Lui sì che la sa lunga
Antonio Ricci ha detto che la gente sana di mente il sabato e la domenica non guarda la televisione.
Io ho appena finito di guardare il Dottor House su Sky, quindi sono esonerata, nonostante la mia salute mentale non sia delle migliori, sperando che per “televisione” intenda i soliti sei canali (La7 per me ha ancora una forte dignità, quindi non la includo).
Mia madre mi ha riportato questa frase subito dopo il mio urlo ”mamma cazzo, Buona Domenica no!”, ma cosa volete fare ad una che poi ti risponde “lo so lo so, voglio solo vedere se c’è Milo“.
Ah beh, allora.
…
Memore di tale affermazione, mi faccio un po’ di zapping: Rai1 si butta sulla novità e manda in onda un film con Bud Spencer. Ouch, sbam, slam e tanta felicità con sottofondo western anche se non c’è in giro manco un cactus.
Su Rai2 c’è il nuovo programma più inutile della storia, Quelli che una minchia, visto che di calcio neanche l’ombra in lontananza: sembra fisicamente impossibile ma la Ventura è sempre più bionda, e lo noto solo adesso, dato che mi rifiuto di guardare ogni sua trasmissione per non darle neanche un cicinino di soddisfazione (tanto per l’Isola dei Famosi mi aggiorna mia madre)(e comunque, col cazzo, mercoledì c’è House e Grey’s Anatomy, guarda un po’ se perdo tempo con Malgioglio che piange perché si è spezzata un’unghia). Sempre più bionda e con due tette finte che adesso, mi pare di aver letto da qualche parte, ripudia e vorrebbe indietro il vecchio paio. Pensate, abbiamo pure la Pamela Anderson de noantri, che fortuna. Inutile come una coperta di lana a Ferragosto, non c’è neanche più Gene Gnocchi, che se non sbaglio ha detto “se inviti ogni domenica le stesse persone poi non so più come prenderle per il culo”. E infatti oggi c’è Giletti, uno che non c’è mai andato dalla Ventura, ma proprio mai.
Rai3 invece propone il ciclismo, e qui andiamo sui gusti personali e sull’opinabile. Io opino che il ciclismo mi fa cagare come pochi altri sport al mondo, quindi si boccia a priori, che sia di domenica o che sia di mercoledì (che comunque c’è House e Grey’s Anatomy e col cazzo che guardo il ciclismo).
Rete4, come Rai1, opta per l’innovazione e manda in onda Stanlio e Ollio. A colori. Uau.
Canale5.
Tatataaaaaaan.
In questo momento noto con sommo disgusto che c’è ancora quell’orribile gioco che si potrebbe riassumere col titolo di “c’abbiamo sto coglione di Bettarini che non sa fare niente, facciamolo scegliere tra due ”contendenti” che messe insieme fanno un quarto di un quarto di cervello, ovviamente facendo finta che lui non si sbatta la Perego nei camerini”.
E se non vi basta, quando mia madre (che mi dà sempre più motivi per far finta di non conoscerla) si è sintonizzata per i primi minuti, la Peg-Perego ha annunciato che, mamma mia che fortuna, quest’anno c’è pure Braida, ma non Ariedo Braida, che avrebbe paradossalmente più senso, no no, Beppe Braida, quello che non ti fa ridere manco se ti promette un miliardo di euro in cambio. La miseria piuttosto.
E se anche questo non vi basta, mi pare di aver sentito parlare (che nel mentre io stavo pulendo la cucina, quindi avevo ben altri divertimenti) di un lampione in studio, dove attaccheranno i lucchetti dell’ammmòòre e sotto il quale la Gregoraci aspetterà i clienti la notte. Come unire l’inutile alla prostituzione. Avantissimo.
In questo momento su Italia1 c’è il Meteo. Vorrei continuare a pensare che questo sia il programma in onda per tutto il pomeriggio, meteo perenne, ma come nascondervi che in realtà ci sono I Gremlins?
Pure con lo sconto
Oggi ho comprato dei biscotti per il mio cane che probabilmente non mangerà, anzi, mi guarderà come per dirmi “cosa cazzo ti è passato per la testa, questi te li mangi tu“, solo perché il “commesso” del negozio di animali era carino.
Non ho saputo resistere, con i suoi occhioni, avrei comprato anche del mangime per uccelli o cibo per serpenti velenosi, millantando chissà quale esperienza in campo animale.
