Non sopporto essere svegliata in modo brusco.
E per modo brusco intendo porta spalancata, ordini del tipo “alzati”, “svegliati”, “in piedi”, informazioni a voce troppo alta su che ore sono, ora puntualmente spostata di mezz’ora, per farti credere che hai dormito troppo e sono cazzi tuoi, passo svelto verso la finestra che verrà brutalmente aperta anche con 5° sottozero, ma non prima di aver acceso la luce più accecante che possa esistere per te, patetico verme che ti rotoli ancora sotto il caldo delle coperte.
E a meno che voi non siate protagonisti di Full Metal Jacket (ma a quel punto aspettatevi anche di peggio, palle di lardo), c’è solo una persona che può svegliarvi in questo modo, ed è quella che vi ha portato in grembo per nove mesi ed è quindi geneticamente infastidita dalla vostra presenza.
Non so, sarà il rancore per le doglie o il parto doloroso, sarà che lei è in piedi dalle sei – ma chi te l’ha chiesto – e tu sei ancora a letto, sarà che è un po’ sadica e sa che ormai a quest’età ha potere su di te solo quando sei semi incosciente e non capisci se qualcuno ti sta chiamando fuori o dentro dal sogno che stai facendo, fatto sta che essere svegliati in questo modo è un più che valido motivo per cercare di uccidere chiunque ti si pari davanti durante la giornata e non ti chieda scusa per il solo fatto di esistere.
Senza contare i dolorosissimi flashback del periodo del liceo, quando ti svegliava alle sei e mezzo, tutti i giorni, urlando e sbraitando e quando ti bussava alla porta del bagno perché “perdi l’autobus” o, in seguito, “non trovi parcheggio”.
In quel momento poi i generali delle SS si dividono: ci sono quelle che sentono che il loro dovere è già fatto, quindi se ne vanno, che tu ti alzi o meno, sono cazzi tuoi. Poi ci sono quelle che rimangono lì e ti parlano, dimenticando che di solito non si ascoltano da svegli, figuriamoci in coma.
Il mio generale delle SS fa entrambe le cose: o se ne frega, ti chiama, fa tutto quanto descritto sopra, poi se ne va e torna imbufalita se ancora non ti sei alzata, oppure rimane e ti parla.
Di cosa poi.
Il cane mi ha graffiato la porta e blablablablabla.
Tuo fratello deve andare in università, e ancora non si è svegliato e qui e là e blabla.
Guarda che tempo, fine maggio e piove e blablablabla.
Guarda che tempo, fine maggio e sembra luglio e blablablabla.
E ringraziando il cielo è finito il Grande Fratello, perché ci sono state mattinate che sono cominciate così:
Hai visto stanotte al Grande Fratello? Roberto e Lina hanno litigato perché lei ha detto, lui ha fatto, poi lei ha detto e lui ha fatto e blablablablablabla…tanto puoi vederlo sul sito.
Avete una vaga idea di com’è iniziare la giornata così?
Stamattina: SVEGLIATI! …c’è un uccellino sull’albero.
…
ME L’HAI APPENA DETTO