Notte prima del Tg2
Ecco ecco ecco, ho trovato. Ho trovato cosa penso sia più urticante insieme ai servizi dei telegiornali sul tempo: i servizi sulla maturità. Quelli dove c’è una grande eccitazione nel sapere quali sono le tracce dei temi e in realtà non fotte niente a nessuno, dove ci sono i giornalisti appollaiati davanti alle scuole aspettando il primo disgraziato che esce per poi dirgli “era difficile?”. Un po’ come un “fa caldo?” in mezzo al Sahara.
Questo perché, se una volta uscita dall’esame orale andavo a 180 per le strade dei paesini toscani immersi nel verde e passavo con i semafori rossi, significa che ero ben felice di andarmene da quel fottuto liceo (e anche che potevo benissimo essere arrestata, me ne rendo conto), euforica e inebriata dal senso di libertà.
Se quando sono uscita dall’aula ho cominciato a saltellare e urlare significa che di maturità non ne volevo sentire più parlare, e anche che avevo fatto la mia porca figura quando la professoressa di tedesco mi chiese Kafka. Se non si conta che poco prima le avevo detto “professoressa, io mi ricordo solo Kafka, faccia lei”.
E non voler più sentir parlare di maturità significa dimenticarsi della prima prova scritta quando una telecamera di chissà quale televisione locale piombò tra i banchi, dal nulla, compresa nel prezzo, e che per non farmi riprendere mi nascosi sotto il banco.
Dimenticarsi di aver fatto una seconda prova di francese perfetta, senza neanche un errore, perché è ora di finirla, continuare a menarsela dopo anni non fa fare una bella figura (comunque, oh, perfetta).
Dimenticarsi di quella terza prova che mi mandò in crisi, perché fu fatta alle due di un pomeriggio di luglio, di un anno con l’estate più torrida degli ultimi milletrecentocinquantamila secoli, con l’aria condizionata della C3 che non funzionava più, con il banco vicino alla macchinetta del caffè che emanava lo stesso calore del sole e con la domanda di educazione fisica che comprendeva sapere l’altezza della rete nel “giuoco” della pallavolo.
Risposi: “lo ignoro, ma so che non ci arrivo”. Cancellai prima che il professore si dirigesse verso di me con le classiche mani tenute dietro la schiena e il passo “se ti becco a copiare ti uccido”.
Non mi riesce copiare, non mi è mai riuscito; per anni mi sono fatta bigliettini che non ho mai usato, quando decisi di farlo per il compito di biologia, che abilmente saltai al primo turno, durante l’ultimo anno, la professoressa mi beccò all’istante e mi fece fare davanti alla classe una delle figure di merda più grandi di tutta la mia vita. Troia.
Dimenticarsi della maturità significa dimenticare anche questo. Ma anche di quella volta che sputai per sbaglio la cingomma sul libro di latino durante un’interrogazione alla cattedra dicendo subito dopo “son cose che capitano”; dimenticarsi di quella volta che la professoressa di chimica mi chiamò alla lavagna per poi dirmi “stendiamo un velo pietoso e torna a sedere”; di quel nove e mezzo preso nell’ultima interrogazione di storia dell’arte, rischiando di perderlo subito dopo per essermi fatta beccare durante il ballo della vittoria; dimenticarsi di quella volta che consegnai il compito di matematica in bianco, limitandomi a riportare i problemi con ampie decorazioni fosforescenti dicendo alla professoressa “non sto consegnando in bianco, sto consegnando in technicolor”.
Dimenticarsi di quella volta che la professoressa di tedesco mi chiese di leggere un brano leggerissimo sulla seconda guerra mondiale e io, con un raffreddore che mi stava uccidendo, risposi “mi mette davanti ad una scelta difficile: o leggo o crepo soffocata”.
Dimenticarsi di quella volta che, al buio durante la visione di Via col vento (il che poteva essere facilmente scambiato per suicidio di massa), riuscii a convincere gli altri a creare l’atmosfera “sventolando” i cellulari come se fossero accendini ad un concerto di Venditti.
…
Suvvia non fatemi piangere, basta con questi servizi sulla maturità.
Mella
21 Giugno 2007 @ 01:11Sembrano i miei racconti del liceo!
Comunque volevo sapere una cosa… ma come ti è uscita la seconda prova di francese? ;)
MonicaGellerB
21 Giugno 2007 @ 08:16Perfetta…
killinmilk
21 Giugno 2007 @ 09:05anche a me all’ultimo esame di tedesco che ho fatto è capitato kafka…il prof mi fa “ora traduciamo un po’… ” ed è stata una situazione davvero kafkiana. ma chi sarebbe questo kafkian?
