’eroe effettivamente crepa?”. HA! Illusi imbecilli, no che non crepa se cade in una fossa delle Marianne che si è appena aperta sotto i suoi piedi e ti è parso di sentire un corpo sfracellarsi al suolo, stupido, era il cellulare. Dopo minuti di suspense intensissima, la sua mano riapparirà dal nulla e lui si tirerà su come se si alzasse dal letto. Chi morirà - invece - sarà il suo nemico-amico, o il pilota o meglio ancora la puttana russa o lo stronzo che all’inizio ti stava simpatico.
- Noterai tutte le incongruenze: una mega nave inaffondabile, indistruttibile, fatta di strati di plutonio e cemento e ghisa e scenziati del Cern che mentre si muove sbuffa fumo nero dal piccolo camino che ha in cima come se fosse un treno a vapore dell’800. La figlia che per il padre morto spreca due lacrime e ha pure il tempo di flirtare. La gente che muore non senza aver prima sciorinato una frase ad effetto che NESSUNO sentirà. Il mondo sta cadendo a pezzi, la natura sta distruggendo tutto, non troveresti una casa in piedi nemmeno in sogno e ti suona il cellulare? Ma WHAT THE FUCK? Da dove arriva il segnale? E poi nessuno che va mai una volta in bagno o che mangia un boccone. S’intende la tensione ma un pezzo di panino ogni tanto non ti farebbe male, almeno muori a stomaco pieno, nel peggiore dei casi.
- Nonostante tutto questo, quando l’eroe della situazione salva l’umanità e contemporaneamente fa battutine a sborone come se fosse niente e “bastapocochecevo“, un po’ di commozione dentro la senti e torni a casa sicura che al massimo se succede qualcosa puoi sempre chiamare John Cusack.
- In più, nonostante il tuo passatempo preferito sia ridere alle assurdità delle situazioni e sottolineare come tutto sembri surreale, nei momenti di catastrofe imminente non puoi fare a meno di appiattirti sulla tua sedia sperando che quel trabiccolo di aereo passi tra i due grattacieli che si stanno sgretolando. Una volta fatto, tiri un sospiro di sollievo e speri che nessuno ti abbia visto.
- Se sono coinvolti i rappresentanti del G8, quello italiano avrà una faccia da idiota. E mentre tutti gli altri stanno sulla nave megagalattica e porteranno avanti l’umanità, l’idiota italiano decide che è meglio inginocchiarsi in piazza San Pietro a pregare. Ma fottiti, ma veramente, crepa, te lo meriti.
- Quando quella che dovrebbe essere la sostituta di Angela Merkel dirà a quel punto “credo di parlare anche per l’Italia” scoppierà una risata generale tra il pubblico. E comunque chi ti conosce, parla per te, ma che vuoi.
- Quando tutto sembra andare per il meglio un pezzo di plastica finisce negli ingranaggi del portellone della nave megagalattica e se non si chiude tutto non parte il motore. Ma maiala d’una maiala, c’è una nave grossa quando la punta dell’Everest e un pezzo di sistola in un ingranaggio grosso quanto un monolocale di Milano BLOCCA TUTTO? E qua torniamo alle incongruenze di cui sopra.
- L’eroe, non curante dell’ex moglie che visibilmente vuole tornare a trombare con lui, rischia la morte sfidando ogni legge. Fisica, civile, penale, del buon senso e della gravità. Però ci riesce e fa tutto lo spaccone, perché lui è John Cusack e può stordirti con un registratore se la situazione lo richiede.
- Tutti i film del genere hanno una morale spicciola, che siccome non può essere “mangia anche le molliche di pane perché c’è gente che muore” - perché tanto morirai pure tu - e nemmeno “goditi la vita perché non hai il raffreddore”, la morale in quel caso riguarderà sempre l’umanità e l’altruismo e baggianate varie. “Siamo un unica famiglia”. Ma parla per te, parla.
- La morale di 2012? Spicciola che più spicciola non si può: state attenti, bimbi, perché il Terzo Mondo ci salverà. Trattatelo bene, perché dopo una catastrofe tettonica di proporzioni disumane, l’unica superficie terrestre che si ritroverà magicamente rialzata e potenzialmente abitabile, è l’Africa. Non gli Usa e nemmeno l’Europa, il mondo diventerà Afro-centrico. E beccate sto calcio ‘n culo.
Ah,dimenticavo: MORIREMO TUTTI, CRISTO, MORIREMO TUTTI!











