Ah vabbè, tua sorella!
Drrrrin!
Mamma: allora l’esame?
Monica: allora 28…
Mamma: ah, vabbè…
Monica:come “ah vabbè”?! Fanculo!
Click.
Ma cercati un riccio femmina, no?
Avete presente la pubblicita del riccio che si ingroppa gioiosamente la spugna?
E le coccinelle che copulano nella macchina con finale stile Titanic?
Non so perché, ma queste due pubblicità mi fanno uno schifo e mi provocano un senso di disgusto che non potete immaginare.
Io odio le mele
Guardare Chi Vuol Essere Milionario per me è frustrante e umiliante; mi ritrovo a sapere la risposta da settantamila euro, o peggio ancora da trecentomila, quelle che, o le sai o non le sai, ma sulle prime fallisco clamorosamente.
In poche parole mi ritrovo a sperare che il concorrente non vinca soldi che in realtà spettano a me, quando, se ci fossi io, sarei già tornata a casa a mani vuote.
Qualsiasi ragionamento logico o calcolo elementare, mi blocca.
Quindi, se dovessi partecipare alla trasmissione (mai nella vita) spero di non trovarmi davanti una domanda del genere:
“Se ho 10 mele, ne mangio due, ne vomito una, ne mangio un’altra ne sputo mezza, la quarta la butto, della quinta ne mangio un quarto e un altro quarto lo do al cane, e la sesta la contemplo, quante mele mi sono effettivamente rimaste e quante ho effettivamente digerito?”
Gerry, io mi fermo qua.
Ancora lui? Che palle!
Avete notato che, nelle puntate dove sta bene, o crede di star bene, il Dottor House si veste con giacche bianche, camicia chiara e maglietta chiara, ma ora che è tornato a star male, è tornata la camicia blu scura, la giacca scura e la maglietta nera?
Questi simbolismi mi esaltano.
Va bene, va bene, prima o poi la finirò col Dottor House.
Si spera.
Capitano tutte a me
Per questo post devo fare una premessa, riguardo gli animali: io li rispetto e tutto il resto, sono fermamente convinta che chi li maltratta debba morire, ma ho con loro un rapporto un po’ strano; esclusi cane e gatto (e le zanzare, perché se non puoi combattere il nemico te lo fai amico, e perché credo di allevarle personalmente, in una città minuscola sopra l’armadio), per il resto della fauna provo una forte paura.
Qualsiasi animale, che sia alto un tappo e una Vigorsol o che sia il doppio di me, mi fa venire l’istinto di scappare a gambe levate e non tornare più; se stanno lontani da me va benissimo, se si avvicinano io mi allontano, è semplice.
Questa reazione è elevata all’ennesima potenza se si tratta di insetti o in generali esseri volanti; credo che sia la conseguenza di quella volta che, da piccola, me ne sono ritrovata uno tra i capelli che mi ha punto e adesso ho il sano e puro terrore che qualsiasi cosa voli mi venga addosso e rimanga intrappolata in vestiti, capelli, borse etc.
Gli insetti li odio con tutta me stessa, non conosco ma e non conosco però, se ne vedo uno che minaccia la mia integrità fisica e mentale, lo uccido con qualsiasi mezzo possibile, se sei insetto e invadi il mio spazio personale, sei destinato a crepare.
Non appena trovo il coraggio di avvicinarmi o qualcuno da delegare.
Il fatto è questo: ieri sera esco dalla camera e trovo la mia coinquilina davanti al bagno con gli occhi sbarrati, si gira verso di me e dice “c’è un uccello in bagno”; detto così fa molto ridere, ma una volta entrata, c’era davvero un volatile che dormiva beato nella nostra vasca.
…
Ricapitolando, dopo due anni e mezzo passati ad uccidere cimici con qualsiasi cosa disponibile (anche il barattolo dell’origano, che non ho avuto più il coraggio di prendere in mano), dopo aver passato la serata del mio compleanno a cercare di uccidere un essere immondo, nero ed enorme, che si era appollaiato dentro il mio lampadario (credo fosse semi-immortale, gli ho spruzzato qualsiasi cosa ma non crepava, alla fine ho preso l’aspirapolvere e l’ho aspirato, e che cazzo), mancava solo l’uccello che calava dalla caldaia e decideva di usare il nostro bagno come rifugio contro il freddo e la neve.
