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Puah.

Come esiste l’arte del riempire la lavastoviglie, o l’arte dell’ordinare le cartelle sul computer, o l’arte della disposizione degli oggetti in cucina secondo necessità e bisogno, esiste anche l’arte del riempire un cono gelato: se compri dei coni e del gelato sfuso non puoi fartene uno alla carlona, devi sapere quanto gelato prendere e come prenderlo, come “spatolarlo” e come evitare che cada da tutte le parti.
Detto questo, dopo anni e anni di carriera ancora non sono riuscita a riempire un cono fino in fondo: la cosa più brutta è mangiarsi un gelato e avere gli ultimi otto centimetri di cartone puro.

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Sapete una sega voi

Cara Giulia che vivi a Pisa.
Anzi, cari pubblicitari della Coca Cola.
Carissimi.
Se volete fare una pubblicità d’effetto per far capire alla gente che anche se c’è crisi la Coca Cola va comunque comprata poiché Patrimonio Unesco, se volete farla alimentando l’immagine di una ragazza semplice ed umile che preferisce una vita tranquilla ad una vita mondana, se volete farla venire da una città come Pisa – che fa molto pittoresco – fatele almeno parlare pisano, non romano.
Non pretendo che bestemmi ogni due parole, ma che almeno la crisi sia crisi e non grisi.
Si consiglia pronta sostituzione di questo video con questo, pena il boicottaggio della Coca Cola in favore della Pepsi Twist(e), che fa anche schifo ar maiale, ma tanto pe’ davvi un’idea.

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Misteri d’Italia

Vorrei capire per quale strano fenomeno astrale ogni volta che uso un evidenziatore, senza rendermene conto finisco per colorarmi tutti i polpastrelli. Come faccio, non mi avvicino nemmeno alla punta mentre lo uso, non capisco quali poteri gli evidenziatori hanno per essere in grado di prevaricare sulle leggi della fisica e della gravità.
Sopratutto l’evidenziatore azzurro.
Quel bastardo.

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“Migrazione” avvenuta

Bon, riprendo il controllo di questo coso per dirvi che le trasmissioni riprenderanno correttamente seduta stante.
So che il cambiamento di indirizzo è una scocciatura – per voi, a me che me frega – quindi se volete cambiatelo, se non volete no, come vi pare, basta che vi mettiate in testa che è cambiato.
Tutte quelle persone* prese dal panico che mi hanno scritto perché non trovavano più il blog sono avvisate.
Poi non dite che. Eh? Ci siamo capiti.

*una.

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Italia:

Nel silenzio di una piccola e silenziosa strada di Milano, in quella che sembra una serata di Luglio, quando fai in modo che in casa tutto taccia per leggerti un libro sul balcone in santa pace, l’unica cosa che senti sono almeno venti televisioni sintonizzate sulla sigla dei Cesaroni.