Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Ho le mani troppo piccole?

Ottobre 30, 2008 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(9)

Una cosa che non so fare, che io mi ci impegno, giuro, ma non mi viene, non mi riesce e non mi riuscira mai, è tenere in un modo decente le carte in mano durante una partita a, che ne so, scala 40 o Machiavelli.
Il mio essere fisicamente impedita in questa cosa è imbarazzante, vedermi smanettare con dieci carte o più e non venirne a capo è una cosa umiliante: le carte mi scivolano, la mano non tiene bene la raggiera, quando cerco di aggrupparle viene fuori una doppia fila, e sono costretta a fare mucchietti e metterli da parte per non farmi venire crampi alle mani.
E vedo mia madre che tiene in mano alla perfezione anche venti carte.
A dire la verità non sono brava nemmeno a vincere.

Come se servisse a qualcosa

Ottobre 28, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv, Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(34)

Io non ho mai sopportato le manifestazioni studentesche.
Non metto in dubbio che ognuno abbia il diritto di protestare, per carità, ma quando si parla di studenti sono quasi sicura che più della metà dei partecipanti stia là perché così non va a scuola. E’ sempre stato così e sempre sarà. Punto.
Dite voi, ma che sarà mai, l’avrei fatto pure te.
E qui vi voglio, perché io non l’ho mai fatto.
Avevo le idee ben chiare già ai tempi del liceo, non ho mai fatto uno sciopero (che uno studente “in sciopero” è la cosa più ridicola che abbia mai sentito), non sono mai andata ad una manifestazione ed ero quella che si presentava la mattina a scuola per far presenza anche quando tutti decidevano di non venire, per questo o quest’altro motivo che in nessun futuro prossimo, remoto o parallelo che fosse ci avrebbe danneggiato.
Nella mia scuola non si è mai occupato, al massimo ci concedevano quella settimana di autogestione per farci felici, qualcosa di già previsto e considerato, come una gita a primavera, qualche giorno di pausa che anche i professori aspettavano con ansia.
Io ho sempre partecipato, che va bene tutto ma se c’è da bighellonare sono la prima, ma il quarto anno ho votato no e fatto lezione mentre tutto il resto della scuola se la spassava e l’ultimo anno fui una delle sostenitrici del no più assoluto, visto che noi eravamo le quinte e a noi spettava la decisione.
E, sempre l’ultimo anno, mi infuriai con una ragazzina, tutta vestita di giallo e nero, che sotto le nostre finestre aveva appeso uno striscione con scritto “No scuola S.p.a”, urlando con tanto di megafono, perché alla mia domanda oh, apemaia, hai una vaga idea del perché stai protestando? diventò tutta rossa e cominciò a borbottare qualcosa su Che Guevara e su come io fossi, ovviamente, una fascista.
Forse (forse) la maggior parte dei ragazzi che protestano sa di cosa parla la riforma e quali siano gli effettivi cambiamenti, ma ho il sospetto che siano informati giusto perché se arrivano le telecamere di Studio Aperto a chiedere poi ci fanno la figura degli ignoranti.

Love, exiciting and new

Ottobre 25, 2008 - In: Ma vaffanculo, Vita vissuta - Commenti(9)

Sono le ottoezerootto, sono sveglia da un’ora e dal momento in cui ho messo piede per terra sto cantando la sigla di Love Boat. Ma non “mare profumo di mare” eh - forse domani, se ho tempo -, la versione in inglese.
Si può iniziare la giornata in un modo più irritante?

Per vedere cosa, poi

Il brutto delle due ore di palestra a settimana non è che una volta finito sei talmente sudata che sembra tu sia appena uscita dalla doccia. Non è nemmeno il fatto che quell’istruttrice boia urla “Ancora! ANCORA! Su le spalle! Su i gomiti! Alza le ginocchia, dritte con la schiena!” o il fatto che torno a casa e al solo pensiero di mangiare mi viene la nausea ma il mattino dopo mangerei un bue (per la cronaca, ieri sera niente, stamattina alla sette - SETTE - due panini col prosciutto cotto).
Non è neanche il fatto che donne di 50 anni fanno 50 addominali di fila in modo molto più disinvolto del mio.
Guarda, nemmeno il fatto che quando torno devo stare con i piedi ammollo per mezz’ora.
Il brutto è quel capannello di uomini che si forma intorno ai pesi o ai macchinari da veri duri, imbambolati a guardare come se fosse qualcosa di ipnotico.
Non capisco cosa ci sia di interessante in un branco di donne che si muovono in sincrono su uno step con una sola voglia: morire fulminate prima che sia troppo tardi.

