Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Essere da soli ed essere primi

Dicembre 29, 2007 - In: Leggo cose, Ma vaffanculo, Tv - Commenti(6)

Guardate che ci vuole veramente poco ad essere il telegiornale più visto alle 12.30 se si è l’unico telegiornale in onda alle 12.30. E’ logico, se uno mangia alle 12.20 e vuole un minimo di informazione, l’unica alternativa è Studio Aperto. Personalmente, a quest’alternativa preferirei una dignotosa ignoranza e indifferenza verso il mondo e la società, ma posso capire (il che non significa “accettare”) che ci possa essere gente che preferisce la scienza infusa di Studio Aperto.
Un appello, che a quanto pare, da quando è andato via Giordano, Studio Aperto ha guadagnato punti: anche La7 manda in onda un tiggì alle 12.30. Ho controllato, c’è davvero. E non è così faticoso, di solito La7 sta sul canale 7, Studio Aperto è sul 6, sono vicini, basta un attimo.
Contribuisci anche tu alla fine di Studio Aperto, guarda Forum quando mangi. E’ molto più educativo e divertente. 
In fondo, ci sarà un motivo se io mangio sempre all’una.

ps (che mi toglie il peso):

Libera interpretazione

Dicembre 28, 2007 - In: Ascolto cose, Sono idiota - Commenti(17)

apri la porta a un guerriero di carta igienica…”

A parte che fino a qualche anno fa pensavo dicesse “apri la porta a un guerriero di carta di celica” e Dio solo sa cosa minchia voglia dire e che cosa abbia io nella testa, ma, mi domandavo, quando sentite questa frase, non vi viene in mente anche a voi un tizio ricoperto di carta igienica, magari quella a fiorellini, che suona un campanello, con una spada fatta di cotton fioc e uno scudo di dischetti di cotone?
Poi una tizia apre la porta e il guerriero a tre veli fa “ciao, sono il guerriero di carta igienica…hai fatto il vino leggero quando non c’ero?”.

Mordila, la tua fantasia

Dicembre 27, 2007 - In: Amarcord, Le belle scoperte, Tv - Commenti(17)

Da piccola vedevo la Cuccarini ballare “Vola” e non capivo come facesse a muovere le mani in quel modo.
Vola, vola, e faceva quella roba con le mani, col suo vestitino bianco che mi ha sempre fatto un po’ schifo, e io dicevo “ma come fa? ma come le mette le mani per fare quella roba lì?” e provavo e provavo e ballavo e ballavo, vola vola. Con quanto fiato in gola. Il buio ti innamora. Il buoio ti innamora?
Vabbè, fatto sta che insieme a Raffaella Carrà ed Heather Parisi, la Cuccarini era il mio idolo. Avevo una passione per le bionde. No, anzi, non era una passione. Volevo che Lorella Cuccarini fosse mia madre. Abbracciavo la tv. Ti prego resta ancora bambino. Saltellavo e urlavo vola vola, ma non capivo ancora cosa facesse con le mani. Per me era una maga. Con un discutibile vestito bianco.
Col tempo imparai ad amarla ancora di più, Buona Domenica (oddio, che sigla bellissima!), Paperissima, non me ne perdevo una, e di rimando adoravo anche Marco Columbro, che volevo che fosse, che ve lo dico a fare, mio padre. Nel caso la cosa interessasse, avrei anche scambiato volentieri mio fratello con il
Tenerone. Sarebbe stata una famiglia fantastica.
Poi diventai troppo grande per star dietro a Lorella Cuccarini, e la televisione diventò troppo piccola per star dietro a Lorella Cuccarini quindi l’amore si affievolì, gradualmente, cadde nell’oblìo, insieme alla sua importanza nel mondo dello spettacolo.
Riapparve, qua e là, per fare marchetta, bellissimo questo programma, lo guardo sempre, ma, a proposito, c’è il mio spettacolo a teatro, andate a vederlo. Col cazzo. Questa sua passione per il teatro me la rese antipatica, un po’ snob, un po’ troppo la tv mi fa schifo.
Ma veniamo al dunque. Il problema è solo uno. Pare che adesso torni in tv, con La sai l’ultima?, un programma ignobile, infimo, senza spina dorsale, un tappa buchi, un classico machecazzomenefregammme.
E’ vero, ma, porca zozza, Lorella torna in tv. Lorella Cuccarini + Tv. E’ una somma pericolosa, un mix micidiale, so già che non resisterò, mi fionderò ad abbracciare la televisione, per poi cantare Vola vola, ballare e continuare a chiedermi…ma come cazzo muoveva quelle mani?

Ha abboccato (…)

“…e parleremo con Edoardo Raspelli, che per Natale ha mangiato pesce fresco e ci ha trovato dentro un amo“.