Appena uscita dal negozio ho detto alla mia coinquilina “portami più spesso con te quando compri da mangiare per Satana”.
Pù Purrì #3
- Sono quattro (4) giorni che esco con la cerniera dei pantaloni aperta. Non credo sia distrazione, per quattro giorni di fila, credo che a questo punto si possa classificare sotto la categoria “malattie mentali misto a demenza”. Che poi, ho capito perché il portiere, di solito musone, mi sorride tutte le mattine.
- Stamattina sono uscita con i codini. Sì, i codini, ho preso i capelli e mi sono fatta due adorabili (?) codini. Qualcosa in contrario? Perché mi guardate? Sono così ridicola? Sono due codini, c’è gente che va in giro con i capelli blu e guardate me? Colpa mia se quando c’è umido i miei capelli assumono forme non concepibili dalla fisica e devo tenerli a bada in qualche modo? Per farvi dispetto, me li faccio pure domani.
- E, OMMIODDIO, cos’è quel quarto aiuto a Chi vuol essere Milionario? Lo “switch” (che mi ricorda terribilmente gli switching cost di economia e un po’ mi fa paura)?! Cioè, no Gerry, sta domanda mi fa cagare, passaparola. E’ come se all’esame non sapessi rispondere ad una domanda e chiedessi quella di riserva. (…) Sarebbe bellissimo.
- E, PORCAZOZZA, spiegatemi il senso di Dragonball alle 19.40. Cioè, mi avete tolto mezz’ora di Camera Cafè per DRAGONBALL? Chiunque lo abbia fatto nel cervello ha segatura bagnata. No, davvero, sono incazzata come una iena.
- Nuove notizie sul fronte gatto: stamattina ho detto alla mia coinquilina che lasciare televisione e luce accesa perché “le fanno compagnia” è una delle stronzate più grosse che abbia mai sentito. Credo non voglia accettare il fatto che con i gatti, che tu ci sia o non ci sia, non cambia molto. Non scodinzolano nemmeno (sì, mi sono segnata al dito che Satana non mi scodinzola quando mi vede; ci vuole così tanto? Impara sant’iddio!). Stamattina, in bagno, ha voluto le coccole in un momento poco idoneo. Non posso fare neanche la pipì in pace che questa mi salta addosso e comincia a fare “ffrrrr fffrrrr”.
- Fa un freddo boia e io non potrei essere più felice di così (attenzione: non è sarcasmo). Io e il mio naso congelato vi salutiamo calorosamente.
Il padrone è una cicogna il posto se lo sogna (…)
La mattina in metropolitana è un inferno.
Mi viene da pensare che sia così dovunque, non solo a Milano: 8 di mattina, tutti in piedi, spiaccicati come sardine contro le porte, non contenti, si leggono pure il giornale, sai com’è tanto c’è spazio a sufficienza, altre due persone e rischio l’asfissia.
Ma a proposito, parliamone, di quei deficienti che vogliono entrare a tutti i costi nel treno quando non c’è un cazzo di posto neanche per un capello in più. Se non vuoi fare tardi, signora sulla quarantina con la borsa figa e il portatile, non prendi la metro alle otto, fai alle sette e mezzo, basta mezz’ora prima, per evitare che mezza Milano ti guardi in cagnesco e che ti auguri la morte.
Io, poi, sono pigra. Non ho voglia di stare 13 fermate in piedi a dondolare attaccata ad un palo e rischiare ogni fermata di crollare addosso a qualcuno, quindi appena salgo comincia la caccia al posto, cosa che fanno quasi tutti, ma non vogliono darlo a vedere.
Che il signore stia leggendo il Sole 24 o la signora stia leggendo Cosmopolitan, appena si libera un posto, stranamente, se ne accorgono subito, fregandoti perché pensavi fossero troppo persi nella lettura.
Escono come funghi, aspetti la fermata della stazione, dove escono quasi tutti, e in un attimo, gli stessi stronzi che se ne stavano in piedi indifferenti saltellano qua e là e ti fregano il posto che avevi adocchiato; punti una tizia che si prepara per scendere, ti avvicini come se niente fosse e appena scende, eccoli, i mille funghi velenosi pronti a ciularti il posto.
