Confessioni di Una Mente Dubbiosa

La mia è pura logica

Luglio 30, 2009 - In: Sento cose, Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(9)

Sono solo io la macabra che pensa subito al peggio se trovo per caso più di due canzoni di uno stesso artista alla radio? Mi spiego. Zucchero, ad esempio. Non è propriamente Lady Gaga (che muoia), non si sente spesso alla radio e non ha grandissime hit o singoli nuovi. Ecco, se io in una notte nel giro di poche ore becco tre sue canzoni, di cui due piuttosto vecchiotte, sono l’unica a pensare che effettivamente può essergli successo qualcosa?
Una specie di tributo a Zucchero, come la notte in cui morì Michael Jackson che alla radio non si sentiva altro.
Per esempio, se io sento la canzone di Mango, mi aspetto che a Mango sia successo qualcosa, perché chi cazzo se lo cagherebbe Mango in una condizione normale (ma anche in una condizione tragica, dormo lo stesso la notte); se casualmente becco due canzoni di Mango nel giro di poco tempo - e già trovare una seconda famosa è un’impresa fallimentare in partenza - come minimo avrà avuto un incidente.
Sarà scaduto o cose così.

ps. lo so, ultimamente latito, ma latita un po’ chiunque e chi sono io per non farlo, la figlia della serva? Sono molto attiva su Tumblr però, perché non mi costa fatica e bastano dei click. Nel caso non possiate fare a meno di me, cosa molto probabile eh.

Sarebbe il caso…

Luglio 23, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(5)

…di cominciare a portare gli occhiali da vista anche fuori casa.
Non solo perché se vado in un negozio, per leggere etichette o chissà che, devo portare qualsiasi oggetto a dieci centimetri dagli occhi, ma anche perché rischio seri incidenti diplomatici: devo cominciare a portare gli occhiali anche fuori casa perché così le persone non saranno solo delle macchie appannate ambulanti ma potrei realmente riconoscerle e rispondere al loro saluto senza pensare che siano dei maniaci e urlare “chi cazzo è quello e che vuole da me?”.

My precious

Luglio 18, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(10)

Io ho sempre preso per il culo quelli che hanno la mania di tenere la pellicola protettiva sugli schermi dei cellulari nuovi. Che senso ha? Lo protegge fino a che qualcuno non lo compra, poi toglilo, perché tenerlo, stai tutta la vita con quella pellicola sullo schermo? Perché? Sei stupido, fine.

Ieri ho comprato il mio primo cellulare figo. Per figo intendo che è figo. Per figo intendo che è figo e pagato relativamente poco (non è fatto di polistirolo, non ci sono fregature) e sopratutto è figo perché è figo ma non è un fottutissimo iPhone.
E’ il mio primo cellulare figo, nel senso che non ho mai dato importanza alla fighezza della tecnologia, trovo eticamente scorretto spendere più di metà di uno stipendio in un cellulare, quindi non ho mai avuto cellulari fighi.
Per questo è figo. E’ figo perché è figo, lo vedi e dici, cazzo, è un cellulare figo, lo vedi e pensi cazzo, mi viene voglia di diventare un giovane imprenditore, ti viene voglia di controllare la mail ogni cinque minuti e di pianificare la tua giornata.
E’ figo perché ti fa sentire figo.

Son passati due giorni e c’è ancora la pellicola sullo schermo e quella sulla fotocamera. E’ già tanto se non vado in giro portandolo direttamente dentro la scatola, ancora impacchettato.

Do you…?

Non mi piace poltrire sotto il sole per abbronzarmi. Mi annoio, fa caldo, sudo e non è che mi interessi poi più di tanto, mi abbronzo anche camminando sotto il sole.
L’unico modo per superare indenne questo momento è sdraiarmi con addosso tre giorni di sonno arretrato e dormire, stile anestesia, incosciente ed indolore.
Comodo, peccato che io dorma su un fianco.


Sembro un Ringo.

Ne varrebbe la pena

Luglio 13, 2009 - In: Ma vaffanculo, Vita vissuta - Commenti(10)

Invece di sprecarsi in cose inutili il governo dovrebbe impegnarsi a dare una definizione legalmente autorizzata e definita della parola “verso”. Se qualcuno mi dice che passa a prendermi “verso” le dieci, non so voi, ma io mi sento in dovere di essere pronta alle nove e mezzo, in quanto quel “verso” per me indica quella mezzora che separa.
In quel lasso di tempo io identifico il “verso” e mi aspetto di conseguenza che chi di dovere si presenti in quanto “verso” le dieci.
Ma evidentemente ognuno dà la propria intepretazione, possono essere le dieci come possono essere le undici e un quarto, a quel punto “verso” vuol dire tutto e non vuol dire niente, diventa una specie di intercalare senza nessun significato.
Chiedo che venga ufficialmente definita la questione, perché se ancora non è successo che qualcuno abbia ucciso per colpa di un “verso…” io potrei essere la prima.