Questo zozzo piumato è rimasto lì, beato, per almeno quaranta minuti, lo abbiamo ingabbiato con un mezzo di fortuna ma non voleva andarsene, anzi, ci guardava con aria di sfida, piuttosto scocciato; alla fine, dopo una serie di grida (che all’una di notte ci stanno bene) e dopo aver escogitato piani impossibili, tipo andare dal vicino e dire “senta, non vogliamo disturbarla, ma noi abbiamo un uccello in bagno”, ha deciso che, piuttosto che stare in casa con noi, preferiva crepare di freddo ed è volato via.
Superato lo shock iniziale dell’avere un essere volante 10oo volte più grosso delle solite cimici in casa, e sorvolando sul fatto che ad un certo punto la scena era talmente comica che stavo rotolando per terra dalle risate piangendo, il mio problema è uno solo: stanotte non ho dormito perché pensavo a come pulire la vasca e tutto il resto per eliminare qualsiasi tipo di residuo uccellaceo, ma mi fa troppo schifo, credo che cercherò di convincere la padrona di casa a farci cambiare direttamente la vasca.
Esiste un risarcimento danni per invasione di uccelli?
Sono profondamente turbata.
Tanta fatica…
…per niente.
Una si prepara all’esame di economia dei media rifacendo mille grafici, i più difficili possibili, per la sua mente con ridotte capacità mentali (vedi foto), ma, in linea con la sua fortuna negli ultimi anni, le capita l’esercizio più semplice del mondo, che però non riesce a fare.
Se mi hanno dato 18 vuol dire che:
- Non sanno leggere
- Danno voti a caso, magari con la moltiplicazione dei numeri di matricola
- Mi hanno visto letteralmente con le mani nei capelli e hanno deciso di avere pietà di me
Cosa succede se…
…la tua coinquilina ti dice che vuole fare la lavatrice e, una volta finita, le tue famose mutande rosa adesso hanno una sfumatura vagamente BLU?
Può succedere che, una volta scoperto, decidi di far accidentalmente cadere le sue mutande nel cortile.
Mi sono bastati 10 minuti
Ieri ho visto 10 minuti del nuovo quiz di Italia Uno, condotto da Alessando Cecchi Paone, in poche parole, come se Piero Angela conducesse Affari Tuoi; il programma è noioso come pochi e fa rimpiangere con tutto il cuore Sarabanda e L’uomo Gatto, che è stato mio idolo per mesi, ma il succo del discorso non è questo: arriva la domanda più interessante del panorama dei quiz televisivi, da Lascia o Raddoppia a oggi:
“Quale di questi animali si accoppia anche più di 30 volte al giorno per cementare il loro rapporto?”
Con sommo raccapriccio (il terzo; il primo raccapriccio è arrivato dopo aver visto che Cecchi Paone porta ancora quelle assurde bretelle, il secondo dopo aver saputo che c’è un essere vivente che lo fa 30 volte al giorno), ho notato che ad affiancare il conduttore c’è una validissima e scosciatissima Eva Henger, vestita da professoressa sexy, perché siamo persone originali, che ha il difficilissimo compito di sottolineare e cancellare in una ipotetica lavagna al plasma; praticamente, come se le conigliette di Playboy conducessero Telethon o 30 ore per la vita (posso dire che mi è venuta in mente una battuta squallidissima con un’altra parola al posto di “vita”?).
Ora, il fatto è questo: Cecchi Paone dice al baldo giovine che ha tempo per riflettere sulla risposta, magari consigliandosi con Eva.
…
Ha ragione, chi meglio di lei può saperne sulla riproduzione?
Senza contare che con Eva Henger non mi consulterei neanche per comprare un paio di mutande (per chi fosse curioso o voglioso di emulazione, il suddetto animale è un tipo di scimpanzè, anche se io avrei detto conigli).
