Il panettone, comunque, fa schifo
Stavo pensando che alla fine il Natale è il male minore, se messo in confronto con la depressione che mi attanaglia a Capodanno il 25 dicembre è il giorno più bello in assoluto.
Non che abbia molto senso per me, né a livello religioso né a livello materiale, visto che non ho più otto anni e non mi regaleranno le bambole de La Bella e la Bestia, anche se su una Barbie Benetton ora come ora non ci sputerei sopra.
Non mi godo nemmeno il pranzo di Natale, visto che dopo qualche boccone finisco sempre in cucina a pulire (non che non mi diverta, intendiamoci).
Senza contare che i miei perdono pure elevate cifre giocando a carte, che la visione di certi parenti a tavola mi blocca la digestione e che ad un certo punto io e mio fratello vaghiamo come anime in pena per la casa in cerca di modi per passare il tempo.
Non è un giorno da ripetere volentieri, ma infatti non è quello che del Natale mi può piacere semmai i venti giorni prima: le luci per strada, gli acquisti per la tavola insieme a mia madre, le lucine dell’albero che illumina il salotto, gli addobbi in giro per casa, quelli che il nuovo cane, ancora troppo piccolo per non trovarli appetibili, mangerà, straccerà e metterà in bocca portandoli in giro come trofei.
Mi dispiace solo che non ci siano più certe pubblicità.
Spinoza
1 Dicembre 2008 @ 00:01Io odio pure le decorazioni e le luci per strada.
Joy
1 Dicembre 2008 @ 12:29Anch’io preferisco tutta la “preparazione” antecedente al Natale, più che il giorno stesso. Che poi, dopo pranzo, da pieni zeppi si sta così male…
Giò
1 Dicembre 2008 @ 12:59Io odio il Natale ed il capodanno… forse perchè odio tutte le feste?!
A parte questo, il panettone non piace neanche a me per via delle uvette e dei canditi, il pandoro invece è buonissimo, specialmente quando mia madre lo guarnisce con zabaglione e cioccolato fuso oppure con ricotta e pezzettoni di cioccolato… ok, odio anche i kg che aumentano già dopo il primo boccone…
Divara
1 Dicembre 2008 @ 17:17la notte del 24, dalle mie parti, si va in piazza, sotto l’albero e ci si scambia i regali con gli amici. ci si scalda con il vin brulé e si saluta chiunque.
(esistono panettoni senza uvetta, ma con i canditi? solo io mangio i canditi, ma non l’uvetta? )
ruccia
1 Dicembre 2008 @ 17:44Io ho grandi aspettative su queste feste a venire, l’anno scorso non ho passato un bel Capodanno. Solo comincio già a innervosirmi sui regali, soprattutto per quelli alla famiglia di mio marito (genitori, fratelli, cognate, nipoti): lui non ha mai idee, sembra non conoscere i suoi parenti perché ogni volta ce ne usciamo col pensierino di circostanza. Invece i regali ai miei sono pensati per tempo e - guarda un po’! - sempre graditissimi. Non ho mai visto mia suocera sprizzare gioia da tutti i pori come fa mia madre quando scarta il mio regalo…
MonicaGellerB
1 Dicembre 2008 @ 21:48Io non mi sono mai sentita “piena” a Natale, proprio per il fatto che mangio relativamente poco, pensando ai piatti da lavare. E anche se mangio tanto, con tutta la fatica che faccio in cucina smaltisco.
Divara, da me passa Babbo Natale con la slitta a portare i regali. Non è un modo di dire eh, il quartiere organizzava sta cosa, da piccola pensavo sempre che fosse quello vero, c’avevo un’ansia…
ruccia, dalle mie parti si è risolto il problema non facendo più regali.
ruccia
2 Dicembre 2008 @ 11:24Monica
decidessimo tutti in famiglia di fare così sarebbe un sollievo. Ma noi abitiamo lontano dalle rispettive famiglie d’origine e dai fratelli. Per cui i regali li riceviamo sempre: è brutto arrivare al pranzo di Natale a mani vuote, con i nipotini in attesa…
Joy
2 Dicembre 2008 @ 18:01Eh Monica, visto che quest’anno il pranzo di Natale si farà da me e cucinerò io (=non ho la lavastoviglie quindi tutto a mano, per non parlare delle pulizie quando TUTTI se ne saranno andati, e spero non a notte inoltrata) riuscirò a regolarmi sulle quantità e mi risparmierò quell’antipatica sensazione di ingolfamento da cibo
Ma per curiosità, da voi si pasteggia a cena della vigilia o a pranzo del giorno dopo? Dalle mie parti solo il pranzo, il 25, per esempio.
MonicaGellerB
2 Dicembre 2008 @ 18:10No da me il 25, a pranzo…il 24 è il giorno degli ultimi preparativi, visto che sto benedetto pranzo si è sempre fatto a casa mia, tranne due anni fa, dove mi sono accorta che se non si fa sto pranzo alla fine è tutto molto molto piu triste di quanto non lo sia il Natale di suo.
Comunque non credo esista un panettoni senza l’uvetta…ma cambia poco, a me fan schifo tutte e due, e il problema è che il panettone va per la maggiore, a casa mia nessuno mangia il pandoro e io rimango puntualmente a bocca asciutta.
Joy
2 Dicembre 2008 @ 18:51Il pandoro è super, da solo o con la crema al rum, sbavvvvvv!!! E poi ne fanno di farciti che sono una delizia… due anni fa ne avevo preso uno con crema alla pera e cioccolato, mamma mia, gnammy… basta…
ruccia
3 Dicembre 2008 @ 11:47Io mi sottopongo sia al cenone del 24 (a casa di mia suocera, tradizionalmente) sia al pranzo del 25 (a casa di mia madre): lo svantaggio di abitare lontano dalle mamme, a loro volta in due città diverse.
nephie
5 Dicembre 2008 @ 20:45A me si festeggia il 24, il 25 e pure il 26.

Comunque sempre e solo viva il pandoro (e io intendo per pandoro soltanto la sua parte superiore con lo zucchero a velo).