Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Neanche da morta

Novembre 5, 2007 - Tag: Ma vaffanculo, Vade retro, Vita vissuta

Il fatto è che io non presto mai niente. Se vi presto qualcosa vuol dire che vi voglio davvero bene o che voglio qualcosa in cambio, ma qualcosa di astratto, perché non presto e non voglio che mi venga prestato.
Faccio fatica a prestare una penna se mi si dice “se non mi presti una penna rischio di morire”, figuriamoci se lo faccio di mia spontanea volontà. Sono gelosa delle mie cose, tutte, da un ago ad una borsa (fuori discussione che io presti una borsa), ma la cosa brutta è che io non riesco a dire di no. A volte dico sì e mi mangio i gomiti finché non ho di nuovo tra le mie mani il mio tesoro, oppure invento scuse che non stanno né in cielo né in terra, perché se dico una stronzata mi appare una scritta al neon sulla fronte: “stronzata”.
Faccio fatica a prestare la piastra dei capelli a mia madre, figuratevi ad un’altra persona.
Ora, facciamo che vi do un paio di esempi su quanto io mi stia mangiando i gomiti in questo momento: ho il sospetto che la coinquilina usi il mio bagnoschiuma. Per me dovrebbe essere reato, soprattutto se dopo usi anche il mio balsamo. Crepa.
La mia coinquilina usa i miei pettini. Per me è una cosa inconcepibile usare il pettine di un’altra persona, non lo faccio neanche con i pettini di mia madre, che tolgo i capelli schifata, e questa mi usa pettine, spazzola, e spazzola per la piega? Resuscita e crepa di nuovo.
Le ho prestato dei miei calzini, contro la mia volontà e con un ghigno cattivo in faccia: me li ha ridati neri, perché la signorina cammina per casa senza ciabatte. “Te li ricompro, stai calma”. Fotte niente dei tuoi soldi, è una questione di principio, stronza. Resuscita di nuovo e crepa un’altra volta.
Lei non pulisce mai la sua stanza (ma anche il resto della casa, che tanto c’è la sguattera), ormai lo sapete; giovedi, che era festa, mi sono concessa un pisolino pomeridiano, visto che quasi tutti i pomeriggi li passo sul libro di economia, e le mie spalle distrutte ne sanno qualcosa.
Mi sveglio e vedo la camera della suddetta stranamente in ordine (per quanto è possibile, visto che possiede una quantità enorme di ammenicoli, vestiti e scarpe): soffro un po’ meno del solito, ma tutto torna alla normalità, anzi, forse peggio, quando vedo che ha usato una cosa mia. E non una cosa a caso, ha usato il mio panno speciale, quello che uso per asciugare piatti, bicchieri e affini; un panno che non lascia pelucchi, che pulisce in un attimo e di cui mi sono innamorata all’istante quando l’ho visto in mano a mia madre.
Se lo tengo in cucina, vicino ai piatti lavati, un motivo ci sarà, disgraziata? Se mi vedi sempre asciugare con quello, che vuol dire, che non ho voglia di asciugarli a fiato? No, vuol dire che quello non si usa per pulire i tuoi mobili o, peggio ancora, per pulire per terra.
Quindi, immaginate la sottoscritta appena sveglia, rincoglionita come poche volte in vita sua, assonnata e dondolante, che una volta entrata in bagno vede sulla vasca (SULLA VASCA!) il povero panno Vileda (posso fare pubblicità no?) pieno di polvere, quella polvere che ha nome e cognome e che vive in camera sua, a stazionare negli angoli giorni e giorni.
Polvere, grumi di sporco non ben identificato, schifezze appiccicate, macchie nere.
Un infarto. Mi sono trattenuta, non si sa per quale motivo, dal tirarle a morte i capelli, farla inginocchiare davanti a me e sillabarle davanti al muso “ora esci e me lo ricompri”; calma e sangue freddo, buon viso a cattivo gioco. Mettilo in lavatrice insieme ai suoi panni sporchi. I suoi vestiti, le sue mutande, le sue calze, tutto quello che apparteneva a lei è uscito magicamente impolverato dalla lavatrice. Il povero panno è rimasto macchiato.
Sabato mi sveglia e mi fa “mi presti la borsa nera?”. Cosa? La mia preziosa borsa nera che uso sempre e che tengo come se fosse tempestata di diamanti? Cazzo, sei veramente divertente, non te la do neanche se mi preghi in ginocchio. “No guarda, devo andare in un’università”. Di sabato? Sì, e lei non fa una piega, visto che non sa neanche com’è fatto un libro.
Ora se n’è uscita con: mi presti la felpa bianca e i pantaloncini neri? Ha-ha, di nuovo? Dammi tregua, non sopporto tutte queste risate tutte insieme. Lì per lì ho inventato che non li trovavo, adesso mi serve una scusa, e voi dovete aiutarmi. Per ora mi è venuto in mente solo “li ho bruciati, piuttosto che darli a te mi darei fuoco con quella felpa e quei pantaloni addosso”. Ma mi pare poco diplomatico.