Quando è troppo è troppo

Ottobre 21, 2008 - In: Ma che davero?, Sento cose - Commenti(28)

Io, sinceramente, con 95 milioni di euro non saprei cosa farci.
Sono troppi perché una mente umana, e sana, possa costruirci sopra dei progetti.
Il lato positivo è che la frase “dare qualcosa in beneficienza” può essere plausibile anche per il più egoista degli esseri umani: su 95 milioni, ma che te frega se ne dai cinque a, che ne so, l’associazione contro le infradito in città?
Son soldi spesi bene in fondo.
Ma rimane il problema principale: che ci fai con 95 milioni di euro?
A me viene in mente solo dare ai miei un risarcimento simbolico, fare un giro dei canili d’Italia (col mio aereo privato, tzé) e a quelli messi peggio dare un milione sull’unghia, una casetta a New York e una in Provenza, una (una, non di più)(forse due)(ma anche tre)(vabbè dai, quattro)(basta) bella borsa come dico io e poi, che mi rimane?
Probabilmente continuerei a far spesa all’Esselunga prendendo le cose con lo sconto della Fidaty Card.

Come si fa ad odiarla?

Ottobre 20, 2008 - In: Tv, Vedo cose - Commenti(10)

La Carfagna mi fa tanta tenerezza.
L’ho vista in tv un paio di volte, austera, con gli occhi sbarrati, le parole ben scandite, la dizione quasi perfetta, l’abbigliamento sobrio ed elegante, le mani congiunte quando parla, il sorriso a cinquemila denti e ho anche il dubbio che sia lei a truccarsi, perché l’ho sempre vista con questi due pomelli rossi sugli zigomi che la fanno sembrare un teschio parlante, ma lei si impegna, si impegna con tutte le forze per essere credibile.
Mi fa tenerezza perché quando vedo le sue interviste, quando la sento rispondere alle domande, mi sembra di tornare a scuola durante le interrogazioni, quando cerchi di usare tutti i paroloni possibili per sembrare intelligente, per far vedere che sai quello che dici, quando sembra che ti sei studiata a memoria il libro perché ci manca poco che dici anche le virgole e i due punti, quando non sai bene la risposta e allora tergiversi, o ti fai prendere dal panico e cominci ad emettere suoni di titubanza, quando la professoressa ti fa una domanda e mentre la sta formulando tu ti accorgi di saperla e, minchia che culo, cominci ad annuire come per dire sìsì, non continuare, la so, LA SO.
Ecco, questa è la Carfagna.
Una scolaretta che si impegna.
Che tenerezza.

Dorme coi ricci

Ottobre 18, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv - Commenti(11)

Io davvero non sopporto Lory Del Santo.
E non è tanto il non capire se c’è o ci fa, se ha davvero - dalla mattina alla sera - quest’aria da svampita, questa voce lamentosa, questi occhi addormentati, quei capelli che io sinceramente non capisco come sono fatti, dei pezzi di stoppa legati in un modo che di umano non ha niente.
Quello che mi dà davvero fastidio è il fatto che sembra che abbia il torcicollo 24h su 24, quel profilo a tre quarti che si ostina a tenere qualsiasi inquadratura le facciano, mi viene voglia di darle un ceffone per vedere se alla base del collo ha dei muscoli che si muovono.
Ma poi senti una frase del genere “La piaga degli uomini di quest’epoca è la depilazione…anche se dormire con uomo fa malissimo, ti pungi” e ti rendi conto che il torcicollo perenne è l’ultimo dei suoi problemi.

Cosa ho fatto di male?

Ottobre 15, 2008 - In: Vita vissuta - Commenti(18)

Fatemi capire: è così assurdo stirare le mutande e i calzini?
Perché ogni volta che lo faccio la coinquilina mi guarda come se fossi una povera psicopatica e se viene fuori nel discorso con qualcuno - compresa mia madre, che quando torno a casa non lo fa e mi ritrovo nei cassetti le mutande stropicciate, un nervoso - non ci faccio comunque una bella figura, manco avessi detto che i calzini me li mangio a colazione.
Ma voi non capite la differenza tra mettersi un calzino così com’è uscito dalla lavatrice, stropicciato, striminzito e ruvido, e un calzino stirato, morbido e profumato (possibilmente non verde)?
Tzé.

