Tutti gli anni

Il rituale dell’addobbo dell’albero di Natale comprende:
- rispolverare (letteralmente e non) palline e decorazioni risalenti a quella volta che la maestra in terza elementare ti ha doppiato la cassetta dei Queen. Non sai se buttarli via o meno, sono di una tristezza senza paragoni e stonano con quelli nuovi, ma son pur sempre ricordi. Questo discorso ti viene in mente grazie all’atteggiamento passivo aggressivo di tua madre che, dopo aver proposto il lancio nella spazzatura, ti racconta il perché li ha comprati, dove li ha comprati, quanti anni avevi, che l’ha fatto per te e sopratutto che il tuo è stato un parto doloroso.
- il secondo punto riguarda proprio dove posizionare questi ruderi. Se l’albero di Natale si trova in un angolo, quindi con un lato completamente nascosto come il mio, viene spontaneo appendere qualsiasi cosa nelle parti visibili e far morire di solitudine i rami di dietro. Spesso però ci si dimentica che questi rami possono essere strategicamente riempiti con quelle decorazioni che non vorresti far vedere nemmeno per sbaglio, quindi ecco che davanti hai un albero bellissimo, dietro hai un profugo fine anni ottanta/inizio novanta, con attaccate cose tipo un mini sassofono dorato con un fiocco di velluto rosso intorno. Brrrr.
- mettere in conto di trovare almeno un addobbo rotto. Mettere in conto di urlare “noooooooo” e rimanere in contemplazione del relitto per qualche secondo. Buttarlo e subito dimenticarne l’esistenza. Le palle di Natale hanno un’eleborazione del lutto molto veloce.
- avere a che fare con degli addobbi orribili che non hai scelto tu ma che la persona in questione, se non li vede, chiederà: che fine ha fatto la mia palla di tre chili con diamentro di 30 cm, ricoperta di cartapesta blu e rossa? Essere abili nel trovare un punto visibile ma ancora sufficientemente nascosto ad una prima occhiata, in modo da non far chiedere a chi vede “ma chi è il coglione che compra una palla di tre chili con un diametro di 30 cm, ricoperta di cartapesta blu e rossa?”
- ricordarsi che i primi minuti si è presi dall’euforia della decorazione ma già all’ottavo e tre quarti ti sei rotto completamente le palle. Però le tradizioni son tradizioni e tua madre ha sempre pronto l’affair “parto doloroso” quindi eviti di ritirarti e continui ad appendere aggeggi ma nel modo più svogliato possibile, che manca poco le lanci e se si aggrappano bene sennò amen.
- attaccare le tre file di lucine e ricordarsi che una di queste fa un adorabile rumore 24h su 24: bbbbbbbzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz. Ma non avevamo comprato una quarta fila da sostituire? No, non c’è. Ma ecco la magia del Natale: trovare la fantomatica quarta fila, deliziosamente silenziosa, dopo aver appeso tutti gli addobbi possibili ed immaginabili, compresa la fila di lucine lunga 150 metri che fa bbbzzzz. Porc************.

9 Responses to “Tutti gli anni”

  1. frodo scrive:

    Se ti consola i miei han tirato fuori scatoloni impolverati dicendomi “toh fai…” e non so dove siano e sto mettendo palle su un tetro albero di plastica…

  2. sunofyork scrive:

    tu pensa che è solo l’8 dicembre e ho già addobbato tre alberi e fatto tre presepi…di solito raggiungo questi livelli di nevrosi attorno al 31 di dicembre
    sun

  3. Spinoza scrive:

    Io fortunatamente non ho spazio in casa per l’albero )

  4. Holly scrive:

    Hey, ma il sassofono dorato col fiocco di velluto c’è anche tra gli addobbi dell’albero di casa dei miei!!! Evidentemente era un must anni 80/90!
    Cmq io per il momento non ho questo problema perchè gli addobbi e l’albero hanno appena 3 anni quindi ancora reggono… anche se adesso che ci penso ad una pallina dorata di polistirolo massiccio si è rotto il filino. Sigh!

  5. ruccia scrive:

    Causa scadenza lavorativa improrogabile, non ho ancora addobbato nulla. Mi marito si è limitato a tirar fuori il presepe di Spaccanapoli, abbandonandolo tristemente sul pavimento. Appena i libero vado a comprare gli addobbi all’Ikea… wink

  6. nephie scrive:

    La parte più dolorosa del fare l’albero di Natale è aprire i rami. Davvero, in casa mia per aprire i rami ci mettiamo qualcosa come una settimana (c’è chi fugge e c’è chi scappa, è vista tipo una punizione).
    ;-)

  7. Joy scrive:

    La cosa che mi scoccia di più è disfare l’albero, più che addobbarlo yes

  8. MonicaGellerB scrive:

    Frodo, pure il mio è un albero finto, ci mancherebbe. Per me son quelli veri che son tristi.

    nephie, è vero. C’abbiam messo mezz’ora solo per montarlo e aprire rami e rametti. E la polvere che ti va nel naso….

    Joy, disfarlo, più che una sciocciatura per me alla fine è un dispiacere. Mi mette tristezza.

  9. Danilo scrive:

    Già, fosse per me lo terrei tutto l’anno…

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