Come esiste l’arte del riempire la lavastoviglie, o l’arte dell’ordinare le cartelle sul computer, o l’arte della disposizione degli oggetti in cucina secondo necessità e bisogno, esiste anche l’arte del riempire un cono gelato: se compri dei coni e del gelato sfuso non puoi fartene uno alla carlona, devi sapere quanto gelato prendere e come prenderlo, come “spatolarlo” e come evitare che cada da tutte le parti.
Detto questo, dopo anni e anni di carriera ancora non sono riuscita a riempire un cono fino in fondo: la cosa più brutta è mangiarsi un gelato e avere gli ultimi otto centimetri di cartone puro.
Eh ma lì entra in gioco l’oscena abilità di addentare la fine del cono e succhiare giù il gelato
Sì, di solito lo faccio. Lo evito in pubblico per ovvi motivi, ho un forte senso del pudore.
Comunque, se scopri un metodo alternativo per fare arrivare il gelato fino in fondo, brevettalo.
in effetti quella di mbee mi e’ sempre parsa l’unica soluzione.
pero’ in effetti il mio senso del pudore e’ pressoche’ nullo: finche’ mi restano le mutande, posso fare la qualunque.
Ma il metodo osceno alla fine è un palliativo, in sostanza sposti il gelato in fondo, non è che magicamente se ne aggiunge altro per riempirlo tutto, quindi rimangono comunque spazi vuoti di cartone.
…
Qualcuno dovrebbe prendere la questione più seriamente.
Beh se vai ad analizzare i gelati in commercio, anche l’Algida ha bellamente aggirato il problema: ecco la ragione di quella gusssstosa punta di cioccolato..
Purtroppo i coni gelato già confezionati mi fanno un po’ schifo…in generale preferisco il gelato sfuso, anche i barattoli Sammontana, dove dalle mie parti è d’obbligo la gita alle medie. Gita dove fanno il gelato. Boia.
Ti invidio. La mia gita-delle-medie-in-un’industria è stata in una che produceva carta e cartone. EMOZIONANTE.
Carta e cartone? Come una puntata dei Simpson con la gita alla fabbrica di scatole! Eh, vabbè, è un riferimento da intenditori.
Doppia Panna
Questa e’ la soluzione ideale
o se non la vuoi addirittura doppia, mettila solo in fondo
che si incunea fino alla punticina che e’ una meraviglia….
beata te… a milano si va’ sempre alla centrale del latte, che ancora ancora e’ passabile.
beh, piu’ di carta e cartone.
poi, se si sceglie una scuola di chimica come la mia, la tappa successiva e’ l’impianto di depurazione delle acque: una sterminata serie di piscine a cielo aperto contenenti le acque nere (quelle che scaricano dal WC, si’) di milano e hinterland.
la vera e propria “eau de toilette”.
Anch’io ai tempi feci una gita all’impianti depurazione, come se fosse una tappa obbligatoria. All’asilo, poi, ci fecero fare pura una giornata di vendemmia.
MGB
Ecco, ora ti invidio anche la giornata di vendemmia.
Kan
Cos’hai contro il cartone, eh?eh? eh?!
@monica:
la vendemmia l’abbiamo fatta all’alba dei vent’anni, in quinta, quest’anno.
tra l’altro nel vigneto di quel bastardo del prof di impianti che mi ha bocciato all’epoca.
avrei dovuto spargere sale tra le viti, avrei.
@mbee:
non ho proprio niente contro i cartoni… basta che pero’ non esageri, che uno zio di un mio amico poi e’ rimasto scemo.
(chi la capisce 10 punti)
KAN, suvvia, che battutacce.
….
Anch’io avevo pensato ad una cosa del genere ma aspettavo che qualcuno facesse il kamikaze al posto mio *stringe la mano a KAN*
Ehm, non per fare quella che non capisce, eh..
Ma c’è un sacco di gente nel Web che potrebbe non capire la tua battuta, KAN.. Sarebbe carino da parte vostra spiegarla.
Sìsì.
L’unica è far riempire il cono di panna, ma se fa troppo caldo poi si smoscia ed è anche peggio.
Ma quale panna, la soluzione è riempire il cono di crema di cioccolato. La trovi anche in tubetti, è l’ideale.