Dunque, chi può biasimarmi se stamattina ho praticamente dato una spallata ad una per riuscire a prendere il posto vicino alla porta, il più ambito? E se questa è caduta rovinosamente addosso ad un’altra e io ho mascherato il tutto con il mio sguardo innocente e “scusi, sono inciampata“.
Io ho la coscienza a posto.
Cani e porci
Facciamo così: Miss Italia è un concorso fuffa, truccato dall’ultimo al primo minuto.
O è così, o gli italiani, oltre ad essere deficienti in automatico per sprecare soldi nel votare Miss Italia, hanno anche dei discutibili gusti in fatto di donne.
Non che la nuova Miss sia brutta eh, difficile superare la bruttezza dell’anno scorso e della Chiabotto (ovviamente, che ve lo dico a fare, bruttezza in quel contesto, è ovvio che cesse non sono), ma, insomma, la Miss Italia deve essere particolare, una bellezza fuori dal comune, magari non scontata, ma questa pare la prima deficiente che passa in costume alla quale hanno detto “toh, pigliati sta corona, tra un anno ridaccela”.
Ve lo dico col cuore, una mia decennale amica, la classica amica alla quale vuoi bene ma non puoi perdonarle il fatto che quando siete insieme ti senti uno schifo di donna non degna di essere chiamata tale, la batterebbe con la sola imposizione dello sguardo; poi, certo, appena apre bocca il livello di intelligenza è più o meno simile (nonostante la mia amica sia laureata)(stronza), ma insomma, stiamo parlando di tette e culi non di fisica quantistica.
Niente che spicca, niente che ti fa dire “ecco quella che non sarò mai io, e quindi meritevole di un titolo fuffa del genere”; che poi non so se avete visto chi è la seconda: è praticamente il secondo trans del programma, una certa Passante, che la Goggi mi ha fracassato le palle per secoli con “passante, ha-ha, che passa il turno“. Ha-ha, non fai ridere, ma neanche per sbaglio.
Purtroppo non ho visto la premiazione in diretta (quale perdita), mi sono addormentata con il libro sulla faccia. A proposito, mi sapete dire di che me ne faccio di un 28 all’orale quando mi fa media con un 18 e diventa un fottuto 23? Amen, uno in meno.
E miracolo fu
(sottotitolo: evviva la politica del “quel che arriva prendo“)
Voi non capite quanto quel 18 ad economia dei media significhi per me.
E poco importa se il mio voto era sopra ad un “gravemente insufficiente” e per un attimo ho avuto un infarto di quelli che si ricordano tutta la vita, fa niente, io ho superato un esame di economia, è come se la Vento riuscisse a formulare una frase di senso compiuto, un evento irripetibile, senza precedenti.
Certo, ha-ha, quanto sarebbe divertente se, ha-ha, improvvisamente facessi scena muta all’orale che mi serve per avere il voto, ha-ha, finale?
…
Ha-ha.
Intervallo
Un raro momento di calma (apparente): Satana dorme.
Con la partecipazione passiva della mia pancia as “cuscino”.
Ps. dopo dieci minuti mi ha morso un braccio.
Miss Italia col botto
Ditemi che l’avete visto, vi prego. Vi prego. Ditemelo anche se non è vero. Se vi siete persi l’inizio di Miss Italia, ieri sera, vi siete persi un momento della televisione che passerà alla storia; di sicuro, quando morirà Bongiorno (tra una ventina d’anni), faranno rivedere questo filmato come “la volta che la Goggi fece gli fece il cazziatone in diretta in prima serata su Rai1 a Miss Italia”. E fu la fine di Loretta, pace all’anima sua e riposi in pace.
La mia coinquilina aveva la faccia disperata, pensando che quello fosse l’inizio della fine del mondo, io avevo un sorriso a mille denti e continuavo a ripetere troppo togo (non è vero, continuavo a dire “adoro queste cose”, ma “troppo togo” ci stava bene).
