Adesso mi servono gli occhiali adatti
Mi è stato appena detto che ho un animo da nerd.
Il fatto che lo trovi un complimento credo lo confermi ampiamente.
Certo, la definizione prevede “competenze tecniche di un certo livello” e cosa credete, ce l’ho.
Nella futilità non mi batte nessuno.
Sigh, Sniff, Sob.
E’ chiaro che il gel dopopuntura Vape per le zanzare funziona.
E’ chiaro perché dal momento in cui ti passi sopra la puntura quel delizioso gel il tuo principale problema non è più il prurito ma quella lancinante sensazione di bruciore che ti assale, come se dell’acido fosse versato direttamente su una ferita.
Tutte le estati me lo chiedo e non riesco mai a darmi una risposta: cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo? E sopratutto, la lebbra non sarebbe meglio per farmi scontare i miei peccati?
Non vivo più, voglio morire.
…
WTF?!
Leggo la notizia praticamente dovunque, quindi Michael Jackson è davvero morto.
Sono sinceramente sotto shock e un po’ (un bel po’) dispiaciuta e ho l’istinto, chissà per quale motivo, di versare una lacrima. Strano.
Adesso, tenendo conto della famosa legge e anche di questo, aspetto con “ansia” il terzo; io la butto lì: attore o stilista. Anche se Courtney Love non se la passa benissimo ultimamente. Ma due cantanti di fila mi pare una coincidenza atroce.
Una bella botta e via
Un bel giorno, dopo l’ennesima illusione di aver trovato un parcheggio per poi tornare alla dura realtà e accorgersi che non è libero ma c’è una fottutissima micro machine, ecco, un bel giorno io mi schianterò contro quest’ultima, a costo di farmi del male, a costo di sfracellare la macchina, ma lo faccio, devo togliermi questa soddisfazione.
Propetari di Smart, che siate maledetti: non avete una hummer, avete una macchina che è 30×40 centimetri, cosa vi costa parcheggiarla col culo un po’ più in vista? Disgraziati.
Se c’avevo le rote ero un carretto
Al liceo la mia scusa era “guarda mamma che il compito di matematica è andato male a tutti” e con quello io consegnavo ufficialmente il mio alibi, anche se la risposta era sempre la stessa (”non me ne frega di quell’attri“). Adesso mi ritrovo a dire “se mi avesse fatto le domande giuste avrei sicuramente preso 30. Senza problemi eh”.
…
Definizioni #1
Raffreddore: quando ti svegli e, ancora sdraiata a letto, ti accorgi di essere circondata da fazzoletti usati e non ricordi nemmeno di esserti soffiata il naso.
…
Vaffanculo.
E le vecchine di una volta?
Oggi, sull’autobus, una candida vecchina con una fluente chioma bianco-neve, un po’ gobba e col bastone, ha detto ad una sua amica che suo marito è “un cazzone“.
…
Non mi riprenderò mai più da questo.
Pensavate eh, invece no
Vorrei fare una piccola premessa e ricordare a codesto pubblico che per volontà principalmente vostra io mi sono sottoposta a torture ben peggiori, e basterebbero solo due parole come “troppo” e “belli” per rendere una vaga idea e far capire quanto questa in confronto sia stata una piacevole passeggiata.
Dunque. Twilight.
Visto l’impatto sociale che ha avuto questo film su migliaia di ragazzine e azzarderei anche donne, mi pare naturale paragonarlo ad un gigantesco, “simbolico”, vibratore: tu dici “twilight” e vedi donne ansimare ed avere orgasmi multipli solo immaginando di far parte del fantastico mondo “Avis per Vampiri”.
Nella loro piccola mente con gravi lacune psicosociali, Twilight ha abbattuto definitivamente il confine tra realtà e finzione e non mi stupirei se la scusa della fine di una storia passasse da “non sei tu, sono io” a “non sono io, sei tu che non sei come Edward”.
Che poi, diciamocelo, Edward non è sta grande cosa: fisicamente è molto pallido, sembra appena uscito da un sacco di farina, con la le labbra esageratamente rosse e un po’ a papera, labbro superiore in fuori e quello inferiore un po’ ritratto, e i capelli che sembrano appena usciti da una scena di Tutti pazzi per Mary.
Gli occhi leggermente allucinati e l’espressione sempre un po’ contrita, come uno che deve andare in bagno ma per qualche motivo deve trattenerla; credo sia stato questo il consiglio dato all’attore per far capire allo spettatore la sua voglia repressa di sangue umano: “fai finta di avere un forte stimolo che devi combattere”.
