Dipendenze pericolose

Quanto vorrei che la tavoletta di cioccolata bianca Galak non costasse solo 78 centesimi.
Così, giusto per evitare di pensare, ogni volta, “masssì, cosa sono 78 centesimi” per poi tornare a casa e finirla in meno di mezz’ora.
Un altro quadratino…vabbè un altro quadratino…un altro piccolo e poi basta, ti metto nel cassetto, stronza. Guarda, solo i briciolini che rimangono sulla carta. Poi basta. No dai, un altro

Sniff.

6 Responses to “Dipendenze pericolose”

  1. giuy scrive:

    a me succede con gli oveti kinder in pacchetto da tre!

  2. MonicaGellerB scrive:

    In realtà a me succede anche con il Kinder Cioccolato (Licia Colò e koala permettendo), ma è quel “78 centesimi” che mi frega…

  3. LeggeParziale scrive:

    Mah! Io ‘ste cose non le capisco. Davvero. Dipendenze assurde.
    Senti, ti mando quella foto di me che ti avevo promesso.

    http://www.grandriverphoto.com/tmp/images/children_EDBW3445_Mya_Chocolate.jpg

  4. …se costa troppo è perché costa troppo, se costa troppo poco è perché costa troppo poco… uff!
    Va mai bene niente!

    =D

  5. Ares79 scrive:

    Piuttosto che essere fan di Gigi D’Alessio…

    Ma questa notizia non la commenti? Tu che sei un’esperta in materia televisiva?
    http://www.corriere.it/spettacoli/08_giugno_24/claudio_capone_morto_594978a6-41eb-11dd-b0b2-00144f02aabc.shtml

  6. MonicaGellerB scrive:

    6.37 (va bene anche così?), di solito è così ma con me non funziona. Se una cosa costa tanto ma diventa un chiodo fisso, a costo di aspettare mesi e mesi e di cercarla in capo al mondo, un giorno sarà mia (velato riferimento ad un costoso prodotto cosmetico sul quale sbavo da mesi – letteralmente, vado in profumeria e ci sbavo sopra – e che sento che tra poco sarà mio, mie care comare).
    Poi, chiaro, se costa meno tanto meglio, ma non sono tirchia, anzi.
    Viene da sé che 78 centesimi…insomma, 78 centesimi, che vuoi che siano?

    Ares, avrei voluto, ma mi venivano solo battute sul fatto che fosse stato anche il doppiatore del Reverendo Camden, e non mi pareva il caso (“esperta in materia televisiva” è parecchio ironico, no?).

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