Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Che la maledizione di Lost ti colga!

Agosto 26, 2009 - In: Ma vaffanculo, Stavo meglio prima, Tv - Commenti(8)

Ma io mi domando e dico, porca la puttana, oltre al danno la beffa.
Già che mi girano perché i 148 milioni non li ho vinti io, aggiungeteci che hanno vinto nemmeno a due ore da casa mia e con una schedina da due euro, ma ora devo sorbirmi anche quei DEFICIENTI che scassano le palle perché si fanno chilometri e chilometri per andare in Culolandia dove hanno vinto e fare la stessa schedina alla stessa ora perché “eh beh, spero di vincere”?
E’ gente come voi con il vostro cervello marcio che rovina questo paese.
Ecco.

E le Vigorsol sono le peggiori

Agosto 18, 2009 - In: Ma vaffanculo, Vita vissuta - Commenti(12)

E’ proprio inutile che mi guardiate in quel modo quando cerco un foglio per buttare una cingomma.
Non è schizzinosaggine, è la mia cingomma, mica l’ha masticata un cammello, il fatto è che se la butto toccandola - siccome sono io - c’è un alta, altissima probabilità che mi rimanga attaccata alle dita e non riesca a togliermela nemmeno col fuoco.
E non voglio ritrovarmi come quella volta al bar, che per prendere il caffè presi la cingomma tra le dita per buttarla e non mi si staccò più, costringendomi a berlo con una mano nascosta sotto il bancone come se tenessi una pistola o facessi chissà che.
Quindi, passami sto cazzo di foglietto che devo buttare la cingomma, senza sarcasmi che te li puoi inserire dove meglio credi.

Col cuore in mano proprio

Carissimi produttori di creme depilatorie,
se non avessi la pelle eccessivamente delicata sarei già passata alla ceretta da mo’, ma siccome è estate, e le gambe sono scoperte 8 volte su 10, ho bisogno delle vostre creme; questo premessa per farvi capire che l’uso è conseguenza di cause di forza maggiore e non perché vi voglio tanto bene.
Quello che vorrei dire è che io apprezzo l’onestà e la sincerità, prima sui prodotti che sulle persone, che non mi devo depilare le gambe con vostra zia, ma con la vostra crema; dunque, dicevamo, onestà: sinceramente - sinceramente - quando mi ritrovo davanti agli scaffali delle creme depilatorie per me una vale l’altra, la fidelizzazione a qualcosa che mi toglie i peli per quanto mi riguarda non esiste, quindi con questo appello cerco di includervi tutti, che più o meno sono passata da ognuno di voi.
Sono una facile in quanto a creme depilatorie.
Il punto della questione è uno solo: smettetela di scrivere sulle confezioni che quello che sto per usare ha una “profumazione delicata”, perché lo so io, lo sapete voi, e lo sa la maggior parte delle donne, le vostre creme puzzano e premettere il contrario è una palese e sfacciata presa per il culo, e non ho intenzione di farmi prendere per il culo da della gente che studia come togliere i peli.
Potrei accettarlo da un fisico nucleare, non da un pelologo.
E’ un dato di fatto ed è stupido sperare che possano avere un odore diverso dal solito, ma almeno dopo una dichiarazione così esplicita, mi aspetto che questo fantomatico odore siano almeno mitigato da, che ne so, lavanda sbriciolata o effluvi di fogna, mi accontenterei di quelli.
Ora, la pelle è morbida, su questo non si discute, ma faccio fatica ad apprezzarlo quando l’odore di topo marcio intinto in una botte di cipolle crude mi rimane sulle mani e sulle gambe finché non faccio un bagno di trielina e gasolio.
Faccio fatica.
Quindi il messaggio qual è? E’ che se un giorno troverò una scatola di crema depilatoria che riporta la scritta “per funzionare funziona, ma puzza come la morte morta” comprerò il necessario per un anno.