Aaaaah, ecco

Luglio 9, 2009 - In: Ma vaffanculo, Pubblicità - Commenti(17)

Va dato atto alle compagnie telefoniche di una micidiale capacità: fare delle pubblicità che l’intera nazione odia e se fosse possibile preferirebbe passare ai segnali di fumo piuttosto che dargli una lira.
Mi “diverte” vedere anche come il passaggio da un testimonial all’altro diventa sempre più graduale, come se dovessero renderci meno traumatico l’avvenimento (grazie, premurosi): da Totti si sfuma piano piano verso la Blasi, dalla Blasi si sfuma piano piano verso Facchinetti, dalla Littizzetto si sfuma piano piano verso Beppe Quintale che viene direttamente saltato per passare alla Gerini.
Gli unici che rimangono sono Aldo Giovanni e Giacomo e per quanto mi riguarda hanno ampiamente sorpassato la soglia chiamata “rovina la tua carriera una volta brillante” e quando li vedo mi viene l’orticaria al cervello (consiglio a tutti di boicottare la Wind in quanto peggior compagnia esistente. Non solo telefonica, ma mondiale, universale).
Facchinetti, invece, si sta allargando troppo diffondendosi a macchia d’olio, e io lo dico qua, scritto, poi non dite che: tempo dieci anni (e la sto prendendo larga) e questo presenta Sanremo. Un modo come un altro per farmi convincere ancora di più a non guardarlo nemmeno se mi danno un euro al minuto.
Senza contare che nell’ultimo spot mi sono accorta dopo secoli che c’è anche Cesare Cremonini; povero, non sa che una pubblicità di una compagnia telefonica è il modo più diretto di farsi odiare. Blabla una sega.
Ma la ciliegina sulla torta la mettono sempre - e l’hanno sempre messa - quelli della TIM, che scovano i loro pubblicitari tra i barboni della Stazione Centrale a Milano e i pazzi che parlano con i pali in metropolitana.
Fin dalla pubblicità della mucca che bruca sulla rotaia e blocca quello che penso fosse un Eurostar in fasce (infatti sui binari vedi cartelli “attenzione brucamento mucche“), a quello dell’Incontrada e i Lunapop, per passare alle tre sgambettate e arrivando alle quattro paperelle di Adriana Lima che avrei una vaga idea su dove possa ficcarsele, gli spot TIM sono sempre stati un offesa all’intelligenza dei consumatori e dure prove di resistenza per la pazienza umana.
E siamo arrivati all’ultima, l’apice dell’atrocità, con quelli della TIM Band, che sanno solo quella maledetta canzone di Bocelli, ripetuta all’infinito (tra l’altro, riclico di idee) e Fiammetta che dice di saper suonare ma l’unica cosa che fa è sbattere ripetutamente i suoi polpastrellini da impedita su una pianola - fateci caso -, che spero prenda fuoco insieme a lei come un sigaro in una latrina di benzina.
Non è un non sopportarla, il mio è proprio un odio, quando la vedo mi innervosisco e spero che cadano con il loro pulmino rosso e blu da quell’invitante strapiombo; poi, cercando il video ho capito il perché di tutto questo astio.

Devianze

Luglio 7, 2009 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(28)

E’ inevitabile.
Nonostante non abbia più quindici anni, se mi capita di rivedere un ragazzo che proprio ai quei tempi mi piaceva, non riesco ad evitare di fare grandissime figure di merda. Non arrivo al balbettio, semmai il contrario, divento super logorroica per riempire i tempi vuoti che può avere una conversazione nata con “da quanto tempo”, e a ruota dico tutto quello che mi passa per la mente, potrei anche buttare lì quanto siano fastidiosi i dolori mestruali.
Tutto questo solo rivedendo per caso “vecchie adolescenti fiamme”, solo perché cerchi sempre di far bella figura, di avere chissà quale rivincita; la cosa orribile è il non rendersene conto nell’immediato, per poter almeno limitare i danni, ma accorgersene solo il giorno dopo, magari dopo aver creduto per ore di aver fatto la splendida, rimuginando poi per giorni e giorni su quello che hai fatto o detto ed inventarsi scuse plausibili nel caso ci fosse una seconda volta.
Pessimismo e fastidio.

Con tutto il rispetto

Luglio 5, 2009 - In: Ma vaffanculo - Commenti(2)

Io sinceramente pensavo che Berlusconi optasse per un G8 a Viareggio, a questo punto. Se il criterio da usare è “l’ultima catastrofe disponibile” Viareggio avrebbe avuto più senso.
O al massimo le scuole italiane. Una a caso andrebbe bene, tanto.

*emozione*

Luglio 3, 2009 - In: Amarcord, Vita vissuta - Commenti(15)

E poi per caso scopri che Victoria Cabello ancora non è stata soppressa come segretamente sogni e che addirittura mandano ancora in onda il suo programma su La7 e per qualche strano motivo vedi che c’è Papi e Papi ti è sempre stato simpatico nonostante tutta l’Italia restante pensi il contrario e quando vedi che c’è Papi ti fermi a guardarlo perché vuoi sapere come sta che fa dov’è se in famiglia va tutto bene e poi ad un certo punto una carrambata mostruosa ed entra il grandissimo Uomo Gatto dei tempi di Sarabanda e ti vergogni perché ti accorgi di essere emozionata e a quel punto fanculo Papi a quel punto vuoi sapere come sta l’Uomo Gatto cosa fa dove sta che fa se in famiglia va tutto bene

Galateo scolastico

Luglio 1, 2009 - In: Amarcord, Vita vissuta - Commenti(7)

Ma come ci si comporta quando ormai sei cresciuta e incontri le tue maestre delle elementari o, peggio ancora, i professori delle medie? Perché a quelli del liceo continuo a dare del lei, li vedrò sempre come delle minacce per la mia incolumità mentale, ma loro, non lo so, in fondo sono innocui, anche se quella di tedesco mi annullò un compito perché osai chiedere la cancellina ad una mia compagna.
Come si dice “brutta troia” in tedesco?*

*dovrei saperlo, dopo otto anni di studio germanico, e invece no. So giusto qualche parola sparsa, tipo Bahnhof, Hund, Doppelgänger e la famosa frase “Ich suche die Katze”. Begli anni.

Varie ed eventuali




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