La storia è molto semplice ma posso capire il perché del suo effetto così devastante: Edward è “the bad guy” ma incarna allo stesso tempo lo stereotipo del principe azzurro, quello che arriva per proteggerti, che salta in tuo soccorso quando un furgoncino sta per farti diventare una fetta di mortadella con pistacchi, cosa che prima o poi succede a noi tutte (ma anche tiè).
Bella è un’adolescente fuori dal coro, l’unica che si avvicina alla famiglia dei vampiri che tutti temono ed emarginano, l’unica che non ha paura di essere sgozzata seduta stante quando un vampiro le ansima sul collo, che non è proprio un bel segno.
Anzi, lei vuole diventare una di loro, solo così può finalmente trombarsi il suo principe azzurro senza rischiare di morire, perché è questo il succo del film, non prendiamoci in giro: tutto ruota intorno alla tensione sessuale visibile in ogni momento, con le labbra socchiuse e gli i respiri ansimanti e labbra mordicchiate e sguardi languidi.
Quand’è che si ingroppano è la domanda che tutti si fanno guardando questo film, e quando si arriva alla fine e la risposta è “non ora”, uno si domanda che motivo ci sia per guardarlo, sopratutto alla luce del fatto che questo film è blu e ciò danneggia la vista.
Tutto è blu, l’atmosfera è blu, gli alberi sono blu, i vestiti sono blu, l’aria è blu, gli edifici e le macchine sono blu: il cielo è grigio.
Non c’è molto altro da dire, mi spiace darvi questa forte delusione ma sinceramente ho visto di peggio: questo, in confronto alla maggior parte dei film dedicati principalmente agli adolescenti, ai miei occhi è un capolavoro impressionista.
C’è da dire che il finale è piuttosto deludente: non solo non si danno a del selvaggio sesso vampiristico ma Edward non riesce nemmeno ad andare in bagno.
Chiedo venia
Metropolitana, aspetto il treno.
Mi guardo intorno e noto un gruppo di quattro ragazzine che non possono avere più di 12 anni; mi accorgo della loro presenza solo perché continuano ad indicarmi e sghignazzare. Cerco di mandargli occhiatacce ma solo dopo mi accorgo di avere gli occhiali da sole quindi abbandono e lascio perdere, mi allontano.
Loro si avvicinano.
Mi allontano.
Si avvicinano.
A quel punto mi rimangio tutto quello che ho detto a mamma sulla difesa personale, sopratutto “no, non vado in giro con questo coso attaccato al collo che se lo tiro suona un allarme!”; ora come ora ne avrei bisogno, il primo essere umano disponibile è dall’altra parte del binario e credo stia parlando col muro.
Sono all’angolo, posso far finta di leggere lo stesso cartellone pubblicitario mille volte ma non me ne frega niente di avere una cucina gratis pagando solo i pavimenti, il soffitto, le pareti e tutti gli elettrodomestici (un affarone).
La più coraggiosa del gruppo parte: scusami? Posso farti una domanda?
E’ già tanto che mi abbia dato del tu e non del voi, e a quel punto credo che la mia mente non abbia mai elaborato così velocemente: avevo le cuffie quindi potevo far finta di niente; oppure potevo spiazzarle rispondendo in inglese o potevo buttarmi sui binari.
O potevo rispondere.
Sì?
“Come hai fatto a farti venire quei capelli?”
“….!?! Non lo so, erano già così”
Non colgono il sarcasmo, troppo occupate a sottovociare tra di loro.
“No perché sono gli stessi capelli di Bella, li voglio anch’io, come hai fatto?!”
“Sì, dai sono identici, tipo nell’ultima scena del ballo”.
ALT.
Bella? Ballo? Ora. Vista la recente visione di Twilight per i motivi che tutti sappiamo (per colpa di Joy), l’unico collegamento che son riuscita a fare in pochi secondi è stato quello. Ma no, non può essere.
NON. PUO’. ESSERE.
“Sì, e poi il colore, come hai fatto?”
“Anche quello, l’ho trovato già così”
Poi, azzardo, “Ma chi è Bella?” e non l’avessi mai fatto.
“Non sai chi è Bella? Bella! BELLA! La protagonista di Twilight?! Non hai visto Twilight?!?!”
Allora, immaginatevi una scena del genere: partiamo già dalla conversazione che difinirla surreale significa sminuirla, passiamo per i soggetti e arriviamo al fatto che il treno ancora non arrivava e che io continuavo a guardarmi intorno nervosa ed incazzata, perché non è possibile che succeda una cosa del genere dopo aver visto proprio quel film, mi rifiuto di considerarla una coincidenza.
Mi guardavo intorno per cercare, ma che ne so, telecamere o qualcuno di voi sghignazzante in un angolo ma era una prospettiva ancora più surreale, e quella domanda, non hai visto Twilight, mi ha risvegliato e il peggio di me è uscito fuori.
