Devianze

E’ inevitabile.
Nonostante non abbia più quindici anni, se mi capita di rivedere un ragazzo che proprio ai quei tempi mi piaceva, non riesco ad evitare di fare grandissime figure di merda. Non arrivo al balbettio, semmai il contrario, divento super logorroica per riempire i tempi vuoti che può avere una conversazione nata con “da quanto tempo”, e a ruota dico tutto quello che mi passa per la mente, potrei anche buttare lì quanto siano fastidiosi i dolori mestruali.
Tutto questo solo rivedendo per caso “vecchie adolescenti fiamme”, solo perché cerchi sempre di far bella figura, di avere chissà quale rivincita; la cosa orribile è il non rendersene conto nell’immediato, per poter almeno limitare i danni, ma accorgersene solo il giorno dopo, magari dopo aver creduto per ore di aver fatto la splendida, rimuginando poi per giorni e giorni su quello che hai fatto o detto ed inventarsi scuse plausibili nel caso ci fosse una seconda volta.
Pessimismo e fastidio.

28 Responses to “Devianze”

  1. Joy scrive:

    Ah, ti capisco benissimo!!!
    Ce ne sono 2 in particolare che mi son rimasti nella testa e che ai tempi mi avevano reso pazza, nonostante non c’avessi fatto praticamente niente (inutile ricordare quanto fossimo diverse rispetto alle 15enni d’oggi, giusto? Io avevo appena appena mollato le Barbie…).
    Ecco, se mi capita di rivederli mi va il cuore a mille e mi si ammosciano le gambe. Anch’io naturalmente cerco di fare la splendida, spesso inventandomi cose (bòh… tipo “sono appena rientrata da un safari in Africa, marò non puoi immaginare quante ne ho fatte e viste”, cose così). Finita la pantomima evito accuratamente di ripensare alle minchiate che ho avuto il coraggio di sparare… lol

  2. MonicaGellerB scrive:

    Figurati se c’ho fatto qualcosa io, forse è per questo che lo vivo in modo così angoscioso. Non lo so, pure stamattina mi è successa una cosa del genere: uno di loro (sono tanti, me ne piacevano tanti ai tempi, tutti in modo super platonico) mi saluta dopo anni e anni che non lo vedevo, a malapena con questo c’ho parlato, e si ricorda addirittura chi sono.
    Inutile dire che è diventato uno degli uomini più belli che abbia mai visto. Avevo la tachicardia no

  3. Ilari scrive:

    a me è successa una cosa del genere con il ragazzo-all’epoca bambino- che mi piaceva tantissimo alle scuole elementari.
    adesso frequentiamo la stessa facoltà, abbiamo seguito dei corsi insieme ecc ecc. è molto cambiato perchè all’epoca era timidissimo, è un bel ragazzo(un pò truzzo, non è più il mio genere), e certe volte vorrei chiederti “ti sei mai reso conto- o ti ricordi- ti essere stato il mio primo amore platonico?”

  4. LeggeParziale scrive:

    Io vinco la palma, temo. Non so perché, nel giro di 15 giorni ho sognato due volte il bambino (che adesso ha una figlia, beninteso) che AMAVO (sì, lo amavo) dai 6 ai 10 anni.
    Per giocare al piccolo Freud, credo significhi un gran bisogno di tornare a sentimenti veri e semplici (Buahahahahah!!!). O un gran bisogno di togliermi almeno 15 anni.
    Comunque, per passare alla questione “Oddio cosa ho fatto/detto” vorrei tanto una sirena nella mia testa che solo io possa sentire e suoni poco prima di sparare cavolate. Che bel mondo sarebbe.

