Un lavoro sporco

Io distruggo cose.
Non è un modo di dire, passo dei periodi in cui mi fisso su degli oggetti in particolare, mi specializzo e appena li tocco o li prendo in mano, puff, si spaccano.
Sono La Morte degli oggetti.
Tempo fa era il periodo delle zuccheriere, saliere, pepiere (si dice?) o come cavolo volete chiamarle. Ne ho rotte una quantità industriale, tanto che mia madre non me le faceva più toccare. Credo di aver esorcizzato il dramma comprandone di nuovi, ma quando li prendo sono sempre in tensione.
Poi c’è stato il tempo dell’olio. Bottiglie di olio, sia per cucina, sia per capelli, sia per il corpo, quello che volete, bastava che fossero di vetro. Sbam, per terra, e non so se avete presente cosa vuol dire olio per terra.
Ora è il turno degli ombrelli.
Non so cosa gli faccio, li apro e dopo due secondi sono fottuti, pendono da una parte o addirittura si bucano. Mi ricordo di quel giorno che pioveva a diritto e a me pioveva dentro l’ombrello. Mi sono messa a ridere per non piangere.
L’ultimo ombrello rotto proprio due giorni fa, che pioveva come se dovesse venir giù il mondo e io co’ sto coso che pendeva da una parte mezzo morto (che per me è un dramma, visto che i miei capelli, mossi di natura, con l’umidità diventano una massa informe).
E siccome questo periodo di ombrellicidio non coincide con l’estate e col sole e non sono in Costa Rica, ma sono a Milano, in inverno, la cosa si fa delicata.
Ora, negli ultimi due giorni c’è miracolosamente il sole.
Le cose sono due: o ricomincia a piovere per settimane intere, e sono fottuta, o comincio ad uccidere altri oggetti. Tipo, che so, gatti.

8 Responses to “Un lavoro sporco”

  1. Joy scrive:

    A me va a periodi. Sto dei mesi senza rompere nulla, poi nel giro di 3 giorni faccio fuori un servizio da 12. Tipo mani di burro.
    Negli stessi periodi, inoltre, tutte le cose che cucino vanno a put*ane, che sia pasta, dolci o un semplice uovo sodo. O bruciano o non montano o sbaglio ingredienti e così via.

  2. PiccoloKin scrive:

    Pensa che c’e’ di peggio. Se ti fissassi sui preservativi sarebbe sicuramente piu’ grave. yes
    (^o^)

  3. Alianorah scrive:

    Volevo comunicarti che sei l’unica blogger che commento pur non avendo mai ricevuto commenti da parte tua e credo rarissime se non inesistenti visite sul mio blog. Sei contenta? Ah, pepiera si dice, credo. =D

  4. Charlotte scrive:

    Ma il gatto potrebbe ribellarsi. Satana dovrebbe essere ormai abbastanza grande per potersi difendere degnamente
    8)

  5. Joy scrive:

    @PiccoloKin lol

  6. giuy scrive:

    nooooo! Lancio una campagna per salvare Satana dalla grinfie di quella ombrellicida di Monica D

  7. MonicaGellerB scrive:

    Alianorah, mi fa piacere.
    Se la cosa ti può interessare, come ho detto milioni di volte, quando sono a Milano ho il tempo giusto di leggere i vostri commenti, figuriamoci di leggere altri blog.
    Sempre per la cronaca, quando sono a casa il tuo blog lo leggo, non commento solo perché dovrei accedere con l’account di Hotmail, se non sbaglio, e non voglio.
    Comunque, io non faccio parte del “commento se commenti da me“, commento se ho qualcosa da dire, e che questo sia ben chiaro. Non sopporto lasciare commenti come se si dovesse timbrare il cartellino (Alianorah, non sto dicendo che i tuoi commenti lo sono, è un discorso generale).
    Passo e chiudo.

  8. Alianorah scrive:

    Ah sì sì. Son d’accordo con te. Nemmeno io commento sempre. Ma leggo anche pochi blog, mi piacciono tutti quelli che leggo e in genere val la pena lasciarci scritto qualcosa.

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