Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Consigli per la sopravvivenza

Giugno 30, 2007 - In: Tv, Vita vissuta - Commenti(27)

Vorrei darvi un po’ di consigli:

Se io sento ancora una volta un servizio del genere al telegiornale, giuro su tutto quello che ho che prendo la televisione e me la spacco in testa. La soluzione sarebbe non seguire telegiornali, ma è brutto rimanere nell’ignoranza completa. Quindi, rischio di morire all’una e alle 20 di ogni giorno. Nei prossimi giorni le mie giornate si svolgeranno così:

Morirò e sulla lapide voglio scritto “Ha preferito perire in silenzio piuttosto che dar retta a Studio Aperto”.

Sì, ti crediamo tutti

Giugno 29, 2007 - In: Chissenefrega, Gossip, Leggo cose - Commenti(7)

Io ho fatto proprio bene a mettere su un tumble blog; dovete sapere che dopo il crash del blog, in quella mattina buia e tempestosa (?) io non riesco più a caricare video. Avevo salvato i link di un paio di video ma niente, fino a pochi giorni fa avevo deciso di farvi rimanere nel dubbio e nell’ignoranza tutta la vita. Ma adesso, tadaaan, c’è tumblr, e posso postare il video là e linkarlo qua. Cosa cambia dal linkarlo da youtube? Semplice, rimane tutto in famiglia ed è molto più pulito ed ordinato (assolutamente niente ed è solo un contentino per farmi felice? Po’ esse).
Dunque, Paris Hilton. A me non me ne frega niente, davvero, non c’ho voglia di fare la paternale sul fatto che credevano che potesse morire di claustrofobia da un momento all’altro (io ho paura dei clown, se ne vedo uno crepo all’istante, giurin giurella) e l’hanno rilasciata, neanche sul fatto che quando è uscita hanno fatto collegamenti in diretta, con tanto di elicotteri, migliaia di giornalisti e fotografi neanche fosse, che ne so, Malgioglio.
Neanche sul fatto che con questi 23 giorni e con questo putiferio scatenato c’avrà guadagnato chissà quanti trilioni di dollari, non me ne frega, tanto li spenderà in collari, cazzi suoi. Ma ho visto un video (
qua) che mi ha fatto pensare, e un sito, che io visito con fame di gossip ogni giorno (e anche perché mi fa ridere come pochi), l’ha sputtanata come si deve.
Per chi non masticasse l’inglese, l’intervistatore chiede se per caso sia dipendente da droghe, se ne ha mai fatto uso, se abbia avuto problemi con l’alcol e lei, ovviamente, Santa Paris da Los Angeles, nega spudoratamente (ma il “no” credo si capisca facilmente anche senza parlare inglese) dicendo che sì, beve ogni tanto quando esce.
Mmm. Facendo un paio di calcoli, prima che diventasse martire usciva ogni sera, no? E visto che beve solo quando esce. Mmm. Qui, qui qui probabilmente aveva solo tanto sonno. E in quella bustina  ci saro solo trucioli di legno. Ne sono sicura.
(basta, mi sono rotta le palle, è l’ultimo post su Paris Hilton. Forse)

Se ti pago, torni

Giugno 29, 2007 - In: Leggo cose - Commenti(19)

