Un cavalletta (quasi) immortale
Qualche post fa dissi che l’uomo che piace perché fa ridere non è un luogo comune e che è un requisito fondamentale per (quasi) tutte le donne. Ebbene, ne ho un altro: ho bisogno di un uomo che mi uccida gli insetti. Ho bisogno di uomo che, appena corro da lui saltellando con lo sguardo angosciato, la bocca contratta in una smorfia di schifo e disagio, le mani congiunte, urlando “C’E’ UN ANIMALE IN CAMERA” (mia frase tipica in questi casi, che può lasciare ampio spazio all’immaginazione, tipo “c’è un muflone in camera“), metta su il suo mantello da super eroe con scritto Bug Killer, to the Rescue e con un balzo suino si diriga verso la stanza incriminata, armato di scopa ed insetticida. “Morirai, scellerato!”. Sbam, sbam, fsssssscccchhh e sei morto, schifoso di un coso alato che non sei altro.
Ho bisogno di un uomo che non si ferma davanti a niente e che non si faccia innervosire da una che dice continuamente “è morto? è morto? E’ MORTO CAZZO E’ MORTO?! Guarda che non ci dormo qua eh! Dormo in vasca, dormo sul divano, dormo sulla poltrona, dormo sul tappeto ma questa camera non mi vedra finché non avrò il corpo senza vita di quel bastardo di insetto davanti ai miei occhi!”.
No ecco, proprio davanti no, che mi fa schifo, diciamo ad una distanza adeguata perché io possa constatare il decesso assicurato; e subito dopo, voglio che il suddetto Killer controlli ogni angolo della stanza per assicurarsi che l’animale schifoso non abbia portato con sé amichetti, che non si sia riprodotto in qualche secondo dando alla luce tanti piccoli mini esserini che svolazzeranno per la stanza entro pochi giorni sotto forma di ALIEN.
E soprattutto, bada bene che non faccia giochetti idioti, tipo, toh è sulla tua spalla, oppure che mi faccia “buh!” mentre mi aggiro angosciata per la casa; non per altro, lo dico per il suo bene, perché potrebbe ritrovarsi senza testicoli da un momento all’altro e non sono cose belle.
Ho bisogno di un uomo che non si stupisca e non mi dia della pazza chiamando la Neuro se, mentre saltello angosciata, mi passo freneticamente le mani tra i capelli controllando che non mi sia caduto in testa e per qualche strana ragione si sia intrappolato nei meandri del mio cuoio capelluto, che si sa, quei cosi non spiccano per intelligenza, può darsi che non riescano a trovare l’uscita una volta persi tra i capelli (e io ne ho tanti).
Tutto perché da piccola mi ci ritrovai una vespa, la quale mi punse una volta messa la mano tra il cespuglio che avevo in testa, perché, voi non lo sapete, ma da piccola io avevo i capelli di Beyoncé. Provate ad immaginare una vespa intrappolata nei capelli di Beyoncé e poi venitemi a dire se lo scenario non ha dell’apocalittico.
Ma perché, perché, perché dico tutto ciò? Perché la tensione e la paura colano dalle parole di questo post? Perché una mini cavalletta stava svolazzando in camera mia, poco fa; avevo già spento il pc, ero stanca, ero a letto in un tutt’uno col materasso e i cuscini, quando ad un certo punto ho sentito “bzzz“, e non era un “bzzz” zanzaresco, che ormai quello lo conosco e mi sono messa l’anima in pace. Con un movimento di reni di cui non sapevo essere capace ho fatto un balzo dal letto che neanche…non lo so, non so chi usa fare balzi dal letto, ma insomma, in un millesimo di secondo mi sono ritrovata fuori dalla porta di camera mia, accuratamente chiusa, dopo aver visto che quel coso verde aveva preso il volo e si stava dirigendo minaccioso verso di me.
Ho chiamato mamma, ho chiamato mio fratello, ho chiamato mio padre che mi ha mandato a cagare, ovviamente, ma alla fine quel coso è morto; è morto dopo che mia madre lo ha spiaccicato con la scopa, per ben tre volte, che quella stronza non voleva morire. Lo ha fatto urlando, saltellando, scattando e correndo in preda al panico, perché le donne di questa famiglia sono donne coraggiose; ma mentre per lei è un puro schifo, la mia è una fobia, ho il terrore di qualsiasi insetto, che voli, non voli, cammini, rotoli, si muova a passi di valzer, non faccio discriminazioni, a me fa paura. La dimostrazione sta nel fatto che, pur non avendo (stranamente) caldo, ho sudato come un toporagno in calore, ero fradicia e col fiatone, gli occhi sbarrati e il cuore in gola, ed ovviamente mi stavo ispezionando capello per capello.
Mentre lo facevo mi ripetevo che sì, ho decisamente bisogno di un uomo-insetticida, altrimenti non c’è futuro.












Ieri sera qualcosa mi ha trattenuto davanti alla televisione, non ho staccato gli occhi e non ho cambiato canale neanche durante le pubblicità (che va più o meno sotto la voce “evento” o in alternativa “miracolo“). Ieri sera, su Rai Tre,
ME L’HAI APPENA DETTO