Confessioni di Una Mente Dubbiosa

“It’s-a-me! Mario!”

Settembre 17, 2009 - Tag: Cinema, Ma che davero?

I film hollywoodiani girati in Italia rappresentano una delle piaghe moderne: luoghi comuni a iosa, scene di traffico dovunque, che sia il centro di Roma o il nulla nella pianura padana poco importa, ci sarà sempre Pasquale Ametrano vestito da idraulico che esce dalla sua Alfa rossa e che, lanciando pugni per aria, urla in modo sguaiato parole a caso, doppiate anche quelle da doppiatori dell’Iowa.
Prendete ad esempio Angeli e Demoni in lingua originale, perché doppiato non si capisce la gravità della cosa; oddio, si potrebbe anche capire col doppiaggio, ma bisogna proprio aguzzare la vista, come la vecchina affacciata alla finestra che sbatte il tappeto, che si vede solo per un nanosecondo, come se fosse un messaggio subliminale, metti un tot di vecchine in oltre due ore di film e lo spettatore americano uscirà dal cinema convinto di aver visto un film italiano.
Che strana sensazione.
Dunque, dicevo, Ron Howard.
Abbiamo tantissimi attori qui in Italia, ce ne avanzano, cosa ti costa prenderne un paio - oltre a Pierfrancesco Favino, che ormai è l’allegoria dell’italiano, ha cominciato con Cristoforo Colombo e non finirà più - per rendere effettivamente credibili le parti in italiano? Non prendere la tizia nata a Tel Aviv per fare la parte della fisico di Ginevra perché a questo punto bastava prendere Dan Peterson, mettergli una parrucca e farlo parlare degli Illuminati, stessa cosa, e magari ci scroccavi pure una lattina di Lipton Ice Tea.
Oppure il funzionario del Vaticano, non farlo interpretare da un italo-americano, perché a  passare da Angeli & Demoni a I Soprano ci si mette veramente poco.
E comunque, dal trentacinquesimo minuto in poi non ho capito più niente, ero ancora troppo scioccata da quella puttanella di Tel Aviv che ha strappato una pagina dell’unica copia al mondo di un libro di Galileo negli archivi vaticani.
Non si fa. Non si fa.

13 Commenti »

  1. rob

    17 Settembre 2009 @ 15:13

    Ma sai, ci sono alcuni stranieri che parlano l’italiano meglio di alcuni italiani.

    Post divertentissimo. Ma non so se volevi far ridere, o piangere, sai.

  2. Spinoza

    17 Settembre 2009 @ 18:09

    Perché, vogliam parlare della produzione del film di Julia Roberts che gira a Napoli, che ha pagato delle commari per stendere i panni sui balconi perché “altrimenti c’è poco colore”?

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/spettacoli/2009/14-settembre-2009/arriva-roberts-forcella-s-infiamma-1601766415959.shtml

  3. KAN

    17 Settembre 2009 @ 21:40

    mi viene in mente “omen - il presagio”… anche nel doppiaggio italiano. roll

  4. MonicaGellerB

    17 Settembre 2009 @ 22:11

    rob, quello che scrivo non ha intenzioni, nella maggior parte dei casi succede che faccia pure irritare. Non chiedermelo, non so come sia possibile (grazie, comunque). Se proprio deve avere uno scopo questo post è quello di spingere a guardare film in lingua originale e prima che mi venga data della snob - come al solito - basta un po’ di pratica, ho guardato Friends in inglese con sottotitoli in inglese per mesi prima di riuscire a guardare un film senza “aiuti” e non si torna indietro e posso dire che qualsiasi film guardi, in lingua originale è un altro film. Il doppiaggio rovina e sminuisce.

    Spinoza, hanno una visione dell’Italia distorta, gli americani. Forse perché vivono così lontani, come i Giapponesi, che fotografano anche le grondaie. In fondo, anche per noi gli americani sono tutti obesi e bigotti, ma magari non è così (hahaha)(…).
    Comunque Julia Roberts secondo me è una della attrici più sopravvalutate della terra, della via lattea, dell’universo. Ooooh, l’ho detto.

    KAN, è quello con Liev Schreiber? Bbbbabbba bia, ne ho vista una mezz’oretta una sera di quest’estate, lo davano su Italia1. Inguardabile. Lui più che altro. Un macigno.

  5. Mbee

    18 Settembre 2009 @ 19:04

    Quoto il tuo commento sulla lingua originale.
    Nel mio piccolo sto facendo esperienza con alcuni telefilm, e mi irrita un sacco notare come alcune scene vengano stravolte nei toni attraverso il doppiaggio.

