Nessuno si è mai soffermato a pensare su quanto educazione fisica e religione siano materie completamente inutili e bistrattate?
Voglio dire, se sei un professore di queste due materie (l’apoteosi della sfiga è essere professore di entrambe, ma non vedo il nesso)(a meno che Gesù non fosse un asso nel salto con l’asta) sei costretto per definizione a non avere l’attenzione di nessun alunno sulla faccia della terra.
Forse parlo per esperienza personale ed esagero, ma nel mio caso il professore di religione, ad esempio, era un povero omino con gli occhiali e la valigetta, timido ed educato, che non si è mai lamentato del fatto che l’ultimo anno di liceo si fosse ridotto a far lezione a tre persone, che in più non lo ascoltavano.
L’aggravante, infatti, è che l’ora di religione può essere saltata, puoi farti esonerare ed avere addirittura la ricreazione allungata o l’ora d’aria una volta raggiunta la maggiore età.
Appena mi diedero la lieta notizia decisi subito di non farla; mia madre mi chiese, interessata, se ci fossero sotto chissà quale motivi etico-religiosi, ma la mia risposta fu “cazzo me ne frega di religione?”.
Amen.
E così all’inizio fummo in tre, ma radunammo presto discepoli, soprattutto l’anno in cui religione veniva prima delle ultime due ore di matematica, che significano solo due cose: o ti interroga o c’è un compito, e in entrambi i casi un’ora di tempo in più per abituarsi all’idea di andare incontro alla morte serve sempre.
Nonostante questo, nonostante fossimo gli eretici che hanno deciso di andare all’inferno, lui non ci ha mai snobbato, non ci ha mai tolto il sorriso e il saluto, ma a quell’età non apprezzi certe finezze e continui a pensare che sia soltanto un povero sfigato.
Ma forse un po’ ci sentivamo in colpa, visto che già cinque minuti prima che suonasse la campanella eravamo pronti a scattare e dileguarci in biblioteca per evitare di incontrare il suo sguardo e di dovere ammettere: sì, siamo delle bestie di Satana.
Il professore di educazione fisica, invece, apparteneva ad una categoria opposta, ma era comunque ignorato, lui e i suoi ordini, che col passare degli anni si sono sempre di più assottigliati fino a diventare solamente “fai pure, se ti rompi la gamba sono cazzi tuoi”.
Il mio, più che un professore, era un pastore: sapeva che quelle due ore alla fine del giovedì non servivano a niente, sapeva che era inutile farci fare la corsetta nel cortile o gli esercizi col bastone, sapeva che era tempo perso fare surreali lezioni sul giuoco della pallamano, per questo, quando arrivava il suo turno, ci apriva i cancelli ci mandava al pascolo come dei caproni, liberi di farsi del male, liberi di nascondersi in bagno a piangere, liberi di uscire e andare a farsi il panino con la mortadella, liberi di ascoltare musica o dormire sui banchi. Se invece ti beccava a studiare ti chiedeva perché.
E un branco di venti cerebrolesi è cresciuto con il mito del professore di educazione fisica un po’ tonto ma in fondo l’unica persona che ti capisce veramente, quello che non ci rompeva mai le palle e dava a tutti un 7, perché era buono dentro.
Non ti aspetti una pugnalata alle spalle da uno così, una persona che non ha mai preteso niente e che ti ha addirittura portato in braccio fino alla scuola quella volta che sei caduto da un marciapiedi alto due cm e ti sei quasi maciullato una caviglia (non io eh…non io).
Questo almeno fino alla maturità, quando tutti credevamo che una delle materie della terza prova fosse, per forza di cose, biologia, perché educazione fisica non conta niente, e poi non c’ha mai fatto una lezione che sia una, cosa vuoi che ci chieda, la strada dalla scuola allo stadio?
Brave teste di cactus, dal primo al ventesimo, che si sono ritrovati davanti la domanda “quanto è alta la rete della pallavolo, cosa cambia da quella maschile a quella femminile, quali sono le regole e le misure del campo, e già che ci sei, dimmi che mutande porto oggi”.
E lui, appoggiato al muro, che sghignazza guardando un branco di adolescenti avere crisi di panico, sudorazioni eccessive, mani nei capelli, sguardi vacui nel nulla, o, nel peggiore dei casi, verso Gesù crocefisso sopra la cattedra, che sghignazza pure lui e nel pieno delle allucinazioni da stress senti che dice “non hai voluto fare religione? Mo’ so cazzi tuoi“.
Io ancora mi sto chiedendo per quale motivo ci hanno fatto fare per cinque anni educazione fisica separati.
Maschi e femmine intendo.
Ma che senso ha nel duemila?
Non ho mai capito neanch’io perché separassero…con noi non funzionava così, proprio perché ognuno si faceva i cazzi suoi.
