Devianze

Io bramo per trovare la penna perfetta.
Anche se ormai scrivo tutto con il computer, ogni tanto prendo un foglio e scarabocchio qualcosa, che sia la lista della spesa o un bigliettino di auguri, o un post it per avvisare qualcuno, o paio di baggianate che finiranno nel cestino, o degli appunti su un libro, o una lettera che non spedirò mai, basta che la mano destra impugni una penna e che si muova.
Bisogna fare però una piccola premessa, che non ricordo se ho già raccontato: da piccola ero molto sprecisa nei quaderni di scuola. Mia madre non lo sopportava e se la pagina diventava impresentabile, me la strappava e dovevo ricominciare da capo.
Tuttora le rinfaccio questa usanza barbara che credo sia la sorgente di tutti i miei problemi di ordine, simmetria, pulizia e pignoleria. Se potessi, riaddrizzerei anche la torre di Pisa, che quel coso storto proprio non ha senso. Lei mi liquida con un gesto della mano, senza dare importanza al trauma, ma a volte penso che Enrico Ruggeri dovrebbe farci una puntata de Il Bivio: “cosa sarebbe successo se la madre di Monica non le avesse strappato le pagine?”.
E lo share si impenna (…).
Comunque sia, inutile piangere sul latte versato e arrivamo al sodo: questa mia fissazione per l’ordine si riflette anche sullo scrivere a mano. Quando devo firmare dei fogli e la firma non mi viene bene (firma studiatissima, che mio padre mi insegnò da piccola, “così nessuno te la copia”), non so come faccio a resistere nel chiedere un’altra copia, un altro foglio, che stavolta mi viene meglio, giuro.
Gli appunti dell’università non li scrivo a penna solo perché, nel disperato caso in cui sbagli una virgola, una lettera, o una cancellazione venuta male, strappo tutto e ricomincio.
Se per caso una freccia mi viene storta, strappo tutto e ricomincio. Se mi accorgo che “l’impaginazione” fa schifo e che non riesco a studiarci, strappo tutto e ricomincio. Gli appunti di biologia per la maturità comprendevano pagine e pagine di disegni fatti a mano con matite e penne colorate di organi, vene, pompe sodio-potassio (che non è una nuova moda per il sesso orale), omini sezionati, arterie, gangli, sinapsi e tutto quello che riguarda il corpo umano; mi ricordo di aver quasi rischiato la crisi di nervi (ma per sul serio eh) perché non venivano come volevo io.
Gli appunti di inglese, tedesco e francese erano catalogati per scrittore, opera, commenti, analisi, frasi ad effetto; gli appunti di storia suddivisi data per data, quelli di matematica pieni di grafici calcolati al millimetro, X e Y graficamente perfette. E non vado avanti perché avete già capito fin dove arrivi la mia malattia mentale.
Detto questo, non ho mai trovato la penna perfetta. Quella penna che si adatta perfettamente alla mia scrittura, quella penna che scivola e non devi pigiare sul foglio, quella penna che non ti fa bruciare il polso dopo aver scritto pagine e pagine, quella penna che non sbava.
Ora, spiegatemi. Perché mi ostino a usare la Bic che, puntualmente, dopo un po’, più o meno a metà, decide di sua spontanea volontà, senza neanche consultarti, di smettere di funzionare? E ti ci incazzi, la “arrotoli” tra le mani, la bruci, la smuovi come se fosse un cocktail, come se servisse a qualcosa, ma c’è poco da fare, lo sai che la Bic prima o poi si inceppa. Brutta stronza, mi tocca ricominciare da capo.

18 Responses to “Devianze”

  1. Charlotte scrive:

    Da un po’ di tempo a questa parte, trovo tutte bic che durano fino alla fine. L’inchiostro non si vede più e loro ancora scrivono!!
    Comunque, nel caso, la puntata di bivio la guarderei, eh!

  2. MonicaGellerB scrive:

    La Bic che non si blocca a metà? Il Santo Graal?!

    Charlotte, grazie che mi assecondi…

  3. Laura scrive:

    Monica ho la soluzione!!
    La SuperB della Pentel,io ci scrivo da una vita e mi trovo benissimo,prova e fammi sapere yes

  4. Joy scrive:

    Io ho sempre avuto grossi problemi con le stilografiche. O non scrivevano (solo con me, perché se la stessa penna veniva presa in mano da altri scriveva che era una meraviglia) o mi facevano delle chiazze orribili. Io mi sono trovata abbastanza bene con questa, anche se esteticamente è brutta da far paura: http://www.astrolabio2006.it/staedtler%20noris%20stick.bmp

  5. MonicaGellerB scrive:

    Oddio Joy, io quella penna me la smangiucchio come se fosse ricoperta di cioccolato. Non so perché, è piu forte di me, neanche avessi la rosica.