23 Commenti »

  1. killinmilk

    5 Novembre 2007 @ 11:59

    “la felpa e i pantaloncini? mi sa che li ho lasciati a casa” e quando vedendoteli addosso ti dirà “ma non li avevi lasciati a casa?” tu dirai “aaaaah, ma questi intendevi!!! .. a saperlo” “eh si questi” ti dirà lei, “me li presti?” …momento di finta riflessione….. “no!”

  2. gogghi

    5 Novembre 2007 @ 12:15

    Oppure dici che Satana li ha ridotti in tanti pezzettini piccoli piccoli piccoli.. Così si sentirà anche in colpa… forse…

  3. yaris

    5 Novembre 2007 @ 12:53

    fingi un finto svaligiamento in casa e gli dici che te li hanno portati via. scherzi a parte gli dici semplicemente che non ti và di prestare le cose agli altri, ma non divrebbe già averlo capito?

  4. Piuma

    5 Novembre 2007 @ 13:12

    1. -”In realtà ho un fungo della pelle che è bastardo ad andare via e non vorrei mai passartelo.”
    2. - “In realtà sono gelosa delle mie cose e non mi va di prestarle in giro (facoltativo: tanto meno a te, zotica)”
    yes

  5. Holly

    5 Novembre 2007 @ 13:43

    Ma che schifo. I vestiti non si prestano!!!
    (Questa non è una scusa, è la verità).

  6. pagly

    5 Novembre 2007 @ 14:26

    mi pare di capire che la tua coinquilina non sa del tuo blog!

    una volta mia sorella ha preso ion prestito le MIE LENTI A CONTATTO senza dirmelo…sono andata a prenderle per mettermele e..contenitore vuoto..e io ciaca.

    pantaloncini e felpa…che vorrebbe farci? andare a correre? e sudarli tutti? no nio, dille che che devi fare le prove per essere presa ad AmicidiMaria e che non puoi non indossarli…
    dille che in un attacco di incontinenza li hai sporcati irrimediabilmente
    …dille che ti hanno invitata a una festa in pantaloncini e felpa…
    dille: senti leggi qua: http://www.mentedubbiosa.splinder.com! yes

  7. giuy

    5 Novembre 2007 @ 14:44

    la felpa gliela darai quando Satana abbierà! Troppo scontato?

  8. giuy

    5 Novembre 2007 @ 14:44

    non si capisce, ma era il verbo abbaiare!

  9. FanZen

    5 Novembre 2007 @ 14:52

    Lei è stupida ma tu sei insopportabile.
    Una bella lotta… =D

  10. ilari

    5 Novembre 2007 @ 15:59

    io ormai ho deciso che non presto più quaderni/libri/appunti a persone che non siano affidabili al 100%,non è per essere rompiscatole ma c’è gente che veramente ti distrugge le cose,o non te le restituisce proprio. la storia del panno speciale mi ha fatto venire in mente una puntata di friends che ho visto ieri sera,quando phoebe ricorda a joey la reazione di monica dopo che lui aveva usato i suoi asciugamani eleganti per pulire una macchia di ketchup(era quella in cui joey e phoebe buttano giù la porta di monica e chandler mentre sono in luna di miele)

