Confessioni di Una Mente Dubbiosa

L’ABC dell’educazione

Luglio 4, 2008 - Tag: Ma vaffanculo, Mi sono sfogata, Vita vissuta

Sì, bionda polacca che mi hai accolto al pronto soccorso giorni fa.
Posso ammirarti per aver scelto di fare il dottore, e anche per essere venuta dalla Polacchia fino a qua per onorarci dei tuoi servigi, ma il fatto che tu lavori da sette ore e che ci sia gente che viene da te perché le prude un dito non ti dà il diritto di sputarmi in faccia e di mandarmi via con un calcio nel culo una volta finito.
Non pretendo una conversazione amabile, che dopo sei ore che ti aspetto non me ne può fregare di meno ed è già tanto se sono ancora in piedi, ma almeno non trattarmi come una deficiente se mi fai una domanda e poi non mi fai rispondere perché l’inizio della risposta non ti piace, che altrimenti in Polacchia a calci nel culo ti ci spedisco io, va bene?
Ma consolati, non è un problema solo tuo.
Anche quella grassona all’accettazione che colava sudore da ogni angolo del corpo, mi spiace, sarà stata una giornata pesante seduta al computer sotto l’aria condizionata quando fuori fanno 50° all’ombra, ma io mi sono fatta mezza Milano sotto il sole per togliermi dei punti e non mi sento bene, potrebbe non trattarmi come un’imbecille mentre le chiedo a quale delle settecento infermiere che mi sta indicando devo rivolgermi?
Può farlo, o il troppo grasso le ha intasato il cervello ed è fisicamente impossibilitata ad una risposta, non dico gentile, ma almeno educata?
E non venitemi a dire che dopo ore e ore di lavoro e “chissà quante ne hanno viste” si perde la pazienza, lo capisco, ma nessuno pretende che si venga accolti tra applausi e feste, ma che almeno non si perda di vista l’educazione, quel minimo che basta per non farti girare i coglioni appena iniziato.
E se vogliamo dirla tutta, non c’entra il lavoro, è un problema di carattere, perché loro come l’infermiera che per otto ore ha sopportato vecchi, donne, bambini, malati immaginari e malati seri, ma che fino all’ultimo ha avuto il sorriso sulle labbra e la pazienza di una santa.
Non è necessario diventare come quella cassiera che commentava gioiosa e sorridente i miei acquisti o quella che voleva a tutti i costi fermarsi a parlare delle zanzare e di come l’hanno uccisa la notte prima, ma in quel caso, mi vedete per caso dirle “sìsì, può fare in fretta che non la pagano per socializzare”?
No, sarebbe anche la verità, ma no, si chiama educazione, si sopporta, si sorride e si dimentica.
Carissimi stronzi.

7 Commenti »

  1. Pea

    5 Luglio 2008 @ 14:44

    sono completamente d’accordo….siamo tutti stanchi ma evitiamo di sfancularci ogni 3×2…

  2. Joy

    5 Luglio 2008 @ 19:04

    Quoto tutto, le poche volte che sono stata in ospedale ho SEMPRE ricevuto lo stesso maleducato trattamento, da chiunque. Non è bello farci sentire un peso, soprattutto in un posto infelice come l’ospedale, ma probabilmente a loro frega poco. Anch’io a fine giornata sono stanca (ovvio che non si tratta della “stessa stanchezza”), ma cerco con tutta me stessa di accogliere i clienti con un sorriso.

    Ma per curiosità, cosa ti sei fatta? Tutto ok?

  3. yaris

    6 Luglio 2008 @ 09:26

    come ti capisco, tante volte mi sono dovuto mordere la lingua!!

  4. MonicaGellerB

    6 Luglio 2008 @ 10:46

    Niente di grave Joy, è che non avendo un medico a Milano ci sono stati un paio di casini su una sciocchezza (dei punti, appunto)(punto), ma tutto ok…

  5. Italian Psycho

    6 Luglio 2008 @ 13:08

    Fai bene tu, che come me, lasci le armi a casa…. yes

  6. Spinoza

    11 Luglio 2008 @ 15:03

    Avete ragione, al pronto soccorso è praticamente impossibile essere trattati come esseri umani.

    Due sole volte, per fortuna, ci sono andato: la prima (un taglio ad un dito col taglierino, conficcatosi contro l’osso) ma hanno trattato come se mi fossi ferito togliendomi una pellicina dall’unghia; la seconda volta, con un taglio in testa da qua a là, che grondava sangue come neanche al mattatoio, neanche mi hanno fatto entrare.

    E poi secondo Micheal Moore la nostra sanità è la seconda migliore al mondo! Forse: i nostri sanitari, purtroppo, non lo sono.

  7. Alianorah

    11 Luglio 2008 @ 15:30

    Quando hai ragione, hai ragione!

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