Per concludere, vi lascio con una delle domande successive di cui indovinare la risposta, giusto per farvi capire un po’ il filo conduttore del programma: una ragazza inglese, per vendicarsi del fidanzato dopo una lite, gli ha messo (le corna?):
- Serpenti in auto
- Vermi nella minestra
- Gatto in lavatrice
Conto sul fatto che a guardare il programma fossimo in tre, io e i genitori di Cecchi Paone, ma se qualcuno conosce la risposta è pregato di non rovinare il divertentissimo blog-quiz in atto.
Chiamate il Codacons
Venerdì è iniziato Scherzi a Parte.
Io ovviamente non l’ho guardato manco per sbaglio, primo perché c’era il Dottor House e non me lo perderei neanche per andare al mio funerale…il secondo motivo è quello che segue:
Cristina Chiabotto, Claudio Amendola, Valeria Marini, Alfonso Signorini, Katia&Valeria; mancano la donna cannone, l’uomo dalle tre teste, il toporagno parlante e il nano equilibrista, poi siamo a posto
GF Settemila
Avevate paura che facessi finta di niente eh? Eh? Eh? EH?
E invece no, l’ho visto, il Grande Fratello non mi è sfuggito, lo seguo dalla prima edizione, ci mancherebbe altro; ho guardato la prima puntata e come sempre, come ogni anno, mi sono detta “non ci sarà un altro Augusto” (o un altro Patrick o un altro Flavio o un altro Fedro o un altro Taricone), quindi per ora devono conquistarsi la mia simpatia e non è poco.
In compenso, ho già capito che le donne, come al solito, mi stanno tutte gioiosamente sulle palle, dalla prima all’ultima, non se ne salva una, piuttosto che vivere in una casa con loro mi rinchiudo in una stalla con Roberto da Crema, Flavia Vento e Milton a spalare letame.
E ho detto tutto.
Ce n’è una in particolare, e chi ha seguito può capirmi, che è più antipatica della sabbia in bocca: Guendalina, che già dal nome dovresti correre con tutte le tue forze e nasconderti, che se ti trovo ti gonfio; questa zozza è la quintessenza della snob.
Una somiglianza impressionante con Natalie Caldonazzo (che conosciamo in due, io e la madre), solo più brutta e con una faccia, non da schiaffi, ma da pedate, da pugni, da manganellate; questa, che chiama la presentatrice “Marcuzzi” (ma chi te conosce), entra in una casa da milleseicento metri quadri (1.600), che definire “accogliente” è un eufemismo, e si permette di rispondere alla domanda “ti piace?” con “Marcuzzi, io mi adatto, quindi mi va benissimo”.
Ma vedi d’anna’ a pijattelo!
Le altre non sono da meno.
C’è la russa, che invece di essere alta e bionda, è mora e segaligna, un misto tra Serena del GF4 e Man Lò, non mi stupirà se un giorno si presenterà con i codini e una maglia di Hello Kitty saltellando come un’indemoniata, sperando che qualcuno la scambi per un fagiano e la impallini.
Quest’altra zozza, è la quintessenza del “te la do gratis”, manco si fa pagare; appena entrata si è trovata davanti il palermitano, bassino e tracagnotto (che per tutta la puntata si farà notare quanto un granello di sabbia nel Sahara), ed è riuscita a tenere a bada gli ormoni, ma quando si è presentato Alessandro, romano piuttosto figo, ha cominciato a miagolare visibilmente e una strana insegna con scritto“tu sei qui”, con una freccia indicante il basso, ha cominciato a lampeggiare ad altezza fianchi.
Quale messaggio volesse veicolare è a noi sconosciuto, studiosi se ne occuperanno al più presto.
Il resto delle donne è fuffa, le solite bellone e, almeno a prima vista, anche piuttosto “frivole” (per non dire di peggio, è chiaro); da menzionare una certa Mirela (se non sbaglio), che durante la diretta ha detto “ragazzi, mi sono dovuta pure lavare le mutandine da sola in albergo”; oh povera, povera, povera stangona, saranno stati due cm quadrati di mutanda, deve essere stata una fatica immensa per te lavarle!
Le tue preziose manine, dotate di fresca manicure, sono entrate in contatto con un volgare detersivo, solo l’idea mi fa inorridire; è tutto così ingiusto, questo è sfruttamento di minorate, dovresti indignarti pubblicamente.