Pensavo di aver sentito male.
Stavo guardando Serendipity, su Rai Uno (ti accorgi che è Natale quando vanno in onda film come
Serendipity), quando, durante una pubblicità, come sempre, cambio canale, e guarda caso è proprio l’ora dell’anteprima dei titoli di Studio Aperto. Che per Natale ha mangiato pesce fresco e ci ha trovato un amo. No, sono gli zuccheri in corpo che mi hanno fatto capire male, non può essere vero. Non può essere vero e non può fare notizia. Non può

No.

Riempi lo spazio vuoto

Dicembre 25, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(24)

Ti accorgi che è Natale quando __________.

Non sono pronta

Non sono pronta.
Non sono pronta alle repliche di repliche di repliche di repliche di Mr Bean.
Non sono pronta ai parenti serpenti che domani invaderanno casa mia, momento in cui maledirò di essere venuta al mondo.
Non sono pronta a mia madre che mi dà ordini e diventa nevrastenica se ogni cosa non è come vuole lei.
Non sono pronta alla visione di quella che, almeno biologicamente parlando, dovrebbe essere mia cugina. L’essere umano più brutto mai visto sulla faccia della terra, che si piazza sempre davanti a me a tavola, disturbando la mia digestione.
Non sono pronta a sentirmi dire “non vieni mai a trovarmi” e a rispondere “non vengo neanche morta“.
Non sono pronta ai pizzicotti sulle guance. Mi vendicherò sputando nei loro piatti.
Non sono pronta a sentire la domanda “e il ragazzo?”.
Non sono pronta ad affrontare le solite, banali, pallosissime conversazioni da pranzo di Natale.
Non sono pronta a “metti a posto in camera tua, sia mai che vogliano venire sù“.
Non sono pronta a “e pulisci anche il tuo bagno“. No, cazzo, mille bagni in questa casa e devono venire nel mio?
Non sono pronta neanche a mangiare, visto che il genio, qua, ha deciso di mettersi a dieta proprio sotto Natale. Una dieta non imposta, nessun dottore mi ha detto di farlo, nessun boia, nessuna minaccia di morte. Solo il mio cervello bacato, ha deciso, una mattina, di cominciare, senza nessun bisogno. Così, perché ogni tanto va fatto. Proprio ora, cogliona, che il mondo è un gigante Ferrero Rocher?
Non sono pronta, lo dimostra il fatto che non vedo l’ora che tutto sia finito e non vedo l’ora di spararmi in vena quei quattro esami in neanche venti giorni che mi aspettano subito dopo.
Non sono pronta, a quell’amica che ti sta largamente sui coglioni che ti ha chiesto se oggi sei libera. Spero almeno che abbia un regalo per me. Io per lei non ce l’ho.
Non sono pronta ai mille sms di auguri ai quali non risponderò. Maleducazione? Forse. Ma se non ci sentiamo da tre secoli e mi mandi un messaggio standard con scritto “Tanti auguri” per me puoi pure andare a farti fottere. Se non rispondo capiscono che il prossimo anno è cosa buona e giusta risparmiare almeno un sms.
Non sono pronta, non sono pronta, non voglio, addormentatemi e possibilmente fatemi trovare i regali al mio risveglio, il 7 gennaio

ps. se volete aggiungere qualcosa all’elenco “non sono pronto/a” fate pure. Mal comune mezzo gaudio.

La domatrice di pecore

Dicembre 23, 2007 - In: Le belle scoperte - Commenti(9)

Voi sapete che io non sono una che sta dietro alle iniziative bloggaresche; non è che le snobbo e voglio fare la superiore, è che voglio limitarmi ad osservare. Poi, tutta quella burocrazia, e fai il post, e metti l’aggeggino nel template, e fai così e fai cosà, non c’ho voglia, faccio già fatica a tenere in piedi un blog “normale”. C’è però una cosa che l’anno scorso trovai molto carina, ossia il Presepe dei blogger, al quale partecipai tenendo in affidamento Claudio Lippi, Il bullo pentito.
Quest’anno sono riuscita a prendermi lei, la Madre di tutte le risse e i pianti televisivi (nonostante la mia prima scelta fosse Britney Spears, la Madonna Obesa):

ps. ovviamente il post era obbligatorio - posso fare un’eccezione -, quindi non è che ci sia molto da dire (se volete raccontarmi del più o del meno fate pure), ma vi consiglio di addottare un personaggio. Rende le festività molto più migliori.

Che poi non mi si venga a dire che io “blabla”

Dicembre 22, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(10)

B…b…buò…bbbbb…
ci rinuncio.

Le notizie importanti

Dicembre 21, 2007 - In: Chissenefrega, Gossip, Leggo cose, Vita vissuta - Commenti(7)

Ma, scusatemi, a noi, sinceramente, cosa cazzo ce ne frega se Sarkozy sta insieme a Carla Bruni?
Cosa cazzo ce ne frega della foto di Hillary Clinton piena di
rughe?
Cosa cazzo ce ne frega se Berlusconi si è ustionato con la borsa
dell’acqua calda?
Cosa cazzo ce ne frega se la Regina Elisabetta ha un
livido sul collo?