    Laura, ma non sono quelle col gel che sbavano? Le odio.

  6. killinmilk scrive:

    pilot G-1 (punta 0.7)… non c’è bisogno di dire altro.

  7. ciccio scrive:

    io usavo le trattopen, con buona soddisfazione.
    adesso vado di bic, ma scrivendo tutto di corsa non ho bisogno di ordine. e a volte non mi capisco neanch’io lol

  8. Alianorah scrive:

    Eh ma che stress…E le Tratto?

  9. giuy scrive:

    non sono così folle.Ogni penna che funzia va bene.

  10. Joy scrive:

    Odio invece quando le penne stanno per tirare gli ultimi. Il colore da blu chiaro trasfigura in blu cobalto, con perdita di gocce d’inchiostro che io puntualmente, da mancina, mi porto dietro per tutto il foglio. E quando me ne accorgo sputo bile. Tutta la mano inzaccherata, oddio che rabbia se ci penso…

  11. ilari scrive:

    io per anni ho usato le staedler blu, poi mi sono scocciate e sono passate alle bic a scatto, prima blu e da quest’anno nere. sono fissata con gli evidenziatori e le penne a gel staedler, e uso un evidenziatore di colore diverso per ogni esame che preparo.
    tu quindi prendi appunti a lezione con il portatile?! io cancello le freccine se escono storte, e uso il righello per i grafici e i piani cartesiani

  12. MonicaGellerB scrive:

    Ma no, a lezione prendo degli appunti che di umano non hanno niente. Credo sia l’altra faccia della medaglia (o della mia pazzia): scarabocchi che poi non capisco, disegnini, asterischi che rimandano ad altri appunti che non capisco, parole scritte in fretta e male, abbreviazioni…poi torno a casa e li riscrivo.

    Vabbè, ma il livello per i grafici…è normale no?

  13. LeggeParziale scrive:

    Ti consiglio la penna di un mio docente ai tempi dell’università (sigh): durante una lezione gli venne un dubbio e si guardò la giacca, emettendo felice la frase: “Ah! Meno male,temevo d’essermi macchiato, ho il vizio di tenere la penna nel taschino”. Poi aprì la giacca rivelando in tutto il suo splendore un distintivo d’inchiostro sulla camicia. Gran penna, quella. Una che non ti tradisce mai.

  14. KAN scrive:

    da grafomane incallito, per di piu’ mancino, ho provato di tutto, fino a giungere alla soluzione.
    ho cominciato con la BIC, poi stilografiche, poi penne a sfera di alto livello, poi pennini, matite puntute, matite non puntute, trattopen e, alla fine, l’ho trovato:

    signori e signore, pennarello nero, punta fine e abbastanza dura da non spiattellarsi, ma abbastanza morbida da rendere il tratto non troppo omogeneo.
    marca migliore fin’ora: Carioca.
    i carioca fanno cagare ma compro confezioni da mille colori per tirar fuori il nero e buttare il resto. i giotto sono fantastici ma si spiattellano troppo in troppo poco tempo.
    per i documenti ufficiali: stilografica. grinnod

  15. Ninphe scrive:

    Da piccola la mia maestra delle elementari era fissata con la stilografica e se ti vedeva con la bic ti rompeva a tal punto che per non sentirla prendevi la stilo. Ho avuto il callo da scrittore blu inchiostro per anni!

    Per fortuna ho sempre avuto una buona calligrafia. E sono una fissata persa per cancelleria..sono piena di penne, potrei scrivere un’enciclopedia con le penne che ho in casa.

    Io per ora mi trovo bene con una penna a scatto della jetstream nera e per la lista della spesa, appunti, cazzate la bic parafe 881 sempre nera.

  16. Viola scrive:

    Pilot BPS – GP da 1.6 mm.

  17. brian scrive:

    Con tutte le fissazioni per l’ordine, ti chiamerai Monica Geller mica per niente…

  18. Spinoza scrive:

    sottoscrivo brian )

    Anche io ho cercato per anni la penna perfetta, non tanto per l’ordine (che non ho e non avrò mai), quanto per il pollice della mano destra, pluri-fratturato e incapace della benché minima forza.
    Per questo motivo quelle penne gialle e nere che sembravano matite sono bandite: solo per impugnarle ci voleva un pugno alla Mohamed Alì.

    Ora sono felice e sereno con una penna pilot a punta iperfine, che non mi ricordo come si chiama. Le vende solo un negozio qui a Bologna, e quando ci vado semplicemente ne prendo una manciata.

    Contro: durano pochissimo e costano un occhio della testa. Ergo, quando posso uso il computer.

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