Per gli uomini il discorso cambia, perché, come al solito, mi stanno quasi tutti simpatici, o almeno non li detesto; a parte il fatto che due di loro sono piuttosto bellocci, un altro è toscano, quindi viene da sé che ha la mia stima e altri due sono due macchiette che non puoi fare a meno di prendere in simpatia, i rimanenti sono completamente anonimi, ossia il palermitano e il tizio che è rimasto sospeso ad una gru per un’ora e ventisette (lo avrà ripetuto almeno dieci volte, abbiamo capito, sei un eroe, quando uscirai Napolitano ti proclamerà Super Saian e potrai scaricare la tua onda energetica insieme a Goku).
Per ora non ho altro da aggiungere, ma ho già capito chi mettere alla gogna e a chi augurare la gloria; però la Marcuzzi potrebbe anche smetterla di urlare qualsiasi cosa dica, stanno a 10 metri, mica a Bombay.
Nuove Frontiere
Ho sentito che si può pagare per dare il nome a tifoni, cicloni, uragani e disgrazie simili; io ho un po’ di soldi da parte, la prossima catastrofe climatica si chiamerà mentedubbiosa.clientiweb.it.
Questo sì che è spam.
La uno, la due o la trèèè?
Ieri ho deciso che era il momento di fare il mio solito giro ristoratore alla Feltrinelli: libri, poltroncine, tavolini e odore di caffè e panini, cosa si può chiedere di più dalla vita.
Siccome sono una persona con una certa coltura, mi sono diretta immediatamente verso la zona tempo libero, perché là, nello scaffale più in basso, ci sono i fumetti dei Peanuts.
Ecco.
Dopo aver notato che la raccolta completa degli anni 80, che volevo incontrasse quella degli anni 70 che ho in camera mia, costava la modica cifra di 39 euro, ho mandato a cagare la Feltrinelli ma mentre me ne stavo andando ho visto il libro di Trentamarlboro.
Preso immediatamente, perché ci stavo facendo un pensierino da un po’ e perché pur di trovare un’alternativa ai libri di economia dello spettacolo mi leggerei pure il seguito di 3MSC e il nuovo libro di Melissa P, di seguito.
Visto che il titolo è “Ho perso la verginità durante una puntata di Ok il prezzo è giusto”, ho deciso che, semmai scrivero un libro, lo intitolerò “Mi sono addormentata a pagina 43 del libro di Trentamarlboro e mi sono ricordata che dovevo andare all’Esselunga”.
Ora, guardiamoci nelle palle degli occhi, se ti addormenti leggendo un libro come quello le opzioni sono tre:
- soffri di narcolessia
- quello non era sonno ma coma e stai per morire
- sei talmente stanca che ti addormenteresti anche durante un attacco nucleare
Scusami, Trentamarlboro, il tuo libro è molto carino, sono io che sono sveglia come un tapiro.

Che Cristo sia con te, perché a me non mi sopporterebbe
I primi anni lo seguivo assiduamente, quest’anno Amici m’è rimbalzato addosso; conosco a malapena i nomi, ho capito a malapena il regolamento che la solita De Filippi ha spiegato come se fosse fisica quantistica (in poche parole, funziona così: se stai sul cazzo al pubblico che non ti vota, se stai sul cazzo ai tuoi Amici che fanno il tuo nome per eliminarti, stai sicuro che pure i professori voteranno per buttarti fuori a calci in culo) e le risse non mi appassionano più come una volta.
Il fatto che ci fosse, però, un tizio chiamato Cristo e un tizio chiamato Santo, mi ha fatto sempre ridere; siccome non ho un’emerita ceppa a cui pensare, ho riflettuto su questo: come sarebbe avere un amico di nome Cristo?
Sono arrivata alla conclusione che per me non sarebbe facile; starei giorno e notte a saltellargli davanti e dietro dicendo “guarda! Sono dopo Cristo! guarda! Sono avanti Cristo!”.
Credo che dopo un po’ mi ucciderebbe e fa un po’ ridere uccidere con quel nome.