Non ho ben capito come sia iniziata questa cosa, ci siamo sintonizzate quando stava parlando Fiorello e io ho cominciato a blaterare, come al solito, su quanto mi piace e quanto ho riso al suo spettacolo (questo è vero eh); ad un certo punto, la Goggi scende le scale, e da quando io sto ad ascoltare quello che dice la Goggi? Non me la filo di pezza, com’è giusto che sia, ma la mia coinquilina mi sveglia dal torpore mentale dicendomi che se n’è andata. Io sento la disgraziata dire in lontananza “ma stiamo scherzando?” e penso davvero che sia tutto uno scherzo; e invece no, il silenzio cade pesante sulla stanza e anche il gatto sta col fiato sospeso (e un palloncino in bocca) per sentire cosa ha da dire Bongiorno: niente. Mah, cosa sarà successo, allegria, giri la ruota, mah, si sentirà male, non capisco, eh. E parte la sigla di Ricky Martin. Brrrrr.
Attendo con ansia il ritorno in studio, aspettandomi il corpo della Goggi riverso sul pavimento in una pozza di sangue e Bongiorno con un martello in mano, ma appare lei, Miss Italia 2006, e solo ora mi rendo conto di quanto è brutta. Lei non aspetta altro, si fionda sulla scaletta e dice “presento io! io io io io io!” poi si ricorda di essere la prima cioccolataia che passa e dice “anche se non mi sento in grado”. Ah, ma va? Giura?
Dopo un po’ la Goggi torna (nooooo, è tornata!), perché deve cantare la canzone di Cenerentola con delle deficienti che le sgambettano dietro con cestini pieni di fiori, mica pizza e fichi eh. Una volta finito, arriva il momento topico: il cazziatone, dove Mike che si fa piccolo piccolo fingendo di non capire. “Tu hai fatto un casotto ieri con le prove e adesso hai cambiato la scaletta, io domani entro per prima e ti faccio entrare dopo mezz’ora, come ti sentiresti? Mi hai trattata come Edi Campagnoli”. Quello è stato il momento preciso in cui io mi sono rotolata per terra dalle risate, vedendo Mike di un colore in faccia difficile da descrivere, inebetito, imbambolato, non sapeva cosa dire se non “non capisco”. Eccerto Mike, non capisci. Vi siete persi, oooh se vi siete persi. Quasi quasi oggi guardo Studio Aperto va, rischio tutto.Ps. dopo venti aspiranti “nulla” avevo già individuato almeno dieci gavorchi e il resto “passabili, ma non da Miss Italia”. Dopo aver sentito la 007 dire nella presentazione “licenza di uccidere“, ho sentenziato “fuori a calci nel culo”, e così fu.
Il mattino ha il vaffanculo in bocca
Stamattina, quando la sveglia mi è suonata alle cinque (ripeto: 5), è stato uno di quei momenti dove mi sono pentita amaramente di non essere andata a lavorare in miniera e di aver scelto di prolungare questo martirio sui libri per altri tre (se, certo) anni.
Voglio dire, avete presente com’è svegliarsi alle cinque, con il collo incriccato, il mal di gola e il naso chiuso perché la tua coinquilina, per qualche motivo, lascia tutte le finestre e le porte aperte la notte (no, lo so il motivo, è che Satana deve stare fuori ogni tanto, poverina) e il gatto che ti aspetta fuori dalla porta del bagno, come per dire “hai finito?”?.
Ecco, stamattina, quando mi sono svegliata, ho ripetuto a me stessa almeno mille volte “perché, perché ti ritrovi sempre due giorni prima dell’esame a dover fare le rincorse per arrivare ad una preparazione decente?”, preparazione decente che non si sa ancora se mi è servita per passare il fatidico e bestiale esame di economia dei media, che è già la terza volta che dico “mah, sono fiduciosa” e per due volte mi sono ritrovata a maledire il giorno in cui mi sono detta, massì, facciamola questa università.
Il professore mi ha guardato e ha sghignazzato “vedo molti volti familiari”. Cazzo ridi.
Ma in fondo, sempre meglio lui della famosa assistente dal cognome temibile, la Bagnasco, che se avessi potuto le avrei tolto il palo che tiene su per il culo e l’avrei ripetutamente colpita obbligandola a risolvermi l’esercizio con annessi calcoli.
Lei, la classica assistente figlia di puttana (oggi la giornata è all’insegna della finezza, adesso esco e sputo a chi mi passa troppo vicino per strada), che non molla un attimo lo sguardo su noi poveri disgraziati credendo che appena si gira tiriamo fuori papiri di appunti per copiare. E poi, Bagnasco, si vede lontano chilometri che non trombi da secoli, ce l’hai scritto in faccia, una donna non può avere quel ghigno senza un motivo preciso.