  5. ruccia scrive:

    A me grazie al Cielo accade il contrario. Sono talmente consapevole di essere migliorata col tempo che faccio divinamente la splendida, divertendomi degli sguardi ammirati e increduli delle ex fiamme. E sì, perché fino ai diciotto anni ce ne fosse stato uno-che-sia-uno che mi abbia ricambiato. E adesso cogliere negli occhi e nelle parole il “Che mi sono perso” non ha prezzo. 8)

    Tutti, tranne uno. So già che se dovessi incontrare LUI, che non vedo da una decina d’anni, morirei. Muoio anche solo scorgendo tra la folla uno che vagamente gli assomigli. Credo che l’emozione sarebbe così forte che potrei svenire, sul serio…

  6. LeggeParziale scrive:

    KAN, per quanto riguarda qualunque cosa di Scrubs con me si casca sempre bene, dato che non ne sono una fan ma uno zerbino. Giuro che questa non la ricordavo (che MISTAKEEEEEE!!!!!!!!), diciamo che se potessi avere direttamente Zach Braff e non solo nella mia testa ma in carne e ossa dimenticherei il compagno delle elementari, tutti quelli successivi e tutti i MISTAKESSSSSSS.

  7. Joy scrive:

    @Ruccia, come ti capisco!!! Dei due che citavo, ce n’é uno in particolare che m’é veramente rimasto dentro… hai presente quando si dice di aver lasciato la famosa porta socchiusa e di chiedersi SEMPRE come sarebbe potuta andare a finire. Il vederlo per caso (una volta ogni morte del Papa) mi fa letteralmente saltare il cuore dal petto, talmente forte che mi manca il respiro. Quant’era stronzo, tra l’altro. Ed incredibilmente ammaliatore. Grazie a Dio non ha un contatto Facebook. Ok, vado ad asciugarmi le bave. lol

  8. Joy scrive:

    …ah già, spero tu mi possa credere ma pure io ero un CESSO vero fino ai 18 anni, poi non so, è accaduto il miracolo. Ricordo che, non contenta, uscivo con un’amica bellissima che si scippava qualsiasi uomo nel raggio di 2 chilometri (non che io potessi avere qualche possibilità).
    Direi che sto vivendo il mio periodo “fisicamente” migliore da 5 anni a questa parte. Ti documenterò con foto grinnod

  9. MonicaGellerB scrive:

    Mi aggiungo al gruppo “cesse fino a 18 anni o giù di lì”, infatti sono molto combatutta su questi incontri, da una parte spero sempre di vederne uno per far vedere il cambiamento (della serie “dovevi scegliere me e non la mia migliore amica del tempo che adesso è un cesso ed è pure un po’ bipolare”), dall’altra so che la parte cessa nascosta dentro di me verrebbe fuori in quei momenti e si sentirebbe totalmente fuori luogo a fare la splendida.
    Non ce l’ho proprio nel DNA la capacità di fare la splendida, al massimo faccio la finta stronza, quello mi riesce bene.

    Mi ritrovo anche a fare cose che facevo da piccola. Tipo, una festa nella piazza del paese, vedo uno dei suddetti ed insieme ad una mia amica mi ritrovo a “tampinarlo” per far in modo che l’incontro sia CASUALIIIIISSSSSIMO. Sempre nella stessa sera (un macello) mi ritrovo a vergognarmi come una ladra nell’andare a salutare quello che, ai tempi delle elementari, era “innamorato pazzo” di me. Cioè, lui di me e io non avevo il coraggio di avvicinarmi.
    Che trissshtezza.

    E, infine, il ragazzino che mi è piaceva alle medie e ci morivo e ci piangevo ogni giorno l’ho rivisto e non l’ho manco riconosciuto, l’ho totalmente snobbato lasciandolo lì come un sasso. Soddisfazioni.

  10. ruccia scrive:

    No, momento. Rivedendomi adesso non è che fossi cessa, eh! O meglio, lo ero se paragonata alle adolescenti di oggi, chevvelodicoaffà! Erano i ragazzini (maledetti!) che non mi si filavano, preferendo magari autentici lavandini! grinnod

    Non so cosa sia successo dai 18 anni in poi, forse semplicemente sono cresciuta, boh, la maturità, gli studi fuori sede, che ne so… Perché quello che vedo fare la differenza è proprio la testa. C’è chi è cresciuto, e chi no. Chi non è cresciuto, adesso, dopo anni, fa il piacione; chi è cresciuto è contento di rivedermi e sinceramente interessato alla mia vita. Lo vedo anche dai contatti di Facebook (a proposito, manco a dirlo, il primo nome che ho cercato è stato il suo: ma non ho spulciato tra i vari risultati perché il solo pensiero di vedere la sua eventuale foto mi dava il groppo in gola).