  6. KAN

    18 Settembre 2009 @ 19:43

    esatto, lui.
    io l’ho visto al cinema, e me ne sono pentito (e’ un po’ noiosetto).
    pero’ almeno eravamo soli in sala, e si faceva i pirla come da regolamento.

    comunque e’ troppo bello il pezzo in cui chiede informazioni sull’incendio che brucio’… mi pare un ospedale? boh.
    e il tizio (forse il tassista) italiano glia fa’ “ah, si… molti morti…”.
    se riesci a trovarlo guardatelo perche’ tra tono della voce, espressione e gesti potresti ridere anche per una mezz’ora buona. grinnod

  7. MonicaGellerB

    18 Settembre 2009 @ 21:33

    Mbee, Friends è un esempio lampante: una frase come “You bitch” come la traduci in italiano? Tu, puttana? Tu, stronza? Non dicono nemmeno “bastarda”, figuriamoci. E perde tutta la comicità della situazione, non ha più senso. Senza contare i riferimenti alla cultura americana in particolare, sono intraducibili e vengono fuori delle schifezze.

    KAN, mi viene in mente Peter Griffin quando entra nella macelleria italiana e tente di parlare italiano. Babidi bubi! Babidi babidi bubi! Che citazioni colte…

  8. KAN

    18 Settembre 2009 @ 23:18

    beh, se dobbiamo citare i Griffin allora la figuraccia ce la fanno i nostri doppiatori nell’episodio in cui c’e’ un olocausto nucleare e peter crea una nuova societa’ nei pressi di una fabbrica di biscotti.
    alla fine, quando tutti distruggono le armi per spirito pacifista, restando indifesi al seguente attacco dei mille Stewie-polipi, si vedono due tizi vicino al rogo delle armi e c’e’ la frase: “hey, do you remember when you asked me the meaning of ‘irony’?”.

    nel doppiaggio italiano il tizio dice “ehy, ti ricordi quando mi hai chiesto il significato di ‘acciaioso’?”.
    cioe’, acciaioso. devono essersi sforzati per sbagliare. grinnod

  9. MonicaGellerB

    18 Settembre 2009 @ 23:27

    Acciaioso? O_O ma…è una parola esistente?
    Comunque, di solito sono le commedie - film o serie tv che siano - a rimetterci. Il dramma si traduce bene, è dramma in qualsiasi lingua, la battuta, l’humor americano, è difficile da tradurre. Per questo secondo me, se si ha già una base (è chiaro, se sai solo “the cat is on the table” non ci provare nemmeno), è bene guardare tutto in lingua originale.

  10. L.

    19 Settembre 2009 @ 13:03

    Hai veramente ragione,il doppiaggio sminuisce.

    Personalmente sto guardando Gossip Girl in lingua originale(con sottotitoli in italiano,il mio inglese ancora non è ad altissimi livelli)..e quanto vale una frase di Blair detta con la SUA voce!..

  11. mbee

    19 Settembre 2009 @ 13:05

    @KAN

    ogni volta che becco quella puntata dei Griffin sono tentata di tirare il telecomando contro la tv.

    @MGB

    Friends in lingua originale è stupendo, quest’estate a Edimburgo non volevo uscire dalla camera d’albergo prima di aver visto le consuete puntate mattutine D

    Un altro esempio è La vita segreta di una teenager americana: in lingua originale è divertente e leggero, nonostante l’argomento ed un po’ di buonismo alla Settimo Cielo. Doppiato sembra una telenovelas argentina, le battute pronunciate senza un minimo di pathos e sbagliando tutti i tempi! In più è di una lentezza e pesantezza allucinanti no

  12. MonicaGellerB

    19 Settembre 2009 @ 13:43

    Gossip Girl non l’ho mai visto, se non qualche puntata di sfuggita e in italiano. Non è il mio genere ma la differenza immagino ci sia comunque.

    Altro esempio di scempio del doppiaggio è How I Met Your Mother. Mi è capitato di guardarlo in italiano ed è una delle cose più brutte mai viste.

    Ah, pure i Simpsons in originale meritano, nonostante il doppiaggio in italiano sia uno dei migliori (o meno peggio, dipende dai punti di vista).

  13. LeggeParziale

    19 Settembre 2009 @ 19:03

    Forse l’unico caso (o uno dei pochi) in cui il film ci ha guadagnato con il doppiaggio italiano è Frankenstein Junior.
    Intendo per quanto riguarda le battute, ovvio che poi le voci di quella meraviglia di attori sono un’altra cosa.

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