Deception Point
21 Giugno 2007 @ 09:48Cavoli, che tempi lontani! E sì che non sono passati molti anni!
Il mio ricordo più vivido riguarda un’amica posizionata dietro di me durante la prova di mate, che stava per accoltellarmi perchè ci mettevo troppo a copiare il compito e a passarglielo!
sogliadibronzo
21 Giugno 2007 @ 10:06perfavore stendiamo un velo pietoso sulla maturità…la mia è stata disastrosa, da dimenticare in tutto e per tutto…e sti maledetti tutti gli anni riaprono una ferita enorme!!
Dafne
21 Giugno 2007 @ 10:27Io ricordo ancora il mio primo e unico 7 (meno meno) nel compito di fisica, io che avevo collezionato 4 fino a quel momento…
Guarda quei due “meno” incolonnati accanto al sette e sciaguratamente chiesi “professore, sette uguale? ma uguale a cosa?”
E a chimica, quando fui chiamata alla lavagna a fare i bilanciamenti e all’esortazione del prof. “bilancia!” risposi “no, capricorno” e tornai a posto.
Fortuna che la prese a ridere.
Cosa che invece non fece il professore che, umiliandomi durante un’interrogazione con un “io mi domando cosa combinerai tu nella vita” si sentì rispondere a muso duro “certo, non farò l’insegnante, perché si sa, “chi sa fa chi non sa insegna”!!!”
Che bei ricordi…
Dafne
21 Giugno 2007 @ 10:32La scomparsa dei commenti recenti dal tuo blog conferisce al monito “Scripta manent” un’aria vagamente ironica.
Pure Snoopy sembra che sotto sotto ti pigli per il sedere…
cat_79
21 Giugno 2007 @ 12:05ahhh quanti ricordi….. x fortuna e’ finita

se penso che l’unica volta che ho copiato e’ stato durante la seconda prova di Economia Aziendale con la complicita’ del prof di informatica commissario interno e messaggero degli Dei (secchioni)
Vanilla
21 Giugno 2007 @ 12:11Monica, ti dico solo che appena uscita da una devastante seconda prova di matematica… mi intervistarono quelli di studio aperto!!!
Holly
21 Giugno 2007 @ 12:58Oh, anch’io avevo fatto una seconda prova di francese perfetta!!! Ma a tedesco non mi ricordo neanche cosa mi chiesero, tanto era il terrore di non riuscire a capire la domanda… forse Rilke?!?!?
Comunque io quando sento i temi mi dico sempre che non so se sarei pià capace di scrivere un tema.
Al più un POST!!
Alianora
21 Giugno 2007 @ 13:45IO di Kafka mi ricordo solo “Metamorfosi” e il fatto che per qualche tempo temetti di svegliarmi trasformata in scarafaggio (cioè ancora più brutta di quanto sono)
Stefano Gallagher
21 Giugno 2007 @ 13:49Io detesto i servizi sulla maturità, che già uno non riesce a concentrarsi perché la commissione fa casino, ci mancano giusto le telecamere del tg3! E poi che consigli sagaci che danno: “Non affaticatevi”, “Dormite molto”, “Rilassatevi”, “Fate lunghe passeggiate”… machevadanoacagare!
Ares
21 Giugno 2007 @ 17:01io all’ultimo anno ero sceso a patti con la prof di matematica e fisica: a fine anno mi ha messo 5 “per pietà”
ne vado ancora fiero!
Charlotte
21 Giugno 2007 @ 18:11Anche a me innervosiscono i servizi sulla maturità. Fanno sembrare la prima prova un ostacolo enorme…quando invece la terza prova è decisamente peggiore.
Holly
21 Giugno 2007 @ 18:13Ah! La terza prova…
Mai fatta.
Come sono veeeeecchia!!!!
giuy
21 Giugno 2007 @ 19:24che secchiona che eri
Zengione
21 Giugno 2007 @ 20:19È la prima volta che mi trovo d’accordo con te. Ho letto solo le prime 5 righe, però sono d’accordo. Non farci l’abitudine.
Zengione
21 Giugno 2007 @ 20:21Ho letto il resto del post, e non sono più d’accordo. Spero di non averti delusa.
Ares
21 Giugno 2007 @ 21:09e tiratela di meno col tuo francese!
sembri il nongiovane!!!
Signor Ponza
21 Giugno 2007 @ 21:58Quella del Tecnicolor è stupenda. La professoressa avrebbe dovuto premiare questo tocco di genio. Io l’avrei fatto.
man0lo
21 Giugno 2007 @ 22:15una volta usai una penna rossa per un compito in classe.
panico! la prof non sapeva come correggere. noi sì che eravamo proprio dei ribelli. altro che i bulli di adesso.
greenwich
22 Giugno 2007 @ 01:31ma che voto di merda è 9 e mezzo?