    Ah, Monica: io farei le medesime cose se abitassi nella mia città d’origine e avessi un’amica altrettanto matta! lol

  11. ruccia scrive:

    … comunque, Joy, io credo che “fisicamente” quello, il periodo dai 18 ai 23 (l’università, insomma), sia stato il migliore. Ma la coscienza di sé e delle proprie azioni che si ha a 30 anni è impagabile! =D
    Padronissime di contestare, eh… )

  12. MonicaGellerB scrive:

    ruccia, era quello il senso del mio “cessa”, cioè che non avevo un certo tipo di consapevolezza che posso avere adesso. Non mi curavo più di tanto, non riuscivo a gestire i miei capelli ricciolutissimi e veniva fuori una roba assurda, mi vestivo da maschiaccio e non ero proprio il massimo della femminilità.
    Ai tempi poteva essere normale, se avessi adesso 15 anni sarei l’emarginata e l’asociale, in confronto a quelle di oggi sarei un travaso.
    Poi, la faccia è sempre la stessa dalle elementari, quindi fosse quello il problema sarei cessa pure oggi (E NON LO SONO)(ecco). Per questo motivo non mi si filava quasi nessuno, ho subito le umiliazioni peggiori dagli “uomini” (intesi come esseri maschili, non di più). Adesso mi sto prendendo rivincite facendo la stronza – quando la situazione lo permette (leggi: quando mi sveglio, mi tolgo le fette di prosciutto dagli occhi e mi rendo conto che ho davanti un coglione, a quel punto viene facile). Il cambiamento pure per me è successo andandomene a Milano, cresci più in fretta se ti ritrovi a 19 anni da sola in una città del genere. O fai così o ci rimani, o così o pomì.

    Comunque, quando rivedo sta gente mi sento tredicenne di nuovo, ed è una sensazione bruttissima perchè non mi giustifica “a questa età”. Non sono credibile, se a 13 anni poteva sembrare una cosa normale a 25 sono ridicola e basta.

  13. Joy scrive:

    Ammazza però, quante cose in comune abbiamo!!!
    Io invece ho proprio cambiato i connotati, tanto che la gente stenta a riconoscermi, dalla faccia a tutta la figura. In “quegli anni” pesavo 70 chili mentre adesso più di 15 in meno, portavo i capelli scuri e crespi, cambiando poi totalmente colore e facendoli venire molto lunghi e stirati. Per non parlare poi dello stile, la famosa femminilità ritrovata di cui si parlava. Quindi sì, nel mio caso ero un cesso vero grinnod
    Confesso però che spesso mi capita, guardandomi allo specchio, di rivedere il brutto anatroccolo di un tempo, poiché è stato talmente totale il cambiamento subìto che il mio cervello, nonostante siano passati anni, fatica ancora ad abituarsi =O

  14. MonicaGellerB scrive:

    Sì Joy, io son convinta che quella parte “cessa” ti rimane dentro e nei momenti di sconforto, almeno questo succede a me, viene fuori e non vorresti mettere piede fuori casa nemmeno se finisse il mondo.
    Nel mio caso la faccia è la stessa, fa quasi paura quanto sia poco cambiata in quel senso, è tutto il resto che si è rivoluzionato. Poi davvero, ero un maschiaccio pauroso, non avevo nemmeno un burro cacao (adesso ho un astuccio con dentro almeno trenta rossetti. Non li finirò MAI), portavo solo scarpe da ginnastica e i vestiti erano proprio da ragazzo, i capelli come capitavano, mai una borsa (adesso credo di poter passare più di un mese in teoria con una borsa diversa ogni giorno), tutto in tasca. Mah…

  15. ruccia scrive:

    Già. Molte cose in comune…
    Anche tu, Monica, col problema dei ricci indomabili! Come ti capisco! Una volta, alle medie, mi rapai quasi a zero solo perché durante la proiezione di un film in classe lo stronzetto dietro di me osò dire che non vedeva nulla a causa del mio “pagghiaro”. Era il compagno di banco di quello che mi piaceva, ovviamente. Credo che oggi una ragazzina X stenderebbe con le parole un tipo del genere.

