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Almeno annuisci

Ma dopo le persone che ti squadrano da capo a piedi, quanto sono irritanti quelle persone che quando parli non ti guardano nemmeno in faccia ma si guardano intorno o, peggio ancora, si fissano su un particolare del tuo cappotto, o della tua borsa, o del tuo anello, o sulle tue gambe e di come sei cogliona ad uscire dalla palestra con i pantaloncini quando fuori fanno 3°?
Ma saranno un barattolo di cazzi miei?

ps. rimane comunque un buon metodo per anestetizzare in modo naturale parti del corpo.

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Forza di volontà zero

La colazione per me è un problema serio.
Prendiamo come base il fatto che qualsiasi cosa di dolce al mattino mi fa venire la nausea, quindi se un giorno vi venisse in mente di andare a fare colazione con me al bar preparatevi a “sì, vorrei una sprumuta d’arancia, un caffè e magari un panino con tonno, maionese e pomodori, grazie”.
Da questo dato di fatto, assumiamo che nessun essere umano che tiene alla sua linea (e alla sua salute, più che altro) può campare tutta la vita mangiando enormi panini appena sveglia, quindi che si fa, ci si attacca e si fa finta di non avere conati di vomito all’idea di mangiare marmellata o biscotti.
E a questo punto un altro problema sorge: io per colazione devo prendere qualcosa che non mi piace particolarmente, altrimenti finisco tutto in un pomeriggio. Ovvero: io per colazione devo farmi del male.
Niente biscotti, niente merendine, niente barrette, la cosa migliore è comprarsi la marmellata e quelle fette biscottate integrali che se mangiate senza niente sono gustose come del cartone ammuffito. E l’ho fatto, sono di là, in cucina. Sono lì da almeno dieci giorni, mi aspettano e non sono state nemmeno aperte per sbaglio.
Quello che in realtà è successo è questo: quando hai un comodissimo contenitore per alimenti Ikea, cosa puoi fare se non riempirlo di Gocciole la mattina e averle già finite la sera prima di andare a dormire sputtanandoti in neanche un giorno una settimana di colazioni?

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Ma già dal nome

Ci sono alcune regole condominiali che mi sfuggono: io, in quanto vicina di una stronza bassa e obesa che ascolta a tutto volume Mango alle nove di un sabato mattina, posso bussarle alla porta con un kalashnikov e freddarla con un colpo in mezzo agli occhi? Non solo per il fatto che dal volume alto mi tremano i vetri, ma anche perché se ascolti Mango uno sparo in faccia è la tua degna fine.

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Tradizioni

Sono l’unica rimasta al mondo che quando finisce un caffè raccatta con il cucchiaino lo zucchero rimasto in fondo? Mi guardo intorno e vedo gente che una volta finito lascia la tazzina lì, sprecando tutto quel bendiddio. Non vorrei fosse un’usanza in fin di vita.
In fondo si tratta solo di un po’ di zucchero, mica parlo di fare le palline con la mollica del pane.

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Tolleranza zero

Ancora più squallido e indescrivibilmente ridicolo dell’applauso nel momento in cui l’aereo atterra (che sotto certi punti di vista ha senso, può significare “evviva, siamo vivi”) è l’applauso alla fine dell’ora di palestra.
Non me lo sto inventando, ieri sera, finita l’ora di torture, quelle desperate housewives col cervello sciabordato hanno applaudito.
Quando assisto a certi eventi divento sempre più misantropa, senza neanche il più microscopico dei ripensamenti.