Vorrei informarvi che le Spice Girls sono ufficialmente tornate; e qui ci starebbe un “e a chi sono mancate?” ma no, a me sono mancate davvero. Le Spice mi piacevano, mi divertivano, ritagliavo dai giornali le foto che le ritraevano, certe volte li compravo solo per loro. Conoscevo le loro canzoni a memoria, e, come ho già detto tempo fa, anche qualche balletto (uno spettacolo agghiacciante, il mio). Erano talmente costruite a tavolino che rasentavano la perfezione. E, tra l’altro, avevo anche il film. Non dico neanche che l’ho visto per sbaglio, un giorno che avevo la febbre a 40 e deliravo, un giorno che avevo deciso “o il film delle Spice o il sucidio”, no, io ho comprato la videocassetta. Però un po’ di considerazioni vanno fatte, soprattutto guardando il prima e il dopo.
Le Spice Girls sono estremamente fertili. Tranne una, che a quanto pare si preoccupa solo delle sua carriera da solista e della sua voce da gatto fracassato da un camion. In realtà nun te se fila di pezza nessuno Melcì, ammettilo. Non ti vergognare.
Le Spice Girls erano tamarre, adesso sono solo vecchie. Vecchie dentro e alcune anche fuori, e si aspetta da un momento all’altro il crollo fisico di Victoria Beckham, tipo che i due cocomeri di silicone le cadano alle caviglie.
Le Spice Girls hanno mantenuto un filo conduttore, quello dei vestiti di pessimo gusto, la differenza è che prima volevano essere volutamente pacchiane, adesso si credono fighe. Oh, buon per te Victoria, che ci credi. L’auto-convinzione prima di tutto.
Le Spice Girls perdono ed acquistano peso con la facilita con cui si scarta una caramella. Mel C era magra, poi un bottale, e adesso di nuovo magra. Geri era un pallone aerostatico e adesso rischia di cadere nelle fessure dei parquet, nonostante una figlia (BlueBell Madonna, che non appena avrà la capacità di intendere e di volere ucciderà la madre per il nome, quindi fate ciao ciao con la manina a Geri). Mel B era magra, adesso c’ha tre mele per guancia. Emma era magra, adesso è incinta e pare stia aspettando anche lei una mandria di vacche. Victoria era brutta ed ora è ancora più brutta. Misteri della fede.
Da come veste Victoria Beckham sembra una dominatrice, di quelle che frustano il marito costretto a stare a quattro zampe con una pallina in bocca. Povero David, ecco perché si tromba mezza Spagna (l’altra metà no solo perché fatta di uomini, lesbiche e pali senza buchi). Tempo due anni e si darà alla necrofilia. Ossia tornerà a trombare la moglie.
Non ho altro da aggiungere, ma se vi viene in mente altro, prego, che siamo sempre in tempo.

Concorsi di un certo livello

Giugno 28, 2007 - In: Blog, Sono idiota - Commenti(64)

Ho visto che vanno di moda i concorsi da blog. La foto più bella, le labbra più belle, gli occhi più belli, i denti più belli, i culi più belli, le tette più belle (gli ultimi due non esistono, non chiedete i link). Non capisco l’utilità, sinceramente, ma so che ho questo bisogno impellente di aggregarmi. Il punto è che non me ne frega niente delle vostre labbra, neanche delle vostre facce, né dei vostri denti, devo pensare a cosa fare in linea con lo spirito del blog, ma cosa cosa cosa cosa?

Il dito medio più elegante? Può andare.
Mandatemi il vostro dito medio, anche se ancora non ho deciso quali saranno i criteri di vittoria. Io mi esonero ufficialmente dalla gara, primo perché vincerei, secondo per il fatto che vincerei, terzo anche perché vincerei, ma il mio dito medio c’è già da qualche parte (tipo qua).
Voglio essere ribelle e voglio andare contro il sistema (ci sto troppo dentro): non voglio link, non voglio post, non voglio niente, il primo che lo fa viene espulso e sia chiaro che non si vince una beata mazza, neanche il fastidiosissimo banner, che è già tanto se so cos’è; in cambio solo la gloria. E comunque se nessuno aderirà, la vittoria sarà mia (muahahahahah).

Uno sfogo un po’ così

Giugno 27, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(5)

Io non sopporto sentirmi dire “oh, calmati?. E con quel punto interrogativo poi, che non c’entra una minchia.
Io, sembrerà strano, non mi altero mai con certe persone, se non adeguatamente stuzzicata (e ce ne vuole), quindi, “oh calmati“, lo dici a tua sorella, carissima e grandissima testa di cazzo. Che se vuoi vedermi agitata, basta davvero un attimo, agitata come non mi hai mai visto, e allora sì, che potrai dire “oh calmati?” seguito da “ti prego basta non farmi male“.
Che non sai con chi hai a che fare, tzé.