    E le borse! Cosa mi avete fatto ricordare! Credo di aver avuto la mia prima borsa a 19 anni, appunto! Da matricola in Università portavo ancora il caro sgangherato Jolly-Pro dell’Invicta! Per non parlare del mio approccio ai tacchi…

  16. MonicaGellerB scrive:

    ruccia, io ho cominciato a domare i capelli verso la quinta liceo, che me li facevo lisci, ma ai tempi ci mettevo più di un’ora e li facevo solo in occasioni “speciali”. Quindi per tutto il resto dell’anno mi ritrovavo ste matasse che non riuscivo a controllare, mi imbottivo di gel e mi veniva fuori una roba mostuosa.
    E le borse, i primi due anni di università ho sempre portato lo zaino (anche perché i primi tempi sei convinta che ti serva il mondo per seguire una lezione. Le ultime volte andavo con una penna e un foglio), vabbè che era un Eastpak nuovo, ma pur sempre uno zaino. La mia prima borsa l’ho comprata in gita a Barcellona ma non ho mai avuto il coraggio di mettermela, poi verso la fine del secondo anno in università ne ho comprata una di tela, mooolto “non voglio dare nell’occhio”, e adesso mi ritrovo con uno scatolone pieno (con una punta di diamante nella collezione che porto solo se non piove e quando non fa caldo, talmente ho paura di sciuparla).

    Il mio approccio ai tacchi ancora non esiste, nel senso che sopporto quelli piccoli ma più di lì non vado, visto che anche quelli mi spaccano i piedi. Mi piacerebbe, ma ho dei seri problemi…non tanto nel camminare, è che dopo cento metri già sanguino e non è un modo di dire. Le mie prime ballerine risalgono a quattro anni fa credo, fai un po’ te.

  17. Joy scrive:

    Sai che non ho mai ben compreso l’avversione alla borsetta? Riguardava non solo me ma anche le coetanee, quasi avessimo vergogna di portarne una. Piuttosto si faceva come dicevi tu Monica, tutto in tasca. Forse per lo stile “sbarazzino” che portavamo ai tempi la borsa poteva sembrare, bòh, troppo adulta. La prima che ho avuto comunque era una tracolla nera (della Phard, credo) piuttosto grande, che portavo rigorosamente lunghissima fino alle ginocchia, eh, sia mai che potesse sembrare troppo fighettosa! grinnod
    Monica, dì un pò, portavi anche tu le camicie a QUADRETTONI come in Beverly Hills 90210? lol

  18. MonicaGellerB scrive:

    Joy, non oso commentare su come mi vestivo alle medie. Mi prendeva per il culo anche il mio professore di matematica, e ho detto tutto.
    Le borse, sì, le vedevo come qualcosa da “sciura” e non per la mia età, non lo so, chissà perché, ma le mie amiche le avevano.
    Ed è assurdo perché adesso è una mia ossessione, se avessi soldi da buttare ne comprerei una al giorno, ognuna di un colore diverso, di una forma diversa, di un materiale diverso. Ossessione è davvero la parola giusta.

    E avevate pure voi delle madri che facevano di tutto per essere un po’ più femminili? La mia mi comprava trucchi (adatti alla mia età eh, tipo l’altro giorno ho trovato un “”"”rossetto”"”" tutto brillantinoso)(ho provato a mettermelo c’ho messo dieci minuti per levarmi l’appiccicaticcio dalle labbra)(e insieme c’era una scatolina con dei brillantini. Sono andata in giro per giorni con quelli addosso, la mia faccia al sole brilla come i vampiri di Twilight), borsette, tentava di convincermi a comprarmi vestiti più “adatti”…ma niente, più faceva così e più io diventavo maschiaccio.