Quindi, se c’è qualcuno che crede e che di solito prega, metteteci una buona parola per me, ora come ora potrei affidarmi anche al dio di sta ceppa se riuscisse a farmi passare l’esame; in fondo, non c’è due senza tre, sperando che non ci sia tre senza quattro. Non vi ho fatto niente di male, suvvia, fatelo per una buona causa.
Comunque, un paio di notizie random e molto futili: Jennifer Lopez vuole cantare con le Spice perché ha sempre sognato di farne parte (come io ho sempre sognato di far parte delle Lollipop) e quando Paris Hilton deciderà di riprodursi, l’anticristo si chiamerà London. Non vedo l’ora, in entrambi i casi.
Cervo a primavera
Mi pareva strano, che non tornasse: ieri pomeriggio, durante uno zapping svogliato, il tipico “sì sì, cinque minuti e poi studio” (non è vero), su canale5 ho visto Uomini&Donne e d’istinto ho guardato l’orologio; non so perché, forse come dire “siamo già in quel periodo dell’anno? La fine è così vicina? E perché mi sono persa i Simpson?”.
La cosa brutta non è il ritorno del programma, che c’è di peggio (per esempio il Costanzo Show con la sorella di Sabani), ma il fatto che primo, quella shampista (o sciampista?) di Karina (o Carina?) è ancora viva e non è stata fagocitata dalla terra tra dolori atroci come speravo, secondo, la De Filippi fa sempre più paura, abbronzata e magra come non lo era mai stata, terzo, che minchia ci fa ancora quel deficiente di Luca Dorigo sul trono?
Per chi non lo sapesse, beata innocenza, tale Luca Dorigo è uno che sul trono c’è stato, secondo i calcoli della Nasa, almeno trecento volte, e tutte le volte l’ha preso, sempre secondo calcoli della nasa, nel culo.
Ora, non è che io mi appassioni più di tanto alle storie di Uomini&Donne, ma la sua vicenda, non so perché, l’ho seguita con particolare interesse (di sicuro non perché trovi attraente il suddetto, che fa ridere i polli), forse perché sapevo dentro di me che avrebbe ricevuto un no secco, in faccia, sputato, e come perderselo?
Così successe, un no da una certa Amalia, una che se la vedi dalla faccia capisci subito che, oltre che zoccola, è stronza come poche; incassato il rifiuto, torna sul trono e torna pure lei, chiedendo perdono, scusa, non lo faccio più, lo giuro sul canguro. Ovviamente alla fine sceglie di nuovo lei (nessuno se lo aspettava eh?) e lei, mentecatta, accetta. Accetta fino a che non partecipa a “La Pupa e il Secchione” e molla di nuovo il povero Dorigo; nel frattempo, il poveraccio, che fa, per passare il tempo si mette con Melita, quella del Grande Fratello che lo ha incornato bene bene davanti a tutta l’Italia, Liorni e Marcuzzi in prima fila, con quel figaccione di pompiere riccioluto.
Memorabile la scena del confronto tra i due durante una puntata del GF, dove lui le dice “hai detto che senti le farfalle nello stomaco (per il pompiere, ndM), ma ricordati che le farfalle sono animali che vivono poco“, momento di alta televisione, saggezza pura, non si vedeva una cosa del genere dalla sfuriata di Cecchi Paone contro i reality durante i Telegatti (ricordo che stasera inizia l’Isola dei Famosi con Cecchi Paone).
Dunque, se non conoscevate Dorigo prima di questo post, adesso sapete che è il cornuto d’Italia, c’ha talmente tante corna che non passa dalla porta; dopo questa premessa, è normale chiedersi cosa ci faccia ancora sul trono, no? Perché, Luca Dorigo, disperato ragazzo mio, perché lo fai? Perché vuoi umiliarti ancora? Chi ti paga? Chi ti minaccia? Chi te lo fa fare? Ti seguirò con compassione e pazienza. Dai Dorigo, sei tutti noi (ma anche no).
Trova l’intruso
Quindi, mi avete detto che Miss Italia non è ancora cominciata (fiuuuu), ma in compenso ci sono già le foto delle tapine. Bene.