Le piccole soddisfazioni

Giugno 27, 2007 - In: Chissenefrega, Tv - Commenti(18)

Dimenticavo, volevo dirvi una cosa che mi era sfuggita: lunedì sera, nel caso non lo sapeste, Marissa è morta. E’ morta nelle braccia di Ryan, che le diceva “resisti resisti“. E’ morta perché il suo ex li ha inseguiti in macchina e hanno sbandato, poi la macchina è esplosa e di sottofondo, mentre Ryan la portava in salvo (o meglio, a morire da un’altra parte), partiva Halleluja. Che cosa struggente.
Qualche puntata prima Marissa aveva cominciato anche a sniffare, perché non accettava che sua madre se la facesse col padre di Summer, che a questo punto è diventata sua sorella. Ryan ha scoperto che la sua ex non aveva abortito, e si preoccupava che il figlio fosse suo. Il test del dna ha poi provato che non lo era, nonostante avesse quella tipica pettinatura a scodella che lo contraddistingue.
Tutti sono stati ammessi al college, anche Marissa, che fondamentalmente non ha fatto un cazzo per tutto l’anno, quindi il perché rimane un mistero, ma non Seth, che però ha mentito a Summer dicendo il contrario. Loro due tra l’altro si erano lasciati, poi al ballo studentesco si sono riappacificati, e subito dopo Summer gli ha vomitato sulle scarpe. Romantico.
E il perché io abbia seguito con un minimo di costanza la terza serie di Oc è facile da spiegare: volevo vedere Marissa morta. Ci ero rimasta male quando ho saputo, anni fa, che il finale di Dawson’s Creek non era quello che girava da tempo, ossia quello di un incidente stradale dove tutti morivano, nessuno escluso. Ora come ora non mi vengono in mente altri finali devastanti, se non quello di Friends che non riesco a vedere. Non ce la faccio, sigh.

Quello che (non) mancava

Giugno 27, 2007 - In: Blog, Blogosfera, Sono idiota - Commenti(8)

Ieri ero lì, seduta sulla poltrona, a studiare. Giuro che stavo studiando. Vabbè, non proprio studiando. Stavo leggendo un libro che però serve per un esame. Ma non fatevi ingannare, non ero presa dal sottile piacere della lettura, quel libro fa cagare, quindi equivale a studiare. Sia chiaro.
Comunque, ero lì, la finestra a pochi centimetri mentre delle ardentemente desiderate nuvole nere si stavano ammassando sopra la mia simpatica magione; a questo punto, mi son detta, ohibò, un mese che sto qua e ho già capito che appena un paio di nuvoline innocue si avvicinano la connessione va a funghi e torna quando le pare e piace. Quindi, che faccio, mi alzo, non senza un bel po’ di insofferenza, controllo che la connessione non mi abbia mandato un messaggio con scritto “fottiti, io me ne vado” e, già che ci sono, cinque minuti di pausa, cosa vuoi che siano. Faccio un giro tra i blog che conosco e, come sempre, arrivo grazie a link di link di link di link (un tempo si diceva “un amico dell’amico dell’amico dell’amico”) in luoghi a me sconosciuti e il 90% privi di qualsiasi fascino. Quando vedo, ad un certo punto, ma pensa, tumblr.
Tumbche? Non lo so, era lì e ho cliccato. Ho cliccato, l’ho fatto anche su “registrati” e nel giro di tre secondi mi sono ritrovata un altro blog. Ohmmioddiocosahofattochecazzoètumblr. Perché io sono una che pensa prima di fare le cose.
Fatto il danno, mi informo, e pare che il “tumbleblog” sia “un blog molto minimale, utile per appuntare piccoli pensieri, link, ed altre informazioni che vogliamo condividere: i contenuti sono brevi, piccole istantanee, a volta solo un link od una citazione”. Od.
Proprio quello che non mi serviva neanche con tutta la fervida immaginazione di questo mondo; quindi, per la proprietà Monica, tutto ciò che è inutile e senza senso diventa improvvisamente indispensabile ed affascinante.
In poche parole, adesso c’è anche
questo, mi pareva poco carino eliminarlo dopo che ci avevo perso tempo con il template, e se all’inizio non sapevo bene cosa fosse e cosa metterci adesso ci posterei anche la mia firma col sangue; niente di grave comunque, sta lì, potete anche non vederlo, che tanto i commenti non ci sono, è più che altro un modo come un altro per…che ve lo dico a fare. Devo però trovargli una collocazione più utile alla società, tipo dare la password a chi vuole e far partecipare altre persone. Ma anche no.
Lo metterei volentieri qua, da una parte, in un angolino, peccato che - e preparatevi che questa cosa fa molto ridere - non riesca più a modificare il template di questo blog. Non ci vedete un qualcosa di comico in tutto questo? Perché io, sinceramente, con tutto il cuore, onestamente, no.