A me lacrima un occhio da giorni, ma nessuno dice niente.

Pù Purrì #9

Dicembre 20, 2007 - In: Ma che davero?, Tv, Vita vissuta - Commenti(7)

Pù Purrì #8

Dicembre 19, 2007 - In: Leggo cose, Tv, Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(16)

Sono vecchia

Dicembre 17, 2007 - In: Ma che davero?, Vita vissuta - Commenti(15)

Per motivi che non vi sto a spiegare, ieri ho avuto un’interessante conversazione con una tredicenne/quattordicenne.
Conversazione all’inizio almeno, quando poi ha visto che le davo spago non mi ha mollato per tutta la serata, abbracciandomi ogni tanto (il fatto che mi arrivasse alle tette mi rendeva questa dimostrazione d’affetto un po’ imbarazzante) perché le mancava il “tipo”.
Dunque, a proposito della vita sentimentale delle ragazzine di oggi. Fino ad ora ho sempre detto che sono precoci e maliziose fin dalla culla, ma lo dicevo senza cognizione di causa, per partito preso e senza una prova, perché sapevo che era così e punto.
Oggi ne ho la conferma, per vari motivi:
- ha più “ex” di me.
- se pensate che “ex” voglia dire arrossire anche per uno sguardo, sbagliate, “ex con la lingua”.
- hanno già le idee chiare, nel senso che aveva un paio di jeans che erano stretti dove volevo io.
- mamma mia, ha un culo….
- ha passato tutta la sera a farsi squilli, con un cellulare che faceva anche il caffè, con lo sfondo di lei truccata che manda un bacio.
- gli squilli erano di un altro ragazzo. Ma perché li fai se ti piace l’altro? Poverino, me li fa e io rispondo. Tra qualche anno sarà: Ma perché l’hai fatto? Poverino, me l’ha chiesta e gliel’ho data .

Alla fine le ho dato il mio numero di telefono.
Chiama, se hai bisogno. Ti porto sulla retta via.

La che?

I vari tipi di dipendenza

Dicembre 15, 2007 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(15)

Chi mi legge da un po’ sa che questo periodo di feste per me è tragico.
Chi mi legge da un po’ sa anche che il mio compleanno è tragico, figuriamoci Natale, Capodanno e Befana tutti insieme.
La malinconia regna sovrana, a pensare al giorno di Natale mi viene la nausea e non soltando perché ultimamente non sto mangiando praticamente niente e il solo pensiero di strafogarmi di insalata russa (cosa che sicuramente farò) mi fa sentire male, ma perché il periodo delle feste natalizie è così, se non si è malinconici non è festa.
Questo anno rese ancora più amare dalla possibilità sfumata in pochi secondi di passare finalmente un capodanno decente con l’unica persona con cui vorrei passarlo. Quindi probabilmente a Capodanno mi taglierò le vene.
I sentimenti tipici di questo periodo, insomma.
Tutto questo prologo per dire che l’unica cosa che mi tira su è comprare.
Compro anche una stupidata e mi sento meglio.
Il dilemma è che vorrei fare un giro in centro, nel caos pre natalizio di Milano, ma ho paura di uscirne senza un soldo in tasca, visto che in questi momenti metto mano al portafoglio facilmente (spezzo un’arancia a mio favore e dico che un po’ ne ho donati a Telethon, che qua siamo persone ammodo).
Ora, il fatto è questo: io non vario.
Mi fisso sempre su due articoli e quelli sono, li accumulo e non so cosa farmene. Rossetti (& affini) e borse. Borse e rossetti. La mia camera è piena, che se solo mia madre sapesse mi disere…diserere…dis…mi toglierebbe l’eredità.
Ora, un rossetto ogni tanto non fa male, ma voi, donne, sapete quanto può costare un rossetto fatto bene. Sapete che se se ne comprano già tre in una settimana, oltre ad avere grossi problemi, un bel gruzzoletto se ne va.
Lo dico con un po’ di vergogna, ma credo di averne almeno una trentina, tra tutte le varianti. Se si esclude quelli che ho regalato perché ho sbagliato tonalità. Ed è un dolore fortissimo accorgersene una volta tornate a casa.
E le borse, non parliamone. Le borse, le mie borse, le mie adorate borse, che non poggio mai per terra o su superfici sporche, le mie amate borse. Mille tipi, mille varianti e porto sempre le stesse. Non riesco a trattenermi, quando vedo una bella borsa mi immagino di riempirla di ogni cosa da me ritenuta necessaria e non capisco più niente, indipendentemente dal costo, che valga cinque euro o che ne valga 500.
Ma ora, il succo, spiegatemi, di che cazzo me ne facevo io del coso per le labbra all’albicocca? Ma de che, dico io, de che. Che tristezza, vado a comprarne un altro.
(ps: donne - è arrivato l’arrotino: non è che potete consigliarmene uno buono? No eh? Eh? Esiste un posto dove ci si disintossica da cosmetici?)

Varie ed eventuali




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