C’è da fare una piccola premessa: sono senza occhiali da vista, perché mi si sono clamorosamente spaccati in due, ancora non si conosce il perché, il RIS arriverà a giorni per stabilirlo. Ergo, in questo momento, per evitare di scrivere in aramaico, sono appiccicata allo schermo del computer, scena ridicola che comunque non serve a molto, appurata la mia vista post sbronza. Ma questo non mi ha fermato, una volta aperta la schermata delle Miss ho subito individuato il trans che si è imbucato: Marcantonio (un cognome un perché), ti ho sgamato.
Me la pagheranno
La mia coinquilina sabato mi ha trascinato ad un matrimonio con l’inganno. “Dai, è un’amica di mia madre, andiamo solo a vederla, mica entriamo“, sono state le ultime parole famose. Appena arrivata la sposa un brusio generale che aveva come succo “oooh quant’è bella, pare una bambolina“, io invece mi sono trattenuta dal dire che era la sposa più brutta che avessi mai visto, con un naso che era l’astuccio dell’astuccio dell’astuccio di tutti i nasi del mondo messi insieme; se bambola deve essere, a sto punto la bambola assassina, non di più. Mi hanno trascinato dentro con la forza, e stranamente non sono bruciata viva appena varcata la soglia. Il prete non sapeva quando farci sedere e quando alzarci in piedi, il matrimonio è cominciato nel migliore dei modi, con una delle testimoni (da me soprannominata ”chi è quella culona?”) che non si è presentata in tempo, io continuavo a starnutire, evidentemente sono allergica al clero, e ad un certo punto mi si è pure staccata una spallina del reggiseno. Credo di aver bestemmiato, mi sembrava il luogo più adatto (blasfemia allo stato puro oggi, sarà il 19 che ho appena preso ad un esame); il culmine comunque c’è stato quando la mia coinquilina mi ha sussurrato all’orecchio “lei è ancora vergine, a 33 anni” e io ho risposto “e come cazzo ha fatto?”, ma non sottovoce. Le mie soavi figure di merda.
Vedere quel matrimonio, pacchiano come pochi, con gente che applaudiva e la madre della mia coinquilina che ha fatto un cuore di riso davanti alla chiesa con le iniziali dei due disgraziati, mi ha fatto capire che non mi sposerò mai. E se succederà, sarà tipo “vuoi tu, cosa, prendere coso come sposo e blabla?” “Mah, prendiamolo” “Vuoi tu coso, prendere cosa come tua sposa?” “Ha-ha. Ha fatto la rima. Vabbè va, facciamolo” ”Andate in pace” “Pure tu” “Tante care cose” “Arrivederci” “Senza rancore”.
Comunque, così per dire, lo sapevate che se prendete un gelato all’Ikea dovete farvelo da soli? Quando ho ordinato ho pensato “stai a vedere che ci danno due bulloni, un po’ di latte e di zucchero e dobbiamo farcelo da soli”, quando la cassiera mi ha dato in mano i coni ho sperato che ci fosse una telecamera nascosta per una candid camera. E quei coni erano fatti di cartapesta, non ci sono altre spiegazioni.
Ps. proprio ora che torna il mio amato palinsesto invernale, non ho un attimo di tempo per guardare la mia amata tivvù. Ditemi una cosa, Miss Italia c’è già stato e io me lo sono clamorosamente perso, o sono ancora in tempo?
Il futuro è fluo
Non avevo messo in conto che settembre equivale all’inizio delle scuole. Davvero, me ne sono dimenticata, o almeno, mi sono dimenticata delle conseguenze. Fino a stamattina, prendendo l’autobus, quando l’immagine di una mandria di 13/14enni, che parlavano ancora dei loro esami delle medie, si fa mano a mano più nitida.
Rimango nel dubbio fino all’ultimo, salgo o non salgo, questi stanno andando in “gita” da qualche parte, sono ancora più euforici del solito; decido che non posso farmi intimorire da un cumolo di Pinko Bag e di jeans che lasciano intravedere mutande, e salgo.
Mentre faccio finta di guardare il nulla, ma in realtà sto decidendo quale delle galline che mi stanno intorno mi sta più sulle balle, sento dire “quando crepo voglio una bara rosa. Cioè, non un rosa scagazzato, un rosa fluo, cioè”.
…
Non vi è venuto anche a voi un brivido sulla schiena e la speranza che quel giorno arrivi in fretta, per il bene dell’umanità?