Perché io sì e loro no?

Ottobre 14, 2008 - In: Sento cose, Vita vissuta - Commenti(18)

Una domanda, veloce veloce: ma si porta ancora il grembiule alle elementari?
Perché sta storia mi era sfuggita, io credevo che fosse ancora un uso comune, come quando andavo io alle elementari. Non è giusto.
Non ci sto, protesto, voglio che tutti i bambini soffrano per questa cosa, tutti devono portare il grembiule e lamentarsi con le madri perché devono portarlo, sbattere i piedi, fare i capricci, far finta di piangere e minacciare con “mi rotolo nel fango!”, è una cosa che ti rende più forte.
Non pretendo molto, non dico mica che tutti devono avere una madre come la mia, che mi usava come cavia per divertirsi con i fiocchi più assurdi e pomposi da mettermi al collo che mi soffocavano per tutto il giorno.

Non vedo il nesso

Ottobre 13, 2008 - In: Vita vissuta - Commenti(24)

Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché certi prodotti vengono messi alle casse dei supermercati.
Sì, lo so, è come all’Ikea, ti mettono tutti gli ammennicoli inutili alla fine facendoti credere che ti saranno necessari anche quando finiranno in un cassetto a marcire, ma non capisco perché, per esempio all’Esselunga, mettere i rasoi o i preservativi.
Hanno un senso le caramelle, se non le metti lì non le piazzi da nessuna parte, ma dove esiste che qualcuno si ricordi alla fine, in fila alla cassa con le vecchine che controllano prodotto per prodotto la tua spesa, che, oh cazzo, è vero, mi servono dei preservativi.
Oppure i rasoi, mannaggia, mi serve proprio un rasoio e me ne sono dimenticata, guarda che geniale idea metterli alla cassa.
Io alle casse, quando è troppo tardi, mi dimentico sempre la cosa che mancava per cui sono andata a far spesa.

Recidiva

Ottobre 12, 2008 - In: Amarcord, Sono idiota, Tv, Vita vissuta - Commenti(15)

Non c’è niente da fare.
Ci sono quelle scene di film o telefilm che su di te avranno per sempre lo stesso effetto, metti che sia la decima volta che le rivedi, sai già come va a finire e sai già cosa diranno o faranno ma continuerai a stupirti, impaurirti, commuoverti o ridere.
Un po’ come quando ti capita di rivedere la scena dell’iceberg di Titanic (solo la scena, non ho più il fegato per guardare tutto il film), sai come va a finire ma è sempre un piccolo shock quando succede, speri sempre che la nave riesca a dribblare il ghiaccio. Insomma, cosa ci voleva?! E tu, Rose, su quel pezzo di legno potevate starci benissimo in due, senza che Jack crepasse congelato.
Comunque, non so quale sia la vostra, ma io non ho speranze: continuerò sempre a commuovermi guardando Chandler chiedere a Monica di sposarlo.
E sì, diciamocela tutta: continuerò anche a ridere guardando certe scene di Aldo Giovanni e Giacomo.

Natale tutto l’anno

Ottobre 11, 2008 - In: Ma vaffanculo, Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(12)

All’Esselunga c’è già roba natalizia.
Ci sono i cuscini, le candele, i porta candele, gli adesivi.
Natale.
Oggi che giorno è? 11 Ottobre.
Manca? 75 giorni.
E il mondo si preoccupa delle banche e della crisi quando in giro ci son cose molto molto peggiori.

Babba bia…

Ottobre 9, 2008 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(16)

Mi sono sempre chiesta: che ci faccio con un pigiama con le tasche? Il mio bellissimo pigiama di pail con gli orsacchiotti, come si confà a qualsiasi luogo comune sulla donna, ha due grandissime tasche. Cosa devo metterci nelle tasche di un pigiama? Problema risolto: fazzoletti. “Fazzoletti” dovrebbe farvi capire che ultimamente mi sveglio la notte in preda ad apnee tastando al buio la mensola sopra il letto in cerca del Rinazina Spray Nasale. Stanotte mi è caduto in testa. Divertente constatare come il vetro massiccio a contatto con la mia fronte faccia bonk.

Varie ed eventuali




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