Non è colpa mia

Non è colpa mia

Io non sono una patita di giochi da computer. E le mie ultime esperienze in fatto di videogame risalgono al Super Nintendo, a Super Ghouls and Ghosts e a quando sceglievo sempre Yoshi per Mario Kart perché era così caruccio.
Capite bene che non solo sono rimasta parecchio indietro, ma di sicuro non ho più la mano, è il caso di dire, per questi passatempi gggiovani.
Oggi mi limito ad un banale solitario sull’iPod in metropolitana e a quei pochi e tristi giochi già presenti sul pc, primo fra tutti FreeCell, che usavo nel periodo della maturità per distrarmi, tanto da vedere le carte quando chiudevo gli occhi.
Col pc nuovo però sono spuntati anche nuovi entusiasmanti giochi, per esempio tale “Purple Place”.
Il suo target di riferimento è formato da bambini, cerebrolesi e scimmie, vista la grafica, i colori e i giochi stessi, che però al suo interno sono tre: due non li ho ben capiti (dimostrazione che non tutti i cerebrolesi possono farcela), il terzo è un classicone, il gioco della memoria con le carte da accoppiare.
Faccina azzurra con faccina azzurra, torta rosa con torta rosa, berretto verde con berretto verde, fatto sta che sono giorni che non faccio altro se non giocarci per riuscire a battere il punteggio migliore di ben, rullo di tamburi, 7000 punti.
Una sfida continua con me stessa.
Una tristezza disumana.
Così, per evitare di regredire e di vedere tortine, faccine, gelatini e berrettini quando chiudo gli occhi, mi sono buttata sul Campo Minato (o Prato Fiorito, come vi piace a voi, pacifisti o guerrafondai), dimenticandomi per un attimo che quel gioco è uno dei miei acerrimi nemici.
Sono anni, secoli, millenni che tento di finire una partita, UNA, una sola, ma non ci riesco. Forse perché mi rifiuto di ragionare sui numerini che mi dicono quanti fiori ci sono intorno e clicco a caso sperando di non trovare la malefica margherita. Forse perché è assurdo pensare che io da qualche numero sparso possa capire dove e come e perché ci sono dei fiori intorno.
Forse perché è un gioco stupido.
Non gioco più.
Basta.
Ecco.
Fine.
Uffa.

9 Responses to “Non è colpa mia”

  1. Griso scrive:

    Anche io scelgo sempre Yoshi a Mario Kart.

    Una volta capito come funziona Campo Minato, la sfida non diventa più finirlo, ma farlo in meno tempo possibile.

    Provato a cliccare con entrambi i tasti del mouse? ;-)

  2. SteveMcQueen scrive:

    Il griso ti ha svelato il trucco…
    10 secondi per finire quello più piccolo
    39 per quello medio
    147 per quello grande.
    Ovviamente a rischio di perdere l’uso della mano
    Byez

  3. Holly scrive:

    Scherzi??? Io sono detentrice di record su tutti i pc delle persone che conosco a Campo Minato. Nello specifico sul mio: 8 secondi livello principiante, 44 secondi livello intermedio, 174 secondi livello esperto, ma quest’ultimo lo migliorerò… datemi solo un pò di tempo!!

  4. Holly scrive:

    Alt!! I miei record sono limpidissimi. Mai saputo del cliccaggio con entrambi i tasti del mouse. E non voglio neanche provarci, ecco!

  5. MonicaGellerB scrive:

    Anch’io ho dei record eh, che credete.
    50 partite perse di fila.

  6. Alianorah scrive:

    Ma come…ti arrendi?

  7. KAN scrive:

    PUBBLICITA’ PROGRESSO:
    forse non lo sai, ma ogni anno, a causa dei campi minati e della loro insidiosita’, migliaia di ragazzi comprano pleistescio tre.
    fai la cosa giusta, devolvi il tuo otto per mille all’associazione “no a campi minati e anche no a prati fioriti”.
    te ne siamo grati.

    (…)

  8. yaris scrive:

    durante la tua assenza ci sono state altre notizie di gravidfanze, anche la yespica, il padre è ferrari, anche se conoscendo il soggetto non ne sarei tanto siocuro!!

  9. ilari scrive:

    anche il mio nuovo computer ha Purple place, inutile dirti che sono diventata dipendente dal gioco in cui bisogna preparare le torte, facendo scorrere i pezzi sulla catena di montaggio. è favoloso, devi provarlo

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