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Maledetta!

Non so voi, ma ci sono cose che io non riesco proprio a fare e che probabilmente non saprò mai fare.
Tipo scrivere “&”; al suo posto faccio una specie di otto o il segno dell’infinito in verticale.
Oppure non mi è mai riuscito, da piccola, saltellare sulla palla senza cadere in avanti.
Non mi riesce aprire le noci con le mani.
Non riesco a mettere il copripiumino senza far cadere dal cielo un paio di santi.
Non riuscirò mai a togliere tutti i pelucchi dal mio cappotto.
E, per ultimo, non riuscirò mai a tenere su il bacino da sdraiata e contempraneamente alzare una gamba e stare così per venti secondi.
No, dico, provateci*.

*ovviamente, chiunque dica “io ci riesco” verrà bannato a vita.

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Ma…?

Sarò ingenua, sarò tradizionalista, ma dopo gli assorbenti pieni di scritte inutili su come durante il ciclo di solito, forse, capita, che si soffra un po’, aprire un pacco di Scottex e trovarlo ricoperto di pubblicità della 3 mi ha sconvolto la giornata. No, che dico la giornata, LA VITA.
Il prossimo traguardo quale sarà, le ingessature sponsorizzate?

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Che strapalle

Il Grande Fratello mi ha stufato e che la Marcuzzi si mettesse a vendere ortaggi al mercato, una buona volta.
Ma si può continuare a guardare un programma perché tua madre poi ci rimane male se ti telefona per commentare anche la più piccola delle scemenze e si accorge che non sei preparata?
Negli ultimi anni è un onere che non so se riuscirò a portare avanti.
Comunque oh, belle idee: un cieco, un ragazzo di Montenegro arrivato col gommone, due o tre persone senza padre, tragedie familiari a iosa messe accanto ad una con attività cerebrale pressoché inesistente che a 18 ha chiesto di rifarsi il seno: da una quarta ad una sesta.
Belle idee.

ps: di guardare X-Factor non se ne parla. Se devo guardare gente che canta a sto punto guardo Sanremo.

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Odio la neve

La neve ha la straordinaria capacità di rendere poetici certi angoli di Milano; per qualche ora, poi la città viene ricoperta da una melma nera che non vede l’ora di farti prendere una culata per terra che ti vergognerai tutta la vita.
Tra l’altro, la neve in città è una disgrazia paragonabile ad un’invasione delle cavallette e non vi sto a spiegare perché, mi pare ovvio; la parte adulta di me lo sa, sa che è una grandissima rottura di palle la neve a Milano, la parte che deve uscire a far spesa, che deve mantenersi in equilibrio sul ghiaccio, con due sacchetti in una mano e un ombrello nell’altra.
Ma la parte bambina in me non può fare a meno di affondare il piede in quei monticini di neve ai lati delle strade, ancora di un bianco candido che sembra cotone…come fai a resistere?
Il fatto è che la parte stupida di me si è dimenticata che non ho scarpe adatte alla neve, si è dimenticata che l’unico paio che si avvicina lontanamente a qualcosa di accettabile ha dei piccoli buchini ai lati, che non fa passare il freddo, ma udite udite, fa passare l’acqua.

1+1 = sto ancora strizzando i calzini.
Vaffanculo neve del cazzo.

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Ufffffffffffffffa

Non c’è niente da fare, non ce la farò mai.
Non riuscirò mai a finire un Chupa Chups senza morderlo prima del dovuto e nemmeno un Albenliebe, che, per la cronaca, al cioccolato sono parecchio stucchevoli.