  11. Joy

    5 Novembre 2007 @ 16:34

    Usa il tuo pe-pe-pe-pettine?!? Ma Santo Cielo!
    Ha usato lo stesso panno dei piatti per i pa-pa-pa-pavimenti?!? Ma Santo Cielo!
    Le hai prestato i tuoi ca-ca-ca-calzini?!? TU? Calzini-piedi, ho capito bene? E cammina sca-sca-scalza in casa?!? Ma Santo Cielo!
    Ti chiede LA BORSA e I VESTITI?!? Ma Santo Cielo!
    (scusa la balbuzie)
    Sei sin troppo paziente, Mon, io avrei già fatto un putiferio. E comunque sia, per il benestare (il tuo!), fatti forza e confessale la cosa… non posso pensarti vivere in quelle condizioni. Sto male io per te.

  12. Sidhe

    5 Novembre 2007 @ 16:54

    La convivenza è difficile, ieri ho ridetto per l’ennesima volta alla ia coinquilina che camminare con tacco 12 alle 8.30 am di domenica non è buona cosa…la prossima volta parte la guerra! E così devi fare tu, guerra su tutti i fronti, specie se è una zotica sporca e cerebrolesa pure!

  13. pat

    5 Novembre 2007 @ 17:37

    In effetti prestare le cose non e’ che sia nemmeno il mio massimo, pero’ ora che ci penso, quando si va dal parrucchiere non e’ che per ognuna usino una spazzola o un pettine nuovo, quindi a volte sono piu’ stramberie che ci creiamo noi.

  14. pagly

    5 Novembre 2007 @ 17:43

    ah non sei splinder! vabbè il senso è quello! yes

  15. Joy

    5 Novembre 2007 @ 18:03

    @Pat, la differenza sta nel fatto che dalla parrucchiera sai già che il pettine vale per tutte (e comunque la mia toglie i capelli ogni volta). Un conto è invece usare roba d’altri senza chiedere il permesso e senza pulire dopo l’uso. Non so come riesce Monica, io impazzirei.

  16. KAN

    5 Novembre 2007 @ 18:19

    entra in camera grattandoti come un’ossessa e dille: “certo che te li presto, ma mi faresti un favore? non e’ che mi sai dire se questo e’ un fungo o scabbia? sei molto gentile, eh.”.

    no? no. =O

  17. Alianora

    5 Novembre 2007 @ 18:34

    Le risponderei col titolo di questo post.

  18. selena

    5 Novembre 2007 @ 19:52

    Quanto ti capisco.
    Il giorno che ho prestato una videocassetta ritrovandomela irrimediabilmente rovinata con la riga bianca perché alla signorina pesava il culo riavvolgermela, ho smesso di prestare qualunque cosa. O se la presto faccio così paura che me le ridanno pulite e profumate. O non me le chiedono conoscendo la mia ira funesta

    Eccheccazzo quando mi prestano qualcosa a me a volte gliele ridò più nuove di prima!

    Trucida la tua co-inquilina!

  19. entina

    5 Novembre 2007 @ 21:07

    sono esattamente come te… lol

  20. taqs

    6 Novembre 2007 @ 00:39

    “Te li ricompro, stai calma”.
    AAAAAAAARRRGHHHHHH.

    se non si fosse intuito, sappi che ho letto soffrendo. e ho sperato che alla fine l’avessi soffocata col panno vileda incriminato.

  21. yaris

    6 Novembre 2007 @ 09:38

    mony, ti ricordi quel discorso sulle morti famose ravvicnate, è rissuccesso e stavolta con più persone, settimana scorsa don benzi, ieri liedholm ed è di pochi minuti fà la notizia della morte di enzo biagi

  22. MonicaGellerB

    6 Novembre 2007 @ 12:08

    ENZO BIAGIIIIIIIIII??? NO, DAVVERO????? CAZZO! Già ieri ci son rimasta male per Liedholm, mo’ Biagi.
    Se succede qualcosa a Vianello giuro che piango.
    E comunque, l’ennesima conferma alla teoria.

    ps. FanZen, sul fronte insopportabile tu mi batti alla grande.

  23. ciccio

    7 Novembre 2007 @ 15:43

    che vita movimentata in quella casa, non ci si annoia mai =D

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