  19. MonicaGellerB scrive:

    No, ma questa voglio dirla: il tizio che ho tampinato per tutta la sera in quella festa in piazza (dove non andavo da anni) alla fine l’ho agganciato SCHIOCCANDOGLI LE DITA DAVANTI GLI OCCHI e dicendo “OH!”.
    Cioè, vi rendete conto? Mi è passato accanto e sapevo che era l’ultimo momento disponibile e ho fatto una cosa del genere.
    Mi ha squadrato da capo a piedi e mi ha preso per mano, stavo per svenire. Giuro, il cuore in gola.

  20. Joy scrive:

    lol lol lol
    Mia madre cercava di impormi il rosa che ai tempi odiavo fino alla morte e che invece ora adoro (non nei vestiti, adesso che posso cerco di evitare di sembrare una bomboniera, però per gli accessori ecc., quelli sì!).
    Mi riempiva la cameretta di peluches e cose da bimbetta, ed io avevo buttato TUTTO. Potessi tornare indietro, guarda, ne avevo alcuni di introvabili… mannaggia a me ed alla maledetta crisi adolescenziale! =(

  21. MonicaGellerB scrive:

    Joy idem, io sia qua che a Milano ho le pareti di camera rosa pastello e nella camera nuova ho messo pure una specie di baldacchino tutto fiorito. Sto regredendo sempre di più, quello che non facevo a 12 anni lo faccio adesso.

  22. Joy scrive:

    Marò, mi sembra di vedere la scena!!! =P L’istinto che comanda gli ultimi attimi per non farsi sfuggire l’occasione, mamma mia! E comunque è preferibile una cosa così che tornare a casa e dire “porca miseria potevo fare qualcosa”, o no?

  23. MonicaGellerB scrive:

    Sì, per carità, ma lo schiocco di dita davanti agli occhi proprio…davanti ad altra gente che non vedevo da almeno dieci anni, uno scempio totale. Ma poi che mi prende subito la mano, son passata dalla spavalderia alla crisi di panico in cinque secondi.

  24. ruccia scrive:

    La mia prima borsa è stata un parallelepipedo marrone con lunga tracolla, cerniera superiore e taschini sul fronte. Ci mettevo i quaderni dentro e i kleenex nei taschini. Perché “allora” non c’erano i cellulari. Quando la rivedo mi fa una tenerezza infinita, ricordando come nell’acquistarla avessi badato più all’utile (che fungesse a portare i quaderni) che all’estetica (il marrone faceva molto sciura, anche a Bari, diciamo…).
    I tacchi neanche io li porto molto, in realtà, ma perché mi sposto fondamentalmente a piedi. Ma non uso nemmeno molto le sneakers, per dire. Giorni fa ho comprato le Converse per sostituire le Gazelle di dieci anni fa, ma mi sento una scema. no

    Le camicie a quadrettoni! Certo che sì! Io le mettevo! Con la T-shirt sotto, come nel migliori telefilm americani. Come avrò fatto, boh…

    Mia madre invece non ha mai avuto troppo la fissa di rendermi “donna”. Anche perché in genere la domenica mi mettevo l’abito della festa, come Non è la Rai ha insegnato: magliettina Phard (o pseudo tale), minigonna nera, parigine di lana nera, Dr. Martens grigie. Senza borsa… -.-

  25. ruccia scrive:

    Standing ovation per lo schiocco di dita! lol

  26. MonicaGellerB scrive:

    La mia prima borsa era quella di tela con la faccia di Diabolik sopra, per dire l’oscenità. Ma anche no insomma, io la trovo ancora bellissima.
    Io credo di essermi messa il “vestito della festa” solo per la mia comunione e per il venticinquesimo anniversario di matrimonio dei miei, ho detto tutto.

  27. AleAzul scrive:

    camicia a scacchi in flanella presente! (la mia era a quadrettoni verdi e neri)
    io mi sono autovietata di cercare le vecchie fiamme su faccialibro… 8)

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