Io ancora rimpiango il fatto di non essermi fatta esonerare da religione, quanto ci rompevamo le scatole in quell’ora!!!!! Una noia mortale.
Ed. Fisica: era un generale, ed è stato anche capace di mettere vari 5 e dare debiti se non ci si impegnava.
Che bello aver fatto l’autodidatta.
(Avreste apprezzato sia lo studio delle cose divine che fare una corsettina ogni tanto)
Religione non l’ho mai saltata perché era sempre in mezzo alla mattinata, stavo in classe e studiavo (ovvero copiavo le versioni di latino..)
a educazione fisica ero una schiappa negli sport di squadra, ma essendo una ginnasta sul resto me la cavavo alla grande, tranne quando mi addormentavo perché la prof cercava di convincerci a convertirci al cibo macrobiotico….cmq essere la segnapunti alle partite di pallavolo da le sue soddisfazioni eh?
Anche a me è capitata educazione fisica all’esame di maturità!! Nonstante siano passati diversi anni ricordo ancora la domanda:”Dimmi la differenza tra fibre muscolari bianche e rosse” … fiocinata tremenda!!!
La mia insegnante di religione mi inflisse ( o mi “infliggeste”?) uno dei traumi peggiori a livello scolastico. Avendo io il vizio di ripetere “giuro” (invece, dopo la sua lezione, attualmente no, no, no, proprio…giuro) mi sgridò davanti a tutta la classe con l’acidità di uno yogurt scaduto e da parecchio, pure: “Non si giura!”.
A me, capito? Una povera adolescente problematica (risate in sala, grazie) . Mica io la maledissi, eh! Non so com’ è che si ritrovò separata dal marito di lì a poco.
Quello di educazione fisica era un selezionatore della razza, direttamente. I suoi metodi consistevano nel far stampare alunni contro cavalline, muri, piste d’atletica.
Ed era fissato con un certo “test di Cooper”.
http://www.benessere.com/fitness_e_sport/corsa/test_cooper.htm
Io mi sono fermata a Gary.
Il nostro professore di educazione fisica è un pazzo maniaco: per prendere i voti (7, 8, 9, 10) ci ha imposto delle prove da superare che sono da denuncia alla Corte delle Nazioni Unite.
quella stronza della mia insegnante di educazione fisica ci fa BALLARE…
Roba folkloristica, balli tradizionali, danze jazzzzz direttamente dal cuore dell’africa (una volta è arrivata a dirci che gli africani hanno il senso del ritmo perchè le mamme li tengono stretti, vicino a cuore e loro sentono il BUM BUM)… Capisco noi ragazze, ma quei quattro scemi di ragazzi che abbiamo in classe si vergognano come ladri…
Il prof di religione invece è un IDOLO.
cioè io non faccio religione ma lui è il mio oracolo di delfi
Religione: al liceo ho avuto un prete, poi 3 anni con un filosofo pazzo e nazista, l’ultimo con un ex seminarista che avrebbe dovuto fare il comico.
Ed.fisica: boh,erano tutti abbastanza furbi da capire che noi maschietti dovevamo essere liberi di giocare a calcio e/o basket per lasciarci sfogare. Poi io mi sono massacrato una caviglia e l’ultimo anno non l’ho fatta, ma questa e’ un’altra storia…
Eh… questo è il bello di essere vecchi: la maturità in sessantesimi con le materie che uscivano ad aprile e quelle restavano… e da aprile non studiare più storia perchè era uscita filosofia…
PS: la nostra prof. di religione ci faceva fare dei temi ad hoc per fasi beatamente i ca@@i nostri
allora, religione mai fatta seriamente, all’ultimo anno c’era un folle che ci raccontava dei suoi viaggi, ci leggeva le sue poesie e ci parlava di messe nere e riti orgiastici..educazione fisica ai primi anni ci costringeva a fare esercizi da circo, quadro svedese e spalliera..poi dal 4 anno anarchia totale, stavamo in giro per la palestra a cazzeggiare, fare gossip e foto, o anche a piangere se capitava, ripassavano(solitamente letteratura italiana prima dei compiti)o prendevamo in giro le ginnasiali alle prese con l’aerobica
io uscivo due ore prima il venerdì proprio perchè non facevo religione…era veramente un goduta!
Io conosco uno che insegna educazione fisica e ha messo nove a due sue allieve per aver svolto bene l’esercizio “lavaggio dello scooter del prof di educazione fisica”.
Soffrivo di un forte stato depressivo e, anoressico qual ero, mi ero ridotto uno spaghetto. Ma, da quando leggo i tuoi posts, mangio come un lupo e sono aumentato di 28,16 chili! Grazie, mentedubbiosa: mi hai riconciliato con la vita!