Che male c’è?
Ebbene sì, ieri ho guardato qualche minuto del ballo delle cose, lì. Quelle.
L’altra volta ho beccato quella che beveva il caffè, stavolta quella che magna gli spaghetti; questa “pop” si è messa a tavola e subito qualcosa che non andava bene: il tovagliolo va sulle gambe.
Viene giu lo studio, come se fosse stato detto “quando uccidi stai attenta agli schizzi di sangue”.
La ragazzina, fomentata dal supporto del pubblico, replica con “ssssssenta, io sono felice di stare al mondo perché non tutti sono uguali a me“, battendo la manina sul petto per sottolineare “me, proprio me”.
Grazie al cazzo, cos’è, la nuova scusa universale? Abbiamo soppiantato “questa è la mia opinione, tu hai la tua” con questa perla di saggezza?
Comunque, il problema non è questo, semmai notare come mettersi il tovagliolo sulle gambe sia una cosa da chic, da snob, una cosa che “eeeeeh capirai”.
Sentite, io il tovagliolo l’ho sempre messo sulle gambe.
Anche quello di carta?
Anche quello di carta.
Che male c’è?
ruccia
22 Settembre 2008 @ 10:50Io lo faccio solo ai matrimoni, e durante cene natalizie et similia.
Come fai a mettere quello di carta sulle ginocchia?
coq
22 Settembre 2008 @ 11:35Penso si tenga il fazzoletto per i due angoli di uno stesso lato e con movimento aggraziato o sbrigativo, a seconda dell’evento, si stenda sulla parte superiore delle gambe. Non e’ difficile… lo faccio anche io!
coq
Joy
22 Settembre 2008 @ 11:37Il tovagliolo in tessuto l’ho sempre messo sulle gambe ma solo al ristorante. A casa invece uso quello di carta e lo tengo sul tavolo perché, essendo appunto a casa mia, mi permetto di stare attaccata al tavolo e con i gomiti appoggiati, quindi il rischio di sozzarmi è pari a zero. Ovvove
Cat
22 Settembre 2008 @ 12:41Ma cosa c’è di strano?
è una delle prime cose che ho imparato all’asilo.
giuy
22 Settembre 2008 @ 20:01Io ho scoperto di essere molto chic. Io comprato delle croc rosa di betty boop in offerta alla coop e sto mangiando un panino sul divano con un solo piatto di carta sotto per non sporcare.
Ah non posso mettere il fazzoletto di carta sulle ginocchia, perchè se no quel pirla del mio gatto ci gioca!
LeggeParziale
22 Settembre 2008 @ 20:34Ah! Ma voi non vi pulite con la manica?
Cioè, mi si è aperto tutto un mondo.
Comunque, io questo programma non l’ho mai visto neppure di sfuggita. E non in quanto, io, snob o chic. E’ che ieri ho toccato di nuovo il fondo in poco tempo andando a dormire alle 21.
Sidhe
23 Settembre 2008 @ 10:34Ebbene si, lo ammetto, anche io metto il tovagliolo sulle gambe, anche quello di carta… Che facciamo, organizziamo una fustigazione in piazza?
Italian Psycho
23 Settembre 2008 @ 12:38Ma tu forse non hai sentito la diatriba sul panino: “il panino si mangia con le mani ma senza morderlo”…..ma cos’è, un rompicapo???
Cat
23 Settembre 2008 @ 15:22@Italian Psycho. Vecchia anche quella.

Se a tavola mangi il pane (e non il panino imbottito), lo devi spezzare con le mani e mangiarlo un pezzetto per volta.
Tutte cose imparate alla mensa dell’asilo, anni ‘83-’86.
Sono così antica?
MyP
23 Settembre 2008 @ 16:02Io invece mi pulisco con il polsino delle magliette … fa più chic!!!

Joy
23 Settembre 2008 @ 17:09@Cat, anch’io mangio il pane a pezzetti. Anzi, dirò di più, spezzetto pure i croissant (o simili) per evitare di impiastricciarmi la faccia. Tutto ciò però solo ed esclusivamente se sono in giro con altre persone. A casa mia faccio la porcella, che anche se mi ungo tutta mangiando il pollo con le mani mi vede solo l’omo mio (che in quel momento sarà unto pure lui, quindi via).
Italian Psycho
23 Settembre 2008 @ 19:30Ah ma io pensavo il panino imbottito…ad un certo punto non hanno parlato di hamburgher?
Cat
23 Settembre 2008 @ 23:49ah, boh, non l’ho visto il programma, pensavo alla pagnotta.

pure il panino imbottito con le mani ma senza mordere? ma così non ci si sporca di più?
MonicaGellerB
24 Settembre 2008 @ 18:52Anch’io il pane lo spezzetto prima, ma non faccio distinzioni casa-fuori.
Son cresciuta con un padre che appena mi mettevo a tavola mi posava il tovagliolo sulle gambe, che non voleva si andasse troppo sciatti a tavola (per dire, mio fratello da piccolo spesso si è dovuto alzare da tavola per andare in bagno a pettinarsi perché a mio padre non andava bene)(che detto così sembra un dittatore, in realtà ha solo le sue fisime), che al ristorante ci ha sempre detto “su con la schiena”*, oggi certe cose mi vengono naturali, senza nemmeno pensarci, fuori o dentro casa.
Un trauma in parole povere.
*adesso le parti sono invertite, sono io che gli dico “su con la schiena” e lui obbedisce pure. La vecchiaia…