Il panettone, comunque, fa schifo
Stavo pensando che alla fine il Natale è il male minore, se messo in confronto con la depressione che mi attanaglia a Capodanno il 25 dicembre è il giorno più bello in assoluto.
Non che abbia molto senso per me, né a livello religioso né a livello materiale, visto che non ho più otto anni e non mi regaleranno le bambole de La Bella e la Bestia, anche se su una Barbie Benetton ora come ora non ci sputerei sopra.
Non mi godo nemmeno il pranzo di Natale, visto che dopo qualche boccone finisco sempre in cucina a pulire (non che non mi diverta, intendiamoci).
Senza contare che i miei perdono pure elevate cifre giocando a carte, che la visione di certi parenti a tavola mi blocca la digestione e che ad un certo punto io e mio fratello vaghiamo come anime in pena per la casa in cerca di modi per passare il tempo.
Non è un giorno da ripetere volentieri, ma infatti non è quello che del Natale mi può piacere semmai i venti giorni prima: le luci per strada, gli acquisti per la tavola insieme a mia madre, le lucine dell’albero che illumina il salotto, gli addobbi in giro per casa, quelli che il nuovo cane, ancora troppo piccolo per non trovarli appetibili, mangerà, straccerà e metterà in bocca portandoli in giro come trofei.
Mi dispiace solo che non ci siano più certe pubblicità.
Non si accettano alternative
Ci sono dei metodi ben precisi per mangiare certe cose.
E tra queste, i Pocket Coffee vanno morsi in cima e bevuti come un piccolo caffè dentro una piccola tazza di cioccolato.
E’ legge.
Troppo stroppia
Questo è un post rivolto a chi di Amici ne sa qualcosa, perché altrimenti sono solo delle parole a caso, me ne rendo conto.
Premetto che ogni anno che passa mi annoio sempre di più, ogni anno che passa i meccanismi del gioco diventano sempre più paradossali e ogni anno che passa si accorcia sempre di più la durata del programma, prima per arrivare al serale passavano sei mesi, date tempo due anni e due settimane dopo la prima puntata sarà già tempo di serale.
La trasmissione in questione sta raggiungendo dei livelli di tristezza inauditi, non solo da parte degli studenti, a mio modesto parere sempre più inetti e presenti solo per star davanti alla lucina rossa della telecamera, ma anche i professori stanno diventando dei buffoni.
Scusate: “professori”.
Ogni mese se ne aggiunge uno nuovo, ora è toccato a Mauro, versione borghese del più famoso Platinette, che insegna musica leggera a quel branco di caproni che probabilmente pensano che Gianna sia la cover di Rino Gaetano ispirata alla canzone degli Articolo 31.
Il prossimo passo sarà far entrare nella commissione Antonella Clerici per far vedere come si fanno le orecchiette e subito dopo Simona Ventura nel corso “come inventare pietosi slogan indicando la telecamera”.
Ma quello che più mi dà fastidio di quella commissione di cialtroni è il modo palese in cui si inventano oltraggi alla corte per far sì che ci siano polemiche, discussioni, esplusioni, processi e sentenze in modo da non annoiare la gente coi soliti balletti e le solite canzoni.
Un penoso tentativo di mantenere vivo l’interesse, e se lo dico io che guardo questi programmi solo per cibarmi delle risse vuol dire che sono proprio ad un livello di saturazione insopportabile.
Andare a scovare che tizio durante la pubblicità ha detto che la Celentano è una bastarda e metterlo alla gogna, farlo inginocchiare sui ceci e costringerlo a chiedere umilmente perdono per aver detto quello che tutti pensano, anzi, per aver detto una verità assoluta, quasi un’ovvietà.
Fare polemica su tizio che in un momento di relax ha fatto battute sul criterio per mettere in sfida i concorrenti, dicendo che è una cosa molto pesante ed è una mancanza di rispetto pari ad un calcio nel culo.
Garrison che fa lo stizzito perché nel balletto non hanno tutti la felpa rossa.
Ma parli proprio tu, ameba, che son 30 anni che sei in Italia e parli come Stanlio e Ollio? Cominciamo a far polemica perché dopo tutto sto tempo ancora non hai imparato a metter le vocali giuste alla fine delle parole.
Rigor mortis
Credo - spero - sia una situazione comune, ma quant’è angosciante quando la tua mente è sveglia ma il tuo corpo è addormentato?
Da fuori sembra che tu stia dormendo, ma la tua mente è sveglia, senti i rumori, senti le persone che parlano, vorresti aprire gli occhi ma non ce la fai, vorresti muoverti per alzarti dal letto ma i muscoli sono immobili, riesci solo a sentire i tuoi stessi lamenti come se fossero di qualcun altro.
Questo pomeriggio sono crollata in un sonno profondo ma continuavo a sentire Amici in sottofondo. Mi sono svegliata di colpo solo quando ho sognato che la Barale mi metteva nel letto una pantera*.
