Allora, ricapitoliamo:
Quella figlia di troia della mia, per fortuna ex, coinquilina, alla quale ho augurato di morire in mille modi resuscitare e poi morire di nuovo, se ne è andata di casa non dicendo al padrone che io rimanevo, staccandomi luce e gas e lasciando la mia roba a marcire in frigo.
Ora, immaginatevi di tornare in una casa dopo più di due mesi, dove da quasi una settimana la carne in congelatore sta marcendo. Se non vi viene in mente l’odore della carne marcia, forse vi aiuterà il fatto che quando ho pulito ho vomitato. Immaginatevi di entrare e accendere la luce e toh, non va. Perché non va? Perché quella grandissima figlia di troia (ma troia pure lei) ha fatto mettere i sigilli e sono rimasta senza luce e senza gas per quasi un giorno. Anzi, ora la luce c’è, ma il gas me lo attaccano venerdi, quindi, se qualcuno mi vuol portare fuori a cena, ben venga, sappiate però che probabilmente vi manderò a cagare appena mi rivolgerete parola.
Il primo che mi dice “che sarà mai” verrà ucciso, direttamente, senza passare dal via; quella notte ho dormito si e no tre ore, primo perché ho paura del buio, secondo perché senza ventilatore morivo dal caldo, terzo perché ero molto impegnata ad ascoltare ogni minimo rumore sperando che non fosse un ladro violentatore. Ogni tanto mi svegliavo per controllare che la candela non avesse bruciato la casa e, in preda a convulsioni da afa, prendevo la bottiglia d’acqua per versarmela sulle gambe. Son bei momenti.
Il giorno dopo, ho passato la mattinata a pulire casa e la stanza libera (che la figlia di troia amava rotolarsi nella polvere, quindi potete immaginare in che stato fosse), nel frattempo cercavo di strapparmi la pelle per vedere se così si sudasse meno. Non ci sono riuscita. Ah, naturalmente, niente gas niente doccia calda, quindi questo caldo afoso fa proprio al caso mio in questi giorni.
Ah, se qualcuno di Milano si stesse chiedendo “ma com’è che piove dieci minuti, poi sole, poi ripiove, poi niente, poi sole?”, la risposta ve la do io: il nocciolo è che non ho l’ombrello. Non lo trovo, probabilmente l’ho lasciato a casa, e il Dio degli sfigati lo sa, per questo fa piovere ogni volta che io esco di casa. Senza ombrello.
Il lavandino in bagno perde, in cucina pure, la “cornetta” della doccia anche (probabilmente, figlia di troia si è divertita a distruggere la casa prima di andarsene) in tre giorni non ho mangiato niente di decente, ho dormito niente, la testa mi sta scoppiando, la nuova coinquilina ha una gattina di cinque mesi tanto caruccia, fatto sta che mi ha già cianciucato una mano e un braccio, non mi sento più i piedi, non mi sono fermata un attimo e il letto è un miraggio e in tutto questo, mia madre, per prendermi in giro, mi telefona la mattina urlandomi “Buongiornoooo!”. Buongiorno una beata sega.
Fisicamente sono presente, il mio corpo non si è ancora deteriorato (ma altri due giorni così e probabilmente succederà), respiro e cammino, ma il mio cervello si è fottuto già da un po’.
E state attenti a quello che dite, che sono nervosetta, se mi gira vi ficco tutti nello spam eh.
…
Sigh.
Sicuramente mi sarò dimenticata qualcosa, ma non fa niente: pensate agli inconvenienti più fastidiosi che ci possano essere, sicuramente sarà successo anche a me. Due volte.
Ps. potrei istituire un numero dove mandare sms di supporto? Tipo “aiuta anche tu Monica ed evitare la crisi di nervi con un semplice sms“.
ME L’HAI APPENA DETTO