Francia, parte seconda

Visto che questo è il secondo anno di fila che mi ritrovo a passare qualche giorno estivo in Francia, dall’alto della mia sapienza in materia mi arrogo il diritto di saperne qualcosa sui francesi.
Definizione: la Francia è quel posto stupendo abitato da piccoli stronzetti che camminano con vistosi bastoni su per il culo. Metafora: la Francia è come un bellissimo vaso di ceramica pieno di formiche assassine.
Come mi pare di aver detto l’anno scorso, mi prendo la briga di fare di tutta l’erba un fascio di lavanda (oh-làlà-le battutòn) perché altrimenti non c’è divertimento e anche perché le eccezioni sono poche.
E anche per il famoso assunto “faccio come mi pare”.
Per cominciare con “le cose che mi sono sfuggite un anno fa”, i francesi considerano gli automobilisti un branco di cerebrolesi, informandoli durante il loro tragitto che pericolosi incidenti si possono evitare con graziosi cartelli con su scritto “pigia il freno”. Minchia, grazie, lo farò, signor cartellone! (citazione che chi la capisce è il mio bestest friend ever).
I francesi hanno una bassa considerazione anche dei pedoni, poiché quest’ultimi saranno avvisati con cartelloni tipo “non attraversare” ai lati degli autogrill lungo un’autostrada.
Ma va?!
I francesi sono anche dei fottutissimi ladri che si inventano tratti di strada in più in modo che ogni dieci minuti ci sia da pagare minimo due euro, così Madame Sarkozì, con un comodo tragitto di un paio d’ore, potrà comprarsi un nuovo paio di ballerine.
I francesi dimostrano tutta la loro antipatia al volante: va bene che le multe piovono come niente, ma non gli hanno mai detto che a scuola i perfettini che seguono ogni regola vengono menati? Evidentemente no, perché per interi tratti autostradali ti costringono a seguire la loro processione di macchine zombie, tutte alla stessa, lentissima, velocità, stessa distanza, e se per caso tenti di accelerare, tac, ti si piazzano davanti all’improvviso perché non puoi. Tunepépà.
Ma non vi fanno venire in mente i compagni di scuola cagacazzi con la erre moscia?
I francesi non sanno parlare inglese: io il francese lo so, ma non avendolo mai “praticato” mi ritrovo meglio a parlare inglese. Questo i francesi non lo accettano, o parli francese o ti strozzi con una baguette, le opzioni sono limitate. Nei rari casi in cui si sentono pieni di grazia e carità da farci la cortesia di spiccicare due parole due in inglese, ad una semplice richiesta come “voglio la dannatissima password per la connessione wifi gratuita” mi ritrovo a dover decifrare uno spelling mezzo inglese, mezzo francese e mezzo checazzoneso, dove una I in inglese si pronuncia magicamente O, perché in realtà ci troviamo nel comune di Narnia e siamo tutti dei folletti sotto acido.
Sull’affair inglese ho comunque elaborato una teoria: la loro è una conformazione fisica che gli impedisce di parlare qualsiasi altra lingua in un modo quantomeno accettabile. Se i cinesi hanno gli occhi a mandorla, loro, con la caratteristica bocca a culo di gallina, non sapranno mai parlare un inglese decente e ti faranno dubitare dei tuoi 22 anni di esperienza. I francesi hanno quindi la bocca a mandorla, sono fisicamente impediti, la bocca non si aprirà mai al punto da rendenderli comprensibili ad orecchio umano e non solo canino (canino francese, i miei non lo capirebbero, per dire).
L’unica cosa positiva dei francesi sono i bambini, che piccoli e minuscoli li senti parlare e sembrano che siano tutti piccoli geni, per uno strano incantesimo di accenti e suoni. Ma poi scrolli un po’ la testa e ti ricordi che quei prodigi cresceranno cagacazzi megalomani come tutti gli altri.

Ps. Essendo questo post gentilmente offerto dalla connessione wifi gratuita dell’hotel, essendo che va bene il cellulare figo ma a tutto c’è un limite, alcuni tratti di questo post sono stati originariamente pensati in corsivo per enfatizzare il discorso, perché così facciamo noi scrittori (………), ma sono rimasti intonsi causa la mia incapacità nel corsivatizzarli tramite tale mezzo. Quindi immaginateveli a caso, sparsi qua e là, dove li ritenete necessari. Tipo “corsivatizzarli”, ecco, quello leggetevelo in corsivo. Anche “leggetevelo in corsivo”. Mo basta però, che - in barba ai luoghi comuni - sento un concerto jazz in strada e devo andare a farmi beffa del popolo francese.

Varie ed eventuali




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