E non in Italia eh, strano
Poche cose riescono a sconvolgermi, e non perché sia fatta di marmo o perché ne abbia viste tante, ma perché è così, punto (questa è, se non ve ne siete accorti, una spiegazione scientifica)(ignoranti); rimanere sconvolta da una notizia mi succede raramente, ma, vuoi che è morto Heath Ledger, vuoi che ora negli asili in Inghilterra non si può dire “mamma” e neanche “papà” perché è antigay, succede che ultimamente mi capiti spesso rispetto alla media.
Con tutte le buone intenzioni e senza nessun briciolo di polemica, vietare ai bambini dell’asilo di sentire le parole “mamma” o “papà” perché può offendere i gay mi pare una delle più grosse stronzate mai sentite in vita mia.
Al di là del fatto che un gay che si offende per una cosa del genere è una persona con dei gravi problemi a prescindere dai gusti sessuali, e, con tutta la speranza che nutro nel genere umano, non credo ne esista anche solo uno, vorrei avere davanti il genio che se n’è uscito con la cazzata del secolo, voglio vedere che faccia ha.
Ma guardiamola da un’altra prospettiva: se si prende come presupposto di base che anche un gay può essere genitore, non vedo dove stia il problema. Può succedere che un bambino abbia due madri o due padri, a quel punto il dilemma etico raggiungerebbe proporzioni disastrose.
Come deve fare un bambino, esce da scuola e tutto felice urla “evviva, la mia coppia di fatto mi sta aspettando al cancello“?
Ma guardiamola anche da un’altra prospettiva: in effetti, è vero, quando sento la parola “preservativo” un po’ mi offendo perché io non posso fisicamente indossarlo. E sono fermamente convinta che sia lo stesso per voi uomini, con un tampax, ad esempio. O un reggiseno.
Scommetto che se dico “assorbente” vi incazzate come delle iene. Con tutte le ragioni di questo mondo, s’intende, voi poveri uomini emarginati dalla legge senza un dannato utero.
Ma guardiamola anche da un’altra prospettiva: io ogni tanto mi incazzo perché mi chiamo Monica invece di, che so, Clotilde. Se sento gridare per strada un nome che non è il mio, c’è il rischio che tutto finisca in una pozza di sangue. Che quando mi offendo mi offendo e non ce n’è per nessuno.












ME L’HAI APPENA DETTO