Non scherziamo #2

Giugno 26, 2007 - In: Chissenefrega, Vedo cose - Commenti(26)

Il primo “Non scherziamo” se l’è inghiottito il buco nero bloggareccio (o bloggaresco, bloccatico, bloggarico, come volete, tanto son parole inventate) ma per chi se ne fosse dimenticato o l’avesse perso, si parlava di Katie Holm…no, scusate, Joey Potter con i capelli tagliati alla Victoria Beckham (un punto di riferimento solido); non faccio in tempo ad attutire il colpo ed assorbire lo shock che mi capitano sotto mano, per caso, giuro, in un pop-up misterioso che sembrava dire “ehi tu, fannullona, guarda qua”, una quantità non individuabile di foto (più o meno un miliardo e mezzo) della suddetta in vacanza in Francia con marito e figlia. Allora, non scherziamo, stiamo parlando di cose serie: prima di tutto, abbiamo avuto l’onore di avere nel nostro continente la nuova famiglia reale e non ce ne siamo accorti, anche se c’era nell’aria un vago sentore di Chanel n° 5 misto a pannolino sporco che ci faceva dire “mmm, che schifo”.
Secondo, rendiamoci subito conto che abbiamo rischiato la nostra permanenza sulla terra, visto che il peso di Tom Cruise ha fatto vacillare per un attimo l’Europa intiera facendo presagire una nuova Atlantide; terzo, e dico terzo (e lo sottolineo solo perché non sottolineo mai niente), Suri è la bambina più bella del pianeta e io la amo.
Va bene, ha un nome che fa cagare, perché Suri non vuol dire niente a meno che non sia l’acronimo di “Scientology Unita Riottosa (e) Impenitente”, che a questo punto starebbe anche bene con “Cari Riottosi Uniti Istighiamo Senza Esitazione” (sono un genio del male), ma come si fa a dire il contrario?
Con quei sorrisini sdentati, con quelle manine pacioccose e quei piedini cicciosi, con quelle guanciotte tonde e quegli occhioni azzurri, quel fare da modella, me la mangerei in un boccone. E fanculo a Sciailò (sì pronuncia così vero?), che avrà pure la bocca di Angelina, i capelli biondi e gli occhi azzurri, ma signori miei, che banalità. E poi non ride mai, nelle poche foto che si son viste ha sempre quest’aria imbambolata della serie “chi sono questi stranieri intorno a me? E tu, cambogiano, sei nuovo?”.
Ma vi prego, fucilatemi a vista, imbottitemi di farmaci, sopprimetemi, non voglio diventare un’ammiratrice della coppia “TomKat” con annessa prole, fatemi smettere di dire “che cariiiiiniiii” e di fare quella tipica faccia da “voglio anch’io un bambino, ma anche no, ma manco morta, al massimo la rapisco”. Uffa. Il primo che dice che è brutta verrà ghettizzato.

L’uovo o la gallina?

