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Stavo pensando che a volte i luoghi comuni sulle donne al volante sono veri (non per me, ovviamente – che paracula). Ho preso un taxi, sabato pomeriggio (e il primo che mi critica perché prendo un taxi venga a prendermi alla stazione centrale di Milano la prossima volta, grazie) e mi è toccata una donna. Mai successo.
Entro e vedo che fa partire il tassametro da tre euro, anche questo, mai successo, gli uomini hanno sempre fatto partire il tassametro da cinque euro. Buono a sapersi, le donne sono più oneste.
Non faccio in tempo a pensare che forse le donne tassiste sono migliori che mi son dovuta ricredere: ha sbagliato strada. Mi sono ritrovata a Milano Due, e quando ho visto il cartello con scritto Milano e la preoccupante sbarra rossa sopra, mi sono detta che questa mi avrebbe sicuramente tramortito per poi togliermi un rene e lasciarmi morire in tangenziale. Son quei minuti in cui ti rendi conto che andare in giro con un’arma contundente non sarebbe male. Mi ha fatto lo sconto di due euro.
Altra cosa: stamattina ho fatto il maledetto esame di Economia dei media, e chi vuole sapere di cosa si tratta rispondo: una merda assoluta. E che sia maledetto è poco ma sicuro, visto che la percentuale di insufficienti è del 31% (queste sono le statistiche che tutti gli anni il professore fa vedere nella prima lezione. Questo sì che è incoraggiamento). Pochi giorni fa ho visto che una delle docenti (detto in altri modi, un’assistente del cazzo) si chiama Bagnasco. Ho avuto un brivido, sperando che sia un semplice caso omonimia. Nel caso invece lei mi corregga il compito e mi dia anche solo uno straccio di sufficienza, sia benedetta lei, tutta la sua famiglia (qualunque essa sia) e tutti i santi in paradiso.
Terzo: durante il viaggio in treno ho visto una cosa che mi ha sconvolto. Da lontano, un edificio alto quanto il Machu Pichu, blu, lungo quanto la muraglia cinese, con una scritta in giallo che a mano a mano diventava sempre più chiara “IKEA, Deposito centrale”. Volevo solo dirvi che ho avuto un principio di sindrome di Stendhal e volevo scendere.
A questo proposito, visto che in viaggio faccio grandi riflessioni filosofiche (sempre che non mi addormenti appiccicata al finestrino in una posizione che di umano non ha niente), volevo farvi una domanda: è vero o non è vero, che ogni volta che si sale sul treno ognuno di noi legge la targhetta “non gettare oggetti fuori dal finestrino” e deve leggerlo in tutte le lingue, altrimenti non è un viaggio in treno come si deve? E’ vero o no? Se mi dite di no siete degli ipocriti.
Io invece mi chiedo: ma Pot Pourri che lingua è? Perchè se è francese, la prouncia “purrì” va bene, ma perchè “put” e non “pò”???
E se è inglese “purrì” non va bene, perchè quanto meno l’accento cadrebbe sul dittongo “ou”, e perchè “put” e non “pot”???
Se poi è un’altra lingua al di fuori di queste due, allora mi sta bene.
(Comunque secondo me è francese, come il casche pot -che non a caso si dice “pò” anche se la mia mamma dice “caspò”. Io caspai, tu caspasti, egli caspò – quindi “pò purrì”).
1) a me è rimasta impressa la scritta, letta almeno 15 anni fa, che non ci si poteva sporgere dal finestrino tra due stazioni prima di como, perchè c’erano dei lavori. tipo che se ficcavi fuori il naso ti decollavano, immaginai
2) mancanza di metro sotto casa o bagagli troppo pesanti?
Taxi? Ma dove dovevi andare? Con la metro vai quasi ovunque e costa meno!
e… in bocca al lupo per l’esame!!!
confermo…leggo sempre quell’etichetta…e non solo quando facevo la pendolare mi (ri)leggevo tutte le mattine il REGOLAMENTO…quello che trovi appeso tra una carrozza e l’altra!
E anche la scritta “e’ pericoloso sporgersi dal finestrino”, e anche ” tirare il freno di emergenza solo in caso di necessita”, che saperlo in tedesco e’ fondamentale.
Tra l’altro sono anni che non prendo un treno, ci sono ancora queste scritte?
NON E’ Vero! Quel cartello lo leggi solo tu ormai…
)
Tassista donna a Milano? Mai vista una.
Certo, solo Monica poteva beccarla!
Poi ci aggiorni sull’esame ( non ho capito se “una merda assoluta” è l’esame o quello che hai fatto tu
è stata quella maledetta etichetta che mi ha spinto ad imparare il tedesco… maledetti!
io la leggo anche quando salgo in macchina..
@ila: ma perchè ne hai una anche nella tua macchina?!
Ecco perchè i trenitalia son sempre in ritardo: non si può partire finchè tutti i passeggeri non hanno letto tutte le targhette e in tutte le lingue…tutto torna!
E’ più che vero. Così come in aereo le istruzioni non avrebbero senso senza “fasten your seatbelt”.
Certo che bisogna leggere la targhetta in tutte le lingue!!!
Beh, 31 % non è poi così male. Io mi ricordo che al primo esame che ho fatto il prof aveva detto che la mattina ne aveva bocciati il 60 %. Per me, matricola al primo esame è stato un trauma.
Ahahaha!! Bagnasco!!!
Miii, solo per il fatto che per fare un esame te ne sei andata nel torrido caldo milanesi ti meriti la lode!!
“Put purrì” non si scrive così, eh.
do not throw anything out of the window…
do not throw Monica out of the window, let her sleep…
Ma non capisco? Ed il navigatore satellitare non aiuta?
Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!
Per il taxi dalla stazione Centrale ti posso dar ragione solo se l’ora era tarda, perchè se no ci son tanti mezzi che partono da lì. Bisogna anche dire che Piazzale Duca D’Aosta per una ragazza sola non è il massimo. Oltre a leggere “non gettare oggetti fuori dal finestrino” mi vien spontaneo leggere “posto riservato ai mutilati ed invalidi”… buona giornata!
Il taxi lo prendo per bagagli troppo pesanti; una valigia che mi supera il fianco, con almeno dieci libri dentro, la mia borsa e la borsa del portatile, mi dispiace, ma da sola, scendere le scale della metro, nessuno che ti aiuta, scendere (scale mobili rotta 8 volte su 10) poi prendere un autobus, riscendere…no, non ce la faccio.
Questa volta ha ragione Monica…
Poverina. Nessun cavaliere che ti aiuti o ti venga a prendere?
Bè, allora è un’altra cosa… vero, non ti aiuta nessuno, io però mi sento a posto con la coscienza, mi sono specializzato in trasporto passeggini con bebè a bordo… pensandoci bene è una responsabilità, non voglio immaginarmi cosa può accadere se volo dalle scale della metro con un bambino che non è il mio…
la bagnasco!
in bocca al lupo!