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E una dignitosa pensione?

Ieri ho ascoltato per la prima volta (sapevo che qualcosa nella mia vita stava mancando, per essere finalmente completa) la nuova canzone di Vasco Rossi; non che mi mancasse, ma, tant’è.
Non sono una grande ammiratrice del suddetto, mi urta il sistema nervoso periferico come certe persone arrivano al fanatismo venerando ogni suo passo e prendendo come oro colato ogni sua stronzata.

E, se vogliamo dirla tutta, ho visto in questi giorni suo figlio e ho scoperto che ha una discreta faccia da calci nel culo.
Comunque ammetto che qualche sua canzone possa essere piacevole.
Qualche.

Questa invece ha il solito ritmo di almeno altre sette sue canzoni, che sembrano sempre le stesse, solo con qualche nota e qualche parola diversa; per il resto, diciamocelo, è pura poesia.

“Ci si fotte allegramente, come se fosse niente, darei fuoco a casa tua, se passasse il mal di dente”

“E intanto il mondo rotola, e il mare sempre luccica, domani è già domenica, e forse forse nevica”

Non sapevo che il mal di denti compromettesse eventuali atti vandalici, e ringraziamo Iddio che per “-ica” ha trovato come rima nevica, e non altre parole (che però secondo me ci stavano bene).
Non sentivo così tante stronzate da “bevi la coca cola che ti fa digerire, con tutte quelle bollicine“.

Mi sono sempre chiesta se la Coca Cola lo abbia pagato o meno.

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Un’infanzia deviata

Avete presente quei piccoli tubi di luce colorata che giravano un po’ di anni fa?
Quelli che, se piegati, diventavano ancora piu fosforescenti (o sfosforescenti, come dicevo io)?
Anni fa, una sera d’estate, tornando da una fiera, ne avevo uno in mano viola e ci stavo giocando come se dovesse rivelarmi da un momento all’altro il segreto di Fatima, quando, ad un certo punto, il genio si impadronisce del mio corpo, me lo metto intorno alla testa, corro da mia madre e le urlo:

Mamma, mamma! Guarda! Ho l’AIDS, come nella pubblicità!”

Pagherei per vedere oggi la faccia di mia madre in quel momento.

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Ognuno ha le vecchine che si merita

Le vecchine milanesi sono diverse da quelle del resto del mondo.
Il loro tono è un crescendo, partono sottovoce, si capiscono solo tra di loro, poi piano piano prendono la rincorsa e finiscono ad urlarsi nelle orecchie; ovviamente, parlano dialetto, che un po’ si capisce e un po’ no, ma non solo per me, credo che siano incomprensibili, a tratti, anche a loro stesse.

Si siedono sulle panchine, con la borsa sulle ginocchia e le mani intrecciate, e comincia la gara di malattie: io ho questo e te no, sì ma io prendo queste medicine per quello e te no, e ho vinto io sempre uno più di te e non puoi dire più niente, specchio riflesso.

Per enfatizzare il dolore, accompagnano l’elenco delle disgrazie con movimenti ampi delle braccia, e se parlano del femore, si accarezzano il femore, se parlano del cuore, si picchiettano lo sterno, se parlano di mal di testa, si toccano la fronte.
Niente è lasciato al caso.

Le chiacchere sul tempo si sprecano, soprattutto qui a Milano, e la proteste per gli autobus in ritardo abbondano.
Il problema è uno solo: che quando si mettono a fare comizi cercano consensi; quindi quando parlano tra di loro, annuendo e dicendo la classica frase “eeeeeeeeeeeeeeeeeh, sì“, ti guardano come per dirti “dì la tua, forza, ho bisogno di sapere che anche tu la pensi come me”.

E allora piano piano, sei costretta ad allontanarti, facendo finta di niente e fischiettando, ma loro ti seguono, non te ne accorgi, ma te le ritrovi alle spalle sempre e comunque, che parlano e civettano del figlio “della Marisa, che ha studiato medicina, si è sposato e ora abita laggiù, dietro la posta”.

Stica.

Non c’è niente al mondo di più urticante e fastidioso delle vecchine milanesi.
Ah sì, vecchine milanesi interiste.

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La regina degli alibi

Occupiamoci di cose importanti e, soprattutto, intelligenti.
Il blog di Flavia Vento.

Flavia Vento, per un mondo migliore“.

Come darti torto?
Pensateci un attimo, senza di lei Mammucari non avrebbe avuto tutto quel successo con
Libero (…), senza di lei Totti non sarebbe arrivato alla ribalta del gossip, lei, la valida alternativa a tutti i politici presenti, lei, che non serve ad un’emerita cippa.
Ognuno di noi nasce con un compito nella vita, no?
Il mio è cazzeggiare, ma il suo?
Ah ggggià, i cani.
Che mondo sarebbe senza Flavia Vento che non protegge e difende i cani?
Se fossi un cane mi rifiuterei.

No, guarda, Flavia, ti ringrazio tanto, davvero, è un nobile gesto, ma preferisco essere abbandonato in tangenziale. Davvero.”

Tutto questo per farvi partecipe del suo prezioso intervento riguardo puttanopoli, che, diciamocelo, ne sentivamo davvero davvero, davvero il bisogno, dopo aver sentito che lei è contraria alla guerra, dove i soldati si fanno brutte brutte bue.

vi scrivo perche’ ho ricevuto tante email di persone che mi stimono e che mi vogliono bene. tutto quello che sta succedendo non mi riguarda.ovvero sono indagata per estorsione perche’ pensano che abbia partecipato al ricatto che  si presume abbia fatto corona a totti. io  scrivo  e sottolineo io non HO MAI RICATTATO NESSUNO NELLA MIA VITA:1 ) non e’ ho bisogno vengo fortunatamente da una famiglia agiata. 2) sono una persona corretta e non ho mai fatto male a nessuno e non lo potrei mai fare. sono stata messa in mezzo da gente senza scrupoli.LO RIPETO UN ALTRA VOLTA NON FAREI MAI UN RICATTO A NESSUNO.SONO UNA VITTIMA DI INFAMITA’ e SE ESISTE GIUSTIZIA VOGLIO AL PIU’ PRESTO LE SCUSE E ESSERE RISPETTATA. RICORDATE CHI AMA I CANI PUO’SOLO ESSERE UNA PERSONA BUONA.

Ahhhh beh, se ami i cani allora non c’è motivo di dubitare di te.
Amo i cani, non posso uccidere aver ucciso mio figlio“, ha detto la Franzoni in tribunale.
E NON C’E’ BISOGNO DI URLARE.
E si dice “non ne ho bisogno” e non “non è ho bisogno”.
Tu sì che sei una persona sveglia, non è vera quella canzone che dice “la gallina non è un animale intelligente”

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Tremate

Tremate

Barbara Berlusconi è incinta.