…
Ma io c’ho dei seri problemi eh.
*tra l’altro Amici era già finito, se qualcuno gentilmente volesse aggiornarmi, grazie.
Oddio, già siamo ai regali?
Checchenedica Mike Bongiorno nelle sue telepromozioni, regalare un materasso a Natale non è il regalo perfetto.
Io, per questo Natale, mi accontenterei di trovare finalmente questo.
E chi vuole capire, da buon intenditore, capisca.
Almeno annuisci
Ma dopo le persone che ti squadrano da capo a piedi, quanto sono irritanti quelle persone che quando parli non ti guardano nemmeno in faccia ma si guardano intorno o, peggio ancora, si fissano su un particolare del tuo cappotto, o della tua borsa, o del tuo anello, o sulle tue gambe e di come sei cogliona ad uscire dalla palestra con i pantaloncini quando fuori fanno 3°?
Ma saranno un barattolo di cazzi miei?
ps. rimane comunque un buon metodo per anestetizzare in modo naturale parti del corpo.
Forza di volontà zero
La colazione per me è un problema serio.
Prendiamo come base il fatto che qualsiasi cosa di dolce al mattino mi fa venire la nausea, quindi se un giorno vi venisse in mente di andare a fare colazione con me al bar preparatevi a “sì, vorrei una sprumuta d’arancia, un caffè e magari un panino con tonno, maionese e pomodori, grazie”.
Da questo dato di fatto, assumiamo che nessun essere umano che tiene alla sua linea (e alla sua salute, più che altro) può campare tutta la vita mangiando enormi panini appena sveglia, quindi che si fa, ci si attacca e si fa finta di non avere conati di vomito all’idea di mangiare marmellata o biscotti.
E a questo punto un altro problema sorge: io per colazione devo prendere qualcosa che non mi piace particolarmente, altrimenti finisco tutto in un pomeriggio. Ovvero: io per colazione devo farmi del male.
Niente biscotti, niente merendine, niente barrette, la cosa migliore è comprarsi la marmellata e quelle fette biscottate integrali che se mangiate senza niente sono gustose come del cartone ammuffito. E l’ho fatto, sono di là, in cucina. Sono lì da almeno dieci giorni, mi aspettano e non sono state nemmeno aperte per sbaglio.
Quello che in realtà è successo è questo: quando hai un comodissimo contenitore per alimenti Ikea, cosa puoi fare se non riempirlo di Gocciole la mattina e averle già finite la sera prima di andare a dormire sputtanandoti in neanche un giorno una settimana di colazioni?
Ma già dal nome
Ci sono alcune regole condominiali che mi sfuggono: io, in quanto vicina di una stronza bassa e obesa che ascolta a tutto volume Mango alle nove di un sabato mattina, posso bussarle alla porta con un kalashnikov e freddarla con un colpo in mezzo agli occhi? Non solo per il fatto che dal volume alto mi tremano i vetri, ma anche perché se ascolti Mango uno sparo in faccia è la tua degna fine.
Tradizioni
Sono l’unica rimasta al mondo che quando finisce un caffè raccatta con il cucchiaino lo zucchero rimasto in fondo? Mi guardo intorno e vedo gente che una volta finito lascia la tazzina lì, sprecando tutto quel bendiddio. Non vorrei fosse un’usanza in fin di vita.
In fondo si tratta solo di un po’ di zucchero, mica parlo di fare le palline con la mollica del pane.
Tolleranza zero
Ancora più squallido e indescrivibilmente ridicolo dell’applauso nel momento in cui l’aereo atterra (che sotto certi punti di vista ha senso, può significare “evviva, siamo vivi”) è l’applauso alla fine dell’ora di palestra.
Non me lo sto inventando, ieri sera, finita l’ora di torture, quelle desperate housewives col cervello sciabordato hanno applaudito.
Quando assisto a certi eventi divento sempre più misantropa, senza neanche il più microscopico dei ripensamenti.
Coincidenze?
Per rimanere in tema USA, partendo da questa immagine, mi chiedo: quand’è che i Maya dicevano che sarebbe finito il mondo? Ah ecco.
E un giorno dirò “io c’ero”
Quando stai sveglia fino alle sei di mattina, prima sperando, poi assaporando il momento, hai qualcosa che non va.
O al massimo dovresti cambiare paese.
E poi tossisci, facendo finta di niente
Prendendo come dato di fatto che se mi addormento sul treno automaticamente russo, automaticamente assumo posizioni non umane e automaticamente comincio a sbattere la testa a destra e a manca, la quantità di sonno e di stanchezza sarà inversamente proporzionale alla quantità di persone intorno a te, aumentando così la possibilità di fare tante ma tante ma tante figure di merda ogni volta che ti arriva lo scossone del treno e ti accorgi che ti manca tanto così dal cominciare a sbavare.