“Ah sì, Twilight, l’ho visto. Tra l’altro…”
Ecco, prima di continuare, c’è una cosa da sapere: una mia mania è andare su IMDB e leggere la biografia e le curiosità sugli attori, sopratutto quando so che vedrò un loro film.
Detto questo, andiamo avanti.
“….Tra l’altro, io conosco Robert Pattinson“.
Panico.
Oddio cosa ho detto.
Credo di averlo detto sopravvalutando chi avevo davanti, perché una persona normale mi avrebbe detto di andarmi a fare una corsa in tangenziale, che era poi la reazione che cercavo, ma loro non erano persone normali, a 12/13 anni non lo sei automaticamente, e non lo sei nemmeno se cominci ad urlare “oddio veramèèèèènte?!?! Davvero?! ODDIO EDWARD, CONOSCE EDWARD CONOSCE EDWARD”.
Di nuovo, immaginatevi la scena. Il binario si stava popolando e io ero in un angolo circondata tra tre tizie che saltellavano, urlavano e ripetevano il nome di una sanguisuga pallida.
Una volta che la calma si è reimpadronita dei loro corpi (ma non dei loro cervelli, i loro occhi spalancati e le mani a tappare la bocca la dicevano lunga) speravo che mi lasciassero andare, che fossero troppo scioccate per sentire il resto e che potessi evitare di andare oltre.
Eh, no.
“Come lo conosci? Sul serio?! Non ci prendi per il culo?!” e a quel punto dire di sì mi sembrava firmare una condanna a morte, non si sa mai cosa quattro dodicenni dedite al fanatismo di vampiri possono farti.
E allora, lo scempio: “Ma niente, quando ero più piccola ho passato un’estate a Londra e l’ho incontrato, ma non era ancora “Edward”, e ci siamo sempre tenuti in contatto”.
Vi giuro che non mi spiego, non lo so, non ho la più pallida idea di come abbia fatto a rimanere seria, di come sia riuscita a mantenere una faccia credibile con le baggianate che stavano uscendo dalla mia bocca.
E vi siete sentiti ultimamente?!
In quel momento, lampo di genio.
“Sì, sapete che stavano girando il sequel in Toscana un po’ di giorni fa no? Io vengo da lì e ci siamo visti (…), ho conosciuto anche Bella (…) e tutto il cast (…)”.
Ho seriamente rischiato di far venire un attacco di cuore simultaneo a delle dodicenni; di nuovo giù urla e saltelli e risatine isteriche, con la promessa che, dandomi le loro mail, le avrei contattate per fare in modo di incontrare il loro idolo, o anche solo parlarci al telefono.
Durante le poche fermate che abbiamo condiviso ho trattenuto a stento le risate, con la convinzione che alcune di loro mi guardassero il collo per cercare segni di eventuali morsi, ma appena me ne sono separata mi sono accorta di quello che avevo fatto: sono. una. grandissima. stronza.
Mi sono immaginata dodicenne ed era come se qualcuno mi avesse promesso di poter parlare con Maldini e Costacurta e invece ciccia, è una balla.
Questo post è un rischio, un racconto del genere è rintracciabile e se passassero da queste parti probabilmente sarei finita, ma devo comunque espiare le mie colpe: mi dispiace. Non lo conosco, non so chi sia, e mentre guardavo Twilight giocavo a solitario. Blasfemia, lo so, ma pura verità.
Siete autorizzate a chiamare rinforzi ed offendermi, di più non posso fare.
A mia discolpa, c’è da dire che l’estate a Londra ce l’ho passata davvero eh.
…
Sappilo
Io diffido di chi ha come mito Fabio Volo.
La pura ignoranza che denota è solo la punta dell’iceberg.
….? Ma anche no
Martedì 2 giugno la grande festa I GIOVANI PER L’EUROPA è solo al Limelight di via Castelbarco, ingresso libero h22. LA RUSSA-FIDANZA, in Europa con PdL!
No, vorrei sapere quando ho sottoscritto per uno spam via sms del Pdl.
Vorrei saperlo anche perché non lascio mai il mio numero di cellulare - tranne che nei bagni degli autogrill, s’intende - quindi, a meno che La Russa non abbia il mio numero, non mi spiego questo messaggio come un fulmine a ciel sereno.
Cos’è successo? Chiamano la Vodafone e chiedono uno stock di numeri?
Senza contare che io manco voto a sto giro, tempo sprecato (questo si aggiunge alla mail spam di Brunetta un po’ di tempo fa dove mi chiedeva gentilmente di comprare il suo libro. Ha).