Giugno 25, 2007 - In: Chissenefrega, Sento cose, Tv - Commenti(20)

Ascoltavo il telegiornale oggi a pranzo. Ascoltare e basta non implica una qualche forma di pigrizia o disinteressamento, semplicemente la mia postazione a tavola mi impedisce di guardare la tv se non con eventuali torsioni della spina dorsale che preferisco evitare.
Dicevo, i titoli del tg2 scorrono (ci tengo a precisare che il tg2 mi fa pena e che mio padre si rifiuta di guardare il tg5, che secondo me è il male minore) quando ad un certo punto sento “Indagati per Vallettopoli Alessia Fabiani, Aida Yespica, Ana Laura Ribas e Francesco Arca, di mestiere: tronista“. Dopo mezz’ora, quando ho smesso di ridere per “di mestiere: tronista” il dubbio mi ha assalito con uno scatto suino e mi sono fatta una domanda che penso non abbia risposta (non vale quella che inizia per zo- e termina per -la), un po’ come “chi fa l’uomo tra Costanzo e la De Filippi”: che mestiere fa invece Alessia Fabiani?

Vi lascio con un alone di mistero e con ancora meno soldi nel cellulare (tra l’altro nuovo, molto fashion, che tempo due giorni mi cadrà dalle mani e si sfracellerà in mille pezzettini).

Come perdere tempo, millesima puntata

Giugno 24, 2007 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(12)

Cosa fanno tre universitari scoglionati in una torrida domenica pomeriggio? Cosa fa un’universitaria che si appresta ad affrontare il secondo anno, uno che si appresta ad affrontare il terzo, e un’altra che si appresta, beh, diciamocelo, a fare un secondo anno fuori corso in un cazzeggio di tutto rispetto?
Cosa può venire fuori da uno scienziato politico, da una scienzata della comunicazione e da una…matematica?
E’ molto semplice: l’esemplare maschile, che sarebbe mio fratello, viene bloccato dall’esemplare femminile fuori corso (ahem, presente), mentre quello femminile che ancora non rischia di essere presa a calci nel culo dai genitori, che sarebbe la sua ragazza, lo trucca.
A questo punto, al povero cretino che stava urlando “menomale non ho due sorelle”, viene applicata sulla testa una fascia per capelli, poi due occhiali da sole e per finire la cuffia con le corna rosse di cui sotto; successivamente gli viene intimato di indossare le sue famose ciabatte invernali con la faccia di Pluto (regalo della truccatrice), una giacca di pelle (regalo del suo cattivo gusto) e una camicia rosa di almeno 20 taglie più grandi che detesta (quelle cose che passano di padre in figlio).
A questo punto, la fuori corso (la bellissima ed intelligentissima fuori corso, mente di tutto il progetto, che ve lo dico a fare) decide che è ora di fare foto con cui ricattare l’essere con dna comune.
Una volta finito, l’esemplare maschile deve presentarsi alla madre dicendo: “guarda mamma, sono un parlamentare”.

Sigla di chiusura.

Una donna senza pace

Giugno 23, 2007 - In: Blog, Vita vissuta - Commenti(8)

Pulire la macchina è una delle più belle soddisfazioni per una come me. Pulirla con lo shampo Pantene perché non si hanno i prodotti giusti in casa è un po’ come lavarsi i capelli con una tanica di benzina; senza contare che la mia macchina non ha capelli ricci da domare. Intanto, sono ancora senza connessione e la vita non ha più senso.
Non so neanche più come sfruttare il tempo libero, ho già pulito tutta la casa.
Mi manca solo il cane.
Ah, mentre pulivo il bagno mi sono caduti gli occhiali nel cesso. No, così, giusto per informarvi.

Trendsetter

Giugno 22, 2007 - In: Muccolandia, Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(14)

Ma se io andassi in giro con questa cuffia per la doccia che mi ha comprato mia madre, da aggiungere alla mia Muccolandia, quanto sarei trendy da uno a dieci? Io direi un bel nove e mezzo.

Ps. A causa di un problema di connessione, che necessita intervento Telecom (quindi ci sentiremo tra due, tre mesi), non posso assicurare il postaggio giornaliero. Si prega di evitare suicidi di massa ma sono ben accette preghiere collettive. Non per il blog, ma per la mia salute mentale. Sto postando dal cellulare, quindi queste poche righe costeranno si e no 23 euro al minuto.

Bel modo di festeggiare un anno del blog (se non sbaglio), io che avevo in mente grandi cose (non è vero).

Notte prima del Tg2

Giugno 21, 2007 - In: Tv, Vita vissuta - Commenti(22)

Ecco ecco ecco, ho trovato. Ho trovato cosa penso sia più urticante insieme ai servizi dei telegiornali sul tempo: i servizi sulla maturità. Quelli dove c’è una grande eccitazione nel sapere quali sono le tracce dei temi e in realtà non fotte niente a nessuno, dove ci sono i giornalisti appollaiati davanti alle scuole aspettando il primo disgraziato che esce per poi dirgli “era difficile?”. Un po’ come un “fa caldo?” in mezzo  al Sahara.
Questo perché, se una volta uscita dall’esame orale andavo a 180 per le strade dei paesini toscani immersi nel verde e passavo con i semafori rossi, significa che ero ben felice di andarmene da quel fottuto liceo (e anche che potevo benissimo essere arrestata, me ne rendo conto), euforica e inebriata dal senso di libertà.
Se quando sono uscita dall’aula ho cominciato a saltellare e urlare significa che di maturità non ne volevo sentire più parlare, e anche che avevo fatto la mia porca figura quando la professoressa di tedesco mi chiese Kafka. Se non si conta che poco prima le avevo detto “professoressa, io mi ricordo solo Kafka, faccia lei”.
E non voler più sentir parlare di maturità significa dimenticarsi della prima prova scritta quando una telecamera di chissà quale televisione locale piombò tra i banchi, dal nulla, compresa nel prezzo, e che per non farmi riprendere mi nascosi sotto il banco.
Dimenticarsi di aver fatto una seconda prova di francese perfetta, senza neanche un errore, perché è ora di finirla, continuare a menarsela dopo anni non fa fare una bella figura (comunque, oh, perfetta).
Dimenticarsi di quella terza prova che mi mandò in crisi, perché fu fatta alle due di un pomeriggio di luglio, di un anno con l’estate più torrida degli ultimi milletrecentocinquantamila secoli, con l’aria condizionata della C3 che non funzionava più, con il banco vicino alla macchinetta del caffè che emanava lo stesso calore del sole e con la domanda di educazione fisica che comprendeva sapere l’altezza della rete nel “giuoco” della pallavolo.
Risposi: “lo ignoro, ma so che non ci arrivo”. Cancellai prima che il professore si dirigesse verso di me con le classiche mani tenute dietro la schiena e il passo “se ti becco a copiare ti uccido”.
Non mi riesce copiare, non mi è mai riuscito; per anni mi sono fatta bigliettini che non ho mai usato, quando decisi di farlo per il compito di biologia, che abilmente saltai al primo turno, durante l’ultimo anno, la professoressa mi beccò all’istante e mi fece fare davanti alla classe una delle figure di merda più grandi di tutta la mia vita. Troia.
Dimenticarsi della maturità significa dimenticare anche questo. Ma anche di quella volta che sputai per sbaglio la cingomma sul libro di latino durante un’interrogazione alla cattedra dicendo subito dopo “son cose che capitano”; dimenticarsi di quella volta che la professoressa di chimica mi chiamò alla lavagna per poi dirmi “stendiamo un velo pietoso e torna a sedere”; di quel nove e mezzo preso nell’ultima interrogazione di storia dell’arte, rischiando di perderlo subito dopo per essermi fatta beccare durante il ballo della vittoria; dimenticarsi di quella volta che consegnai il compito di matematica in bianco, limitandomi a riportare i problemi con ampie decorazioni fosforescenti dicendo alla professoressa “non sto consegnando in bianco, sto consegnando in technicolor”.
Dimenticarsi di quella volta che la professoressa di tedesco mi chiese di leggere un brano leggerissimo sulla seconda guerra mondiale e io, con un raffreddore che mi stava uccidendo, risposi “mi mette davanti ad una scelta difficile: o leggo o crepo soffocata”.
Dimenticarsi di quella volta che, al buio durante la visione di Via col vento (il che poteva essere facilmente scambiato per suicidio di massa), riuscii a convincere gli altri a creare l’atmosfera “sventolando” i cellulari come se fossero accendini ad un concerto di Venditti.

Suvvia non fatemi piangere, basta con